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Fitoterapia

La fitoterapia e' una branca della medicina con migliaia di anni di storia. Basta pensare che solo le ultime generazioni hanno avuto accesso ad i farmaci di sintesi, ma per millenni l'uomo si e' curato solo con le piante.

Oggi, fonti autorevoli dell'OMS confermano che circa l'80% della popolazione mondiale fa uso di piante medicinali per cura...

La fitoterapia e' una branca della medicina con migliaia di anni di storia. Basta pensare che solo le ultime generazioni hanno avuto accesso ad i farmaci di sintesi, ma per millenni l'uomo si e' curato solo con le piante.

Oggi, fonti autorevoli dell'OMS confermano che circa l'80% della popolazione mondiale fa uso di piante medicinali per curarsi.

La tecnologia farmaceutica ha migliorato l'accesso a questi trattamenti fornendo formulazioni simili ai farmaci quali gocce, bustine, compresse e tisane.

Il ruolo della fitoterapia in Italia e' di medicina integrativa o di prevenzione e terapie di patologie minori.

Raccomandiamo di acquistare i prodotti fitoterapici in farmacia in quanto e' necessario quando si acquistano avere la garanzia di prodotti di qualità, sicurezza ed efficacia terapeutica cosi come avviene per gli altri farmaci.

Pensate che l'estrazione di un principio attivo da una pianta e' una operazione molto complessa che se non condotta in laboratori specializzati e autorizzati porta a distruggere il principio attivo.

I fitoterapici, proprio per la varietà dei principi attivi, non sono tutti sicuri e ben tollerati e pertanto e' sempre opportuno richiedere il consiglio del tuo medico o del tuo farmacista.

Il Ministero della Salute cita "I medicinali fitoterapici sono tutti quei medicinali il cui principio attivo è una sostanza vegetale. Questi medicinali sono stati ufficialmente approvati dall’AIFA, che ne ha verificato la loro qualità, efficacia e sicurezza, e sono venduti esclusivamente nelle farmacie, alcuni dietro presentazione di ricetta medica ed altri come medicinali senza obbligo di prescrizione o medicinali da banco".

I prodotti appartenenti a questa categoria sono moltissimi e per noi sarebbe difficile trovarli tutti in una categoria. Abbiamo pertanto ritenuto opportuno inserire tali prodotti suddivisi per bisogno o per patologia nella categoria Rimedi per la salute o integratori.

In questa categoria troverai una selezione di tinture madri e macerati glicerici Boiron e di altre aziende importanti

Il team di farmacisti di Bosciaclub e’ a disposizione per indicarti il prodotto piu’ adatto a te.

 

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Prodotti nella categoria Fitoterapia

Ci sono 3360 prodotti.

Sotto-categorie

  • Abete Bianco

    Abies pectinata

    Che cosa è l'Abete Bianco?

    L’abete bianco è una pianta di cui si utilizzano gli aghi, le gemme e le giovani sommità fresche per le proprietà mediche.

    Contiene: Olio essenziale ricco in terpeni.

    Le attività principali riconosciute sono: espettorante e balsamica.

    Perché si usa l'Abete Bianco?

    Si usa i reumatismi, le mialgie, le nevralgie.

    Grazie alle proprietà dell’olio essenziale, l’abete bianco trova uso nelle forme catarrali croniche del sistema respiratorio e per massaggi topici contro i dolori reumatici.

    Per i massaggi, consigliamo di diluire il prodotto come suggerito in seguito per evitare fenomeni di sensibilizzazione.

    Come si usa l'Abete Bianco?

    Diffusione ambientale: 1 goccia di olio essenziale, per ogni metro quadrato di ambiente.

    Pomata balsamica e antireumatica: 10 gocce di olio essenziale in una crema neutra, mescolare e massaggiare sul petto o sulle parti doloranti fino a tre volte al giorno.

