La mammografia, questa sconosciuta


La mammografia fa il suo ‘dovere': salva la vita a molte donne e riduce la mortalità per cancro al seno ma lo strumento non è ancora sfruttato nella sua completezza e quindi sul lato della prevenzione c'è da fare ancora moltissimo. Così gli oncologi hanno lanciato un appello dal loro congresso europeo di Madrid: “Se la malattia viene identificata in fase precoce - dicono - le guarigioni superano il 90%, per questo è fondamentale aderire allo screening mammografico, che andrebbe esteso fino ai 74 anni".

In Italia poco più di una donna sue due segue i consigli medici: secondo gli ultimi dati disponibili, riferiti al 2015, su oltre tre milioni di donne invitate ad eseguire la mammografia solo il 55% ha aderito. Evidenti le sproporzioni geografiche: mentre il Nord è al 63%, il Centro si attesta al 56% e il Sud si ferma al 36%. Lo screening biennale, sottolineano gli esperti, ha ridotto di molto la mortalità nell'ultimo ventennio ma dovrebbe essere esteso fino ai 74 anni e non agli attuali 69. Le donne più a rischio sono quelle con precedenti familiari o le portatrici della mutazione di un particolare gene, BRCA1 o BRCA-2: per loro i controlli dovrebbero iniziare molto presto, a 25 anni. 

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