Epatite C, occhio all'estetista


Il 34% dei casi segnalati di epatite C nel 2017 è stato contratto con trattamenti di bellezza come manicure, pedicure, rasature dal barbiere, piercing e tatuaggi. A rivelarlo è il bollettino del Sistema Epidemiologico Integrato delle Epatiti Virali Acute-SEIEVA dell'Istituto superiore di sanità. La maggiore incidenza è dovuta ai rapporti sessuali, tradizionale fattore di rischio, mentre dati preoccupanti emergono anche dalle infezioni ospedaliere. 

Tuttavia l'aspetto positivo è che negli ultimi 30 anni è sensibilmente diminuito il numero delle infezioni da epatite, B e C soprattutto: si è passati da oltre 10 casi ogni 100mila abitanti a meno di un caso. Tra i comportamenti a rischio vi sono la tossicodipendenza e l'omosessualità maschile mentre i trattamenti di bellezza, appunto, negli ultimi tempi hanno avuto un'incidenza maggiore che in passato. I soggetti maggiormente colpiti sono gli uomini fra i 35 e i 55 anni. 

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