    Bagno distensivo: 10 gocce di olio essenziale nell’acqua della vasca. Agitare l’acqua e immergersi per 10 minuti (per i dolori alle articolazioni)

    Suffumigi: 7 gocce di olio essenziale. Coprire il capo con un asciugamano e inspirare col naso a bocca chiusa.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere se affetti da asma, patologie respiratorie croniche, in caso di pertosse.

    Non utilizzare l’olio essenziale per uso interno.

    In Bosciaclub puoi trovare i prodotti fitoterapici nelle categorie dedicate.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è a disposizione per indicarti il prodotto a base di Abete Bianco più adatto a te e le modalità di assunzione!

  • Acai

    Euterpe olercea

    Che cosa è l'Acai?

    L’acai è una pianta di cui si utilizzano le bacche per le proprietà mediche.

    Contiene: Antociani, vitamine, minerali, acidi grassi essenziali.

    Le attività principali riconosciute sono: ipocolesterolemizzante e antiossidante.

    Perché si usa l'Acai?

    Le bacche di acai sono un fonte ricca di antociani, i quali svolgono un’azione antiossidante, capaci di contrastare in maniera molto efficace l’invecchiamento cellulare.

    La presenza di acido oleico e omega 6 (acido linoleico) agisce sui lipidi plasmatici, in particolare sul colesterolo e sulla funzione cardiovascolare contrastando l’aterosclerosi.

    L’attività dell’acai sul metabolismo delle prostaglandine, ne consente una attività analgesica ed antiinfiammatoria. Pertanto viene utilizzato nell’ingrossamento della prostata, per trattare i sintomi.

    Infine le proprietà remineralizzanti, grazie al contenuto di vitamine, minerali e aminoacidi, ne consentono l’uso in caso di astenia e stanchezza fisica, dovuti a stress o a iperattività fisica.

    Come si usa l'Acai?

    Infuso: 1 cucchiaio di frutto fresco in acqua bollente. Infondere per 10 minuti. Bere 3-4 tazze a giorno. 

    Estratto secco: nelle forme farmaceutiche precostituite.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’abuso porta a casi di diarrea e meteorismo.

    Si sconsiglia l’uso in gravidanza ed allattamento.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è a disposizione per indicarti il prodotto a base di Acai più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Achillea Millefolium

    Achillea Millefolium

    Che cosa è l'Achillea Millefolium?

    L’achillea è una pianta, di cui vengono utilizzate le sommità fiorite per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, come il camazulene, pinene, cariofillene, flavonoidi, acidi fenolici, cumarine e tannini.

    Le attività principali riconosciute sono, antispasmodica, amaro-tonica, coleretica, antibatterica, astringente, emostatica e cicatrizzante.

    Perché si usa l'Achillea Millefolium?

    Si usa come protettivo gastrico, in caso di inappetenza, dismenorrea, in caso di irregolarità delle mestruazioni. Le occasioni di uso maggiori sono: antispastico gastrointestinale, e per calmare le mestruazioni dolorose.

    Viene utilizzata anche per uso esterno, in caso di emorroidi, varici, piccole ferite.

    L’olio essenziale, in frizioni viene utilizzato per calmare i dolori.

    Come si usa l'Achillea Millefolium?

    Infuso: 1,5g di sommità fiorite per tazza. Lasciare in infusione 15 minuti. Bere piu’ tazze al giorno.

    Decotto: 30-60 g per litro (uso esterno)

    Polvere: 100-200 mg per capsula

    Succo : 3 cucchiaini al giorno da diluire in acqua.

    Tintura madre: 30-50 gocce, diluite in acqua, da 1 a 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere la droga in gravidanza, in associazioni con anticoagulanti e antipertensivi.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Achillea Millefolium piu’ adatto a te!

     

  • Aesculus Hippocastanum 

    Ippocastano gocce, compresse e tintura

    Che cosa è l 'Aesculus Hippocastanum ?

    L’ippoastano è una pianta di cui si utilizza il seme per le proprietà mediche.

    Contiene: saponine triterpeniche (escina), composti flavonici, proantocianidoli, cumarine, amido.

