L'Europa avverte: l'olio di palma fa male


Adesso c'è anche il sigillo dell'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare: l'olio di palma non fa bene. Anzi, fa proprio male. Soprattutto ai bambini che lo assumono tramite merendine, snack e cibi industriali confezionati. In un dossier di 160 pagine che raccoglie uno studio decennale, preciso e documentato, l'Efsa consiglia ufficialmente di evitare il consumo eccessivo di olio di palma. Questo grasso tropicale, pur essendo vegetale, va considerato come ‘saturo' perché, di fatto, ha la stessa composizione di un grasso di origine animale e i gli identici effetti dannosi sul sistema cardiovascolare.

In particolare l'olio di palma contiene tre sostanze tossiche: cioè l'estero glicidico degli acidi grassi (GE, classificato come genotossico e cancerogeno), del 3-monocloropropandiolo (3-MCPD) e del 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi. Si tratta di sostanze contenute anche in altri olii vegetali e margarine, ma in maniera molto meno significativa (da 6 a 10 volte in meno). 

Da qui l'avvertimento dell'Efsa: evitare o moderare di molto il consumo di prodotti alimentari con olio di palma, un consiglio che vale soprattutto per bambini e adolescenti. E se, come ricorda la stessa Efsa, la quantità di GE negli oli e grassi di palma è stata dimezzata negli ultimi 5 anni, in Italia il consumo di olio di palma nell'ultimo quinquennio è quadruplicato. L'ultima cautela, poi, è valida per l'olio di palma e per qualsiasi altra sostanza contenuta nei prodotti alimentari: leggere sempre l'etichetta

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