Contraccezione: la App fa flop


La tecnologia questa volta non ha aiutato. Anzi, l'aiuto si è trasformato in un boomerang: una app, utilizzata per la contraccezione da 500mila donne solo in Europa, è finita sotto inchiesta in Svezia dopo che sono stati segnalati 37 casi di gravidanze indesiderate. L’applicazione si chiama Natural Cycles, è stata lanciata sul mercato nel 2014 e si basa su un algoritmo che analizza il ciclo mestruale in relazione alla misurazione quotidiana della temperatura corporea: ogni mattina la donna deve ricordarsi di prendere il termometro, pazientare qualche minuto e di inserire i dati nello smartphone. 

A quel punto sul telefonino appare una sorta di semaforo: se si accende la luce rossa significa che la donna è nel periodo fertile, se invece lampeggia quella verde si possono avere rapporti sessuali non protetti perché non vi sono possibilità di rimanere incinta. In teoria: nella pratica, come si è visto, evidentemente qualche falla nel sistema c’è. L’Agenzia nazionale svedese per la sicurezza dei farmaci ha quindi aperto un’indagine in seguito alla denuncia dell’ospedale Södersjukhuset di Stoccolma: è emerso che 37 delle 668 donne che negli ultimi mesi avevano chiesto di abortire nella struttura svedese avevano fatto uso della app. 

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