    Le attività riconosciute sono: antiedemigena, flebotonica, antiinfiammatoria, astringente e decongestionante.

    Perché si usa l' Aesculus Hippocastanum ?

    Si usa nell’insufficienza veno linfatica, in caso di fragilità capillare, emorroidi, edemi post operatori, proctite, cellulite. Per uso esterno in caso di varici, emorroidi, contusioni, mialgie, cellulite, nevralgie.

    Si riconoscono all’ippocastano la capacità di alleviare i sintomi legati all’insufficienza venosa a carico degli arti inferiori: dolore, pesantezza, gonfiore, prurito, crampi muscolari.

    Queste proprietà sono dovute all’escina in modo particolare che oltre ad aumentare il tono venoso è dotata anche di spiccata attività antinfiammatoria, opponendosi pertanto alla formazione di edema.

    L’attività dell’escina è coadiuvata dall’esculoside (glucoside cumarinico), potente inibitore della lipossigenasi e ciclossigenasi, svolge attività antiflogistica e analgesica.

    Le proprietà flebotoniche ed antiedemigene dell’ippocastano sono state dimostrate i molti studi clinici.

    In gemmoterapia, le gemme si utilizzano in caso di fragilità capillare, emorroidi, alterazioni a carico del sistema venoso periferico.

    Per uso esterno la pianta può essere utilizzato in caso di gambe pesanti, crampi, ecchimosi, emorroidi, mialgie, nevralgie, reumatismi, contusioni, lividi e distorsioni.

    Grazie all’effetto sulla permeabilità capillare gli estratti totali e l’escina hanno trovato oggi applicazione nella cellulite. L’ippocastano viene anche utilizzato dall’industria cosmetica nella caduta dei capelli, in caso di couperose nella detersione intima.

    Come si usa l'Aesculus Hippocastanum ?

    Estratto secco: 240-290 mg di estratto (50 mg di escina), 2 volte al giorno per almeno 4 settimane.

    Macerato glicerico: 50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Decotto: 6 grammi di droga in 100 ml di acqua bollente

    Gel per uso topico: 1% di escina.

    Pomata al 10%-20%.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    La pianta è bene tollerata, raramente è possibile osservare, prurito, nausea e disturbi gastrointestinali.

    Per via topica, non applicare direttamente sulle ferite della pelle.

    Non assumere in caso di insufficienza renale ed epatopatie.

    Non assumere in caso di celiachia.

    Non assumere in associazione con anticoagulanti.

    In gravidanza ed allattamento solo con le raccomandazioni del medico.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti i rimedi: Ippocastano gocce, compresse e tintura

     

  • Agave

    Agave

    Che cosa è l' Agave?

    L’ agave è una pianta di cui si utilizzano le foglie e le radici per le proprietà mediche.

    Contiene: Fibre, sali minerali, oligoelementi, fruttosio, aminoacidi

    Le attività principali riconosciute sono: lassative, remineralizzante, dolcificante.

    Perché si usa l'Agave?

    Si usa in caso di osteoporosi, in caso di stitichezza, al posto dello zucchero come dolcificante.

    Dalle foglie di agave si estrae l’inulina che e’ una sostanza utile a favorire il senso di sazietà, facilitare la digestione ed il transito intestinale, ripristinando la flora batterica (linfa di agave), ridurre i valori di colesterolo.

    La ricchezza di Sali minerali e oligoelementi come il calcio, il magnesio ed in ferro ne consentono l’uso in caso di osteoporosi.

    La ricchezza di principi attivi invece ne consente l’uso come lassativo o purgante in casi di stipsi.

    Comune è l’uso dello sciroppo come dolcificante, in alternativa allo zucchero

    Come si usa l'Agave?

    Infuso: (foglie essiccate) ha proprietà digestive e migliora la funzionalità epatica

    Impacco (via topica): l’infuso lasciato raffreddare e applicato per via topica, è utile per la pelle irritata ed arrossata

    Succo fresco (via topica) utile come cicatrizzante ed eudermico.

