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Tumore prostata: diagnosi più veloce e precisa


Un nuovo strumento, ad alta tecnologia, per diagnosticare più velocemente e in modo più preciso ed efficace il tumore alla prostata. La nuova arma contro la neoplasia più frequente negli uomini, che ogni anno in Italia colpisce 34mila persone, si chiama biopsia con fusione. Lo strumento è stato presentato durante il congresso della Società Italiana di Urologia, tenutosi nei giorni scorsi a Napoli. 

Vincenzo Mirone, segretario generale Siu, ha spiegato all'Ansa le difficoltà attuali: “Il problema maggiore in tema di diagnosi è che la qualità e la precisione delle attuali biopsie prostatiche non è ottimale. Per 'biopsiare' in modo preciso bisogna vedere la lesione e l'urologo per vedere dove inserire l'ago della biopsia usa un'immagine ecografica che non distingue quasi mai tra tessuto sano e tumore. La biopsia della prostata viene quindi eseguita con prelievi random in tutto l'organo. In alcuni casi si rischia di non prelevare il tessuto tumorale e ciò comporta la necessità, spesso, di ripetere le biopsie se il sospetto clinico permane".

Per questo adesso c'è la biopsia con fusione, già disponibile in diversi centri italiani: si tratta di un ecografo tridimensionale munito di apposito software che simula ricostruisce e registra il percorso dell'ago all'interno della prostata. Le informazioni sul zone precedentemente evidenziate come sospette dalla risonanza magnetica vengono trasferite sull'immagine ecografica tridimensionale. 

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