Tumore al polmone: ecco l'alternativa alla chemio


Si chiama pembrolizumab e lo storico via libera per il suo uso è arrivato il 18 maggio scorso dall'Agenzia italiana del farmaco. E' un anticorpo in grado di potenziare il sistema immunitario nella lotta contro il tumore del polmone in determinati casi. E cioè, come rende noto l'Afa, in presenza di un “carcinoma polmonare metastatico non a piccole cellule in cui i tumori esprimano alti livelli del recettore PD-L1". Un farmaco cosiddetto di prima linea, una delle armi principali con cui combattere il cancro: la nuova frontiera dunque è l'immuno-oncologia.

"Il melanoma ha rappresentato il modello per l'applicazione di questo approccio innovativo - spiega all'Ansa Carmine Pinto, presidente dell'Associazione nazionale oncologia medica - che ora si sta estendendo con successo a diversi tipi di tumore, come quello del polmone. Ed è un'arma che si affianca a quelle tradizionali rappresentate da chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie biologiche. Un passo avanti verso la sconfitta o la cronicizzazione della malattia". I test hanno evidenziato che a un anno il 70% dei pazienti trattati con pembrolizumab è vivo, rispetto a circa il 50% di quelli trattati con chemioterapia. Inoltre sono stai osservati un 40% di riduzione del rischio di morte e un 50% di riduzione del rischio di progressione della malattia. Il nuovo farmaco può essere usato anche in seconda linea, su pazienti cioè che sono già stati trattati con chemioterapia, a condizione che il loro tumore esprima livelli di PD-L1 uguali o superiori all'1%.

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