    Sciroppo: dolcificante

    A cosa bisogna fare attenzione?

    La polpa delle foglie contiene sostanze che possono dare origini a dermatiti.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile per indicarti il fitoterapico a base di Agave più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Aglio

    Allium Sativum

    Che cosa è l'aglio?

    L’aglio è una pianta, di cui vengono utilizzati i bulbilli o spicchi per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, saponosidi, flavonoidi, zuccheri e sali minerali.

    Le attività principali riconosciute sono ipotensive, ipolipizzanti, fibrinolitiche, antiaggreganti, antisettiche ed immunostimolanti

    Perché si usa l'aglio in fitoterapia?

    Si usa in caso di ipertensione e ipercolesterolemia.

    L’aglio pertanto e’ ritenuto valido nel trattamento del colesterolo e nell’ipertensione di tipo lieve. E’ utile in prevenzione dell’aterosclerosi e dell’incremento del rischio cardiovascolare.

    Oggi viene largamente utilizzato anche in concomitanza con i farmaci per l’ipertensione in particolare per potenziarne gli effetti.

    L’aglio ha inoltre dimostrato proprietà antiaggreganti piastriniche e fibrinolitiche di attività simile all’aspirina, riducendo quindi il rischio di trombosi e di infarto.

    Per uso interno indicazioni aggiuntive sono a livello gastrico per l’attività spasmolidica e contro il meteorismo e contro l’helicobacter pilori, responsabile dell’ulcera gastrica.

    Come si usa l'aglio in fitoterapia?

    Aglio fresco: 3 bulbilli al giorno

    Infuso: 4 gr di aglio fresco il 150 ml di acqua per 10 minuti

    Polvere: 600-900 gr al giorno

    Estratto secco: titolato in allina 1% 1 capsula dopo pranzo e cena.

    Estratto fluido: 20-30 gocce, in acqua fino a 3 volte al giorno

    Tintura madre: 40-50 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno lontano dai pasti.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Se ne sconsiglia l’uso in soggetti che soffrono di gastrite o ulcera. L’alito cattivo puo’ essere una conseguenza dell’assunzione.

    Se ne sconsiglia l’utilizzo in associazione con farmaci steroidei o antinfiammatori. Questo perché aumenta i tempi di coagulazione.

    Anche durante la gravidanza e l’allattamento è consigliabile sospendere il trattamento

    Il team di farmacisti di Bosciaclub e’ a disposizione per indicarti il fitoterapico a base di aglio piu’ adatto a te e le modalità di assunzione! 

     

  • Agnocasto

    Vitex agnus castus

    Che cosa è l'Agnocasto?

    L’ agnocasto è una pianta di cui si utilizzano i frutti e le sommità fiorite per le proprietà mediche.

    Il frutto contiene: flavonoli, iridoidi, composti terpenici, triterpeni, olio esenziale, olio ad acidi grassi insaturi.

    Le sommità fiorite contengono iridoidi, flavonoidi, olio essenziale.

    Le attività principali riconosciute sono: antispasmodica, tonica, ormonale (progestinica e antiestrogenica).

    Perché si usa l'Agnocasto?

    Si usa in caso di spasmi intestinali, dolori pelvici, tensione nervosa, menorragie, metrorragie, sindrome premestruale.

    Le foglie ed i frutti di agnocasto sono stati sempre considerati sedativi e anafrodisiaci.

    Oggi la maggior utilizzazione dell’agnocasto è nelle emorragie da insufficienza del corpo luteo, nelle menorragie e metrorragie, nella sindrome premestruale dovuta a iperfollicolinismo, nella ritenzione idrica del periodo premestruale, nell’acne.

    L’azione e’ dovuta all’aumento dell’attività progestinica. L’agnocasto inibisce la produzione di prolattina. Questo consente una riduzione dei sintomi collegati alla sindrome premestruale, incluso ai dolori anche legati alla mastodinia premestruale. La pianta agisce anche sulla irritabilità, i crampi e la fame insaziabile.

