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L'Europa ‘frena' sull'utero in affitto

L'Europa ‘frena' sull'utero in affittoUna decisa frenata dell'Europa sulla pratica del cosiddetto utero in affitto. Si tratta di una decisione della Corte dei diritti umani di Strasburgo che, ribaltando un suo stesso pronunciamento del gennaio 2015, ha stabilito che una coppia non può riconoscere un figlio come suo se il bimbo è stato generato senza alcun legame biologico con i due aspiranti genitori e grazie ad una madre surrogata. Si tratta dunque di uno stop rilevante alla pratica del cosiddetto utero in affitto. Nel caso specifico secondo la corte l’Italia non ha violato il diritto di una coppia sposata negando la possibilità di riconoscere come proprio figlio un bambino nato in Russia da madre surrogata.

Il ricorso era stato presentato nel 2012 nel 2012 da una coppia di Colletorto (provincia di Campobasso), contro la decisione del tribunale dei minori di toglier loro definitivamente il bambino. La Corte di Strasburgo ha invece stabilito che se le autorità italiane “avessero accettato di lasciare il bambino con la coppia, dandogli la possibilità di divenirne i genitori adottivi, questo sarebbe equivalso a legalizzare una situazione creata dalla coppia in violazione di importanti leggi nazionali“, tra cui quella che regola le adozioni.

Vittoria Neri

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