    L’agnocasto può risultare utile anche nell’infertilità femminile correlata alle anomalie del ciclo.

    La pianta è utile anche a ridurre i sintomi classici della menopausa.

    Come si usa l'Agnocasto?

    Infuso: versare 100ml di acqua calda su 10 grammi di frutti triturati; infondere per pochi minuti e filtrare. 1-2 tazze al giorno.

    Estratto secco: posologia giornaliera circa 1 mg/ kg da suddividere in 2 somministrazioni (mattina e sera) lontano dai pasti.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Rari e transitori gli effetti collaterali: nausea, cefalea, allergie.

    Si consiglia attenzione nel caso di assunzione contemporanea di terapie ormonali e contraccettivi, e di farmaci agonisti ed antagonisti della dopamina.

    La pianta non va usata durante la gravidanza, l’allattamento ed in pediatria.

    Non usare l’olio essenziale a dosaggi non raccomandati. (azione depressiva a livello centrale)

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile per indicarti il prodotto a base di agnocasto più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Alfalfa medicago sativa

    Alfalfa medicago sativa

    Che cosa è l'Alfalfa medicago sativa?

    Alfalfa è una erba medica di cui viene utilizzata l’intera pianta per le proprietà fitoterapiche.

    Contiene: saponosidi, glicosidi, composti fenolici, steroli, clorofilla, Sali minerali, vitamine.

    Le proprietà principali sono: antiastenico e remineralizzante.

    Perché si usa l'Alfalfa medicago sativa?

    Si usa principalmente in caso di astenia fisica e mentale e durante la menopausa.

    L’attività antiastenica è dovuta all’alto contenuto di aminoacidi, vitamine (gruppo A, B, D e vitamina C) e minerali (calcio potassio e fosforo).

    Può essere utilizzato durante la convalescenza e durante i disturbi che derivano da una alimentazione insufficiente.

    All’interno della pianta sono anche presenti fitoestrogeni, capaci di influenzare positivamente la mineralizzazione ossea. Viene pertanto indicata per tale motivo durante la menopausa.

    La presenza di saponosidi, spiegano l’attività ipocolesteromizzante.

    La ritroviamo in preparata associata all’Avena Sativa che ne rafforza l’efficacia.

    Come si usal 'Alfalfa medicago sativa?

    Infuso: 1-2 cucchiaini di foglie secche per tazza di acqua bollente. Infusione per 10 minuti prima di bere. 

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Macerato glicerico: 1 DH – 20 gocce diluite in acqua 1-2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    In caso di sovradosaggio, per la presenza di vitamina K può interagire con i farmaci anticoagulanti.

    Può potenziare l’effetto di farmaci antidiabetici e degli estrogeni.

    Attenzione a non ingerire i semi in quanto tossici.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il prodotto a base di Alfalfa medicago sativa più adatto a te e le modalità di assunzione!

  • Alghe Klamath

    Alghe Klamath: Che cosa sono? 

    Le alghe klamath sono un insieme di microalghe verdi-azzurre cresciute nelle acque del lago Klamath in Oregon. Il loro utilizzo risale a tempi antichissimi, proprio per le loro proprietà nutritive e la ricchezza di micronutrienti. 

    Contengono: betacarotene, clorofilla, fitocianine, carotenoidi, acidi grasso essenziali (omega 3 ed omega 6), proteine, minerali, oligoelementi e vitamine. 

    Le attività riconosciute sono: nutritive, antiossidanti, antianemiche. 

    A cosa servono le Alghe Klamath? 

    Si utilizzano: per integrare magnesio e ferro, per integrare la nutrizione nei vegetariani, rafforzare le difese immunitarie, per combattere i radicali liberi.

    Gl atzechi sono stati i primi ad utilizzare le alge per scopi terapeutici.

    Oggi le proprietà immonotropiche ne consentono un largo uso nella protezione dell’organismo dalle infezioni ricorrenti e dai malanni di stagione.

    L’’azione antiossidante, si esplica principalmente a livello epatico, proteggendo il fegato da insulti infiammatori.

    Vengono utilizzate anche in menopausa, in particolare per combattere la sintomatologia. E’ efficace anche per la psicologia della donna in menopausa per le sue proprietà rilassanti ed euforizzanti.

    Le proprietà nutritive si traducono nell’effetto tonico, in quanto questo alimento fornisce vitamine e minerali che supportano molte reazioni biochimiche dell’organismo.

    Infine le Alghe klamath regolarizzano la funzione intestinale, migliorando anche la sensibilità alle allergie alimentari ed i disturbi correlati alle intolleranze.

    Come si usano le Alghe Klamath? 

    Si raccomanda l’assunzione di 2-3 grammi al giorno. In condiziono patologiche dietro consiglio del medico e del farmacista è possibile assumere fino a 5 grammi.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Si raccomanda il consumo solo alle dosi consigliate.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è a disposizione il rimedio a base di alghe klamath più adatto alle tue esigenze.

     

  • Aloe

    Aloe Vera

    Che cosa è l'aloe?

    L’ aloe è una pianta di cui si utilizzano le foglie per le proprietà mediche. (succo disidratato o lattice ottenuto per incisione degli strati superficiali delle foglie e gel, ottenuto per incisione profonde delle foglie)

    Da precisare che sono circa 15 le varietà di aloe che presentano proprietà medicinali.

    Contiene:

    -Succo: resine; derivati idrossiantracenici

    -Gel: acqua, polisaccaridi, pectine, emicellulose, glucomannano, derivati del mannosio, aminoacidi, lipidi, steroli, acidi fenoli, acido lattico e succinico.

    Le attività principali riconosciute sono:

    -Succo: amaro tonica, eupeptica, lassativa, immunomodulante

    -Gel: vulneraria, antiflogistica, analgesica, emolliente, immunomodulante

    Perché si usa l'aole?

    Si usa in caso di stipsi (succo), affezioni dermatologiche (gel)

    Il succo di aloe è efficace in caso di stitichezza occasionale. L’effetto si manifesta 8-10 ore dopo l’ingestione. La dose adeguata individuale è quella che consente di ottenere le feci molli. Pertanto questa deve essere modulata dal soggetto e frazionata durante il giorno se necessario.

    L’utilizzo prolungato diminuisce l’efficacia, questo per la perdita di potassio e l’azione diretta sulla muscolatura lisca intestinale.

    Studi recenti hanno dimostrato effetti antineoplastici della pianta ed immunomodulanti. La pianta oggi viene usata per la prevenzione degli effetti iatrogeni radio-chemioterapici

    Il gel per via orale (capsule o bevanda al 50%) viene indicato nel trattamento del colon irritabile o della colite ulcerosa per la sua azione lenitiva ed emolliente.

    La medicina ayurvedica lo include nelle piante ipoglicemizzanti (un cucchiaio prima dei 2 pasti principali)

    Il gel invece viene utilizzato per uso eterno per trattare le affezioni dermatologiche come l’herpes genitale (preparati al 0,5% 2-3 volte al giorno per 2 settimane); le scottature e gli eritemi solari

    Questo grazie alle sue proprietà antiflogistiche e anestetiche locali.

    Altri usi si ritrovano nel trattamento del papilloma virus, della psoriasi, della dermatite seborroica, dell’afte, del lichen planus, nel trattamento generico di ferite ed infiammazioni cutanee.

    Come si usa l'aloe?

    Polvere: 0,02-0,03 grammi come eupeptico, 0,1-0,3 grammi per volta come lassativo, 0,5-1 grammo come purgante. Dose massima 0,5g a presa, 1,5 g al giorno.

    Estratto secco: 1 capsula la sera (non più di 2-3 volte la settimana)

    Estratto fluido: 2-3 gocce come digestivo, 6-8 gocce come lassativo, 10-30 gocce come purgante.

    Tintura madre: 2-20 gocce, diluite in acqua, 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Tra i purganti antrachinonici il succo di aloe è quello più’ irritante. Può aumentare il flusso sanguigno ed intensificare le mestruazioni. Può avere un effetto abortivo.

    Controindicato durante la gravidanza e l’allattamento (passa nel latte materno) e durante le mestruazioni, in età pediatrica al di sotto dei 12 anni, in presenza di emorroidi, fistole, affezioni renali, nella malattia di Crohn, nella colite ulcerosa, in caso di appendicite.

    L’uso prolungato di aloe provoca ipokaliemia. Non assumere in concomitanza con glicosidi cardioattivi, diuretici tiazidici, liquirizia, cortisonici.

    Non assumere i preparati per più di 1-2 settimane, se non dopo consiglio medico.

    Si consiglia di sospendere l’uso giorni prima di interventi chirurgici.

    Si raccomanda di non assumere gel di bassa qualità, in quanto possono avere effetti lassativi.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il prodotto a base di aloe più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Amamelide

    Hamamelis virginiana.

    Che cosa è l'Amamelide?

    L’amamelide è una pianta di cui si utilizzano le foglie e la corteccia per le proprietà mediche.

    Contiene: tannini, acido gallico, proantocianidine, flavonoidi, glucosidi, polisaccaridi, olii essenziali

    Le attività principali riconosciute sono: astringente, antiflogistica, emostatica, vasocostrittrice.

    Perché si usa l'Amamelide?

    Si usa in caso di emorroidi, flebiti, varici, dismenorrea, turbe della menopausa, infiammazioni di cute e mucose (uso topico).

    La sua azione tonico astringente e vaso regolatrice ne fa un trattamento di elezione nella cura delle emorroidi e nell’insufficienza venosa, in particolare quando si avvertono sensazioni di gonfiore alle gambe. Localmente viene impiegata nelle lievi lesioni cutanee (azione emostatica e cicatrizzante), nelle infiammazioni di cute e mucose, a livello orale e gengivale.

    Diversi studi clinici hanno dimostrato una azione topica antiinfiammatoria simile al cortisone, nel trattamento delle emorroidi, dermatite atopica, eritema solare).

    Come si usal 'Amamelide?

    Infuso: 1-2 grammi di droga triturata, in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per circa 10 minuti, filtrare e bere una tazza 2-3 volte al giorno, tra i pasti. Può essere usata anche per i gargarismi.

    Polvere: 1 capsula 1-3 volte al giorno

    Decotto (Foglie e corteccia): far bollire 5-10 grammi in 250 ml dii acqua per alcuni minuti. Lasciare raffreddare e imbibire una compressa o applicare il liquido direttamente sulla parte interessata, da 2 a 4 volte al giorno.

    Estratto secco: 1 capsula, 1-2 volte al giorno

    Estratto fluido: 1-4 grammi, pro dose (1 grammo = 33 gocce)

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Acqua distillata: per impacchi anche diluita.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’elevata quantità di tannini può provocare in soggetti sensibili, irritazione della mucosa gastrica e stipsi.

    Si sconsiglia l’uso durante la gravidanza e allattamento e in età pediatrica.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Amamelide più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Angelica

    Angelica archangelica

    Che cosa è l 'Angelica?

    L’angelica è una pianta di cui si utilizzano le foglie, i frutti e le radici, per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, furanocumarine, idrossicumarine, acido caffeico e cloragenico.

    Le attività principali riconosciute sono: antispasmodica, carminative, antidispeptica, tonica, antibatterica.

    Perché si usa l 'Angelica?

    Si usa in caso di dispepsia, inappetenza, turbe psicosomatiche, dismenorrea.

    La pianta ha caratteristiche amaro toniche e pertanto è utile nelle dispepsie quando esiste una diminuzione della secrezione del succo gastrico. La pianta è consigliata per questo motivo a chi soffre di inappetenza.

    La sua attività spasmolitica, ne consiglia l’uso nell’insonnia nervosa, nella dismenorrea, nei dolori gastrici.

    L’estratto alcolico ha dimostrato una azione antibatterica ed anti fungina in particolare nei confronti della Candida Albicans.

    L’uso dell’olio essenziale risulta efficace nei processi digestivi e come antispasmodico a dosi raccomandate di 3 gocce per un massimo di 3 volte al giorno (su supporto neutro come le ostie).

    Recenti studi clinici hanno dimostrato nei soggetti infartuati un aumento del flusso coronarico e una attività inibente l’aggregazione piastrinica.

    Per uso esterno, l’olio essenziale ha dimostrato efficacia nei dolori reumatici, nei bagni stimolanti e contro le punture di insetto.

    Come si usa l'Angelica?

    Infuso: un cucchiaino di radici (1,5 grammi), triturate per tazza di acqua bollente, filtrare dopo mezz’ora. Bere una tazza prima dei pasti.

    Decotto: 1,5 grammi di radici finemente triturate in 250 ml di acqua fredda, portare ad ebollizione per 10 minuti. Filtrare e bere 3 tazze al giorno.

    Polvere: 0,5-1 grammo pro dose in ostia, 2-3 volte al giorno

    Bagni: 100-200 grammi di decotto di radice

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    La pianta è fotosensibilizzante, per cui è importante evitare l’esposizione ai raggi solari durante il trattamento.

    Può provocare in soggetti sensibili, acidità di stomaco

    Se ne sconsiglia l’uso in gravidanza e durante l’allattamento

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di angelica più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Anice

    Pimpinella anisum

    Che cosa è l'Anice?

    L’anice stellato è una pianta di cui si utilizzano i frutti per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, acidi fenilacrilici, flavonoidi, furanocumarine, lipidi.

    Le attività principali riconosciute sono: antispasmodica, balsamica, secretolitica.

    Perché si usa l'Anice?

    Si usa per le dispepsie, gli spasmi gastro intestinali, meteorismo, catarri delle vie aeree superiori.

    I frutti di anice stellato possono essere dei regolatori degli effetti digestivi. Aumentano la secrezione gastrica e salivare.

    Il miglioramento delle funzioni digestive si traduce nell’assenza della sonnolenza dopo i pasti e nella migliorata assimilazione dei principi nutritivi.

    L’anice grazie all’anetolo stimola la peristalsi intestinale. Possiede anche una azione antispasmodica e pertanto viene utilizzato con successo nelle dispepsie, negli spasmi intestinali.

    L’azione diretta sulla peristalsi, combinata con l’azione antisettica, inibisce i processi fermentativi e pertanto viene utilizzata nel meteorismo, nell’aerofagia, nella flatulenza.

    L’anice stellato per queste sue proprietà viene anche utilizzato per combattere l’astenia accompagnata da cefalea e stanchezza mentale.

    L’olio essenziale ha una azione espettorante che favorisce le secrezioni bronchiali. Per tale motivo l’anice è utilizzato nelle tisane espettoranti.

    Per uso esterno, le pomate a base di olio essenziale al 5 o 10 % sono utilizzate per le frizioni in caso di congestione delle vie aeree superiori.

    Come si usa l'Anice?

    Infuso: da 1-5 grammi di semi triturati per tazza di infuso caldo. Assumere diverse tazze al giorno; come mucolitico, bere una tazza di infuso alla mattina e alla sera; per i disturbi gastro intestinali, un cucchiaio di tisana più volte al giorno. Per i bambini piccoli, un cucchiaio colmo, nel biberon.

    Polvere: da 0,5 a 2 grammi per presa, 1-3 volte al giorno.

    Estratto fluido: 0,15-0,3 grammi prodose (1 grammo=43 gocce)

    Olio essenziale: 0,3 grammi al giorno; per uso esterno, preparazioni al 5-10%

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    In casi rari in soggetti predisposti possono presentarsi manifestazioni allergiche della pelle o gastro intestinali.

    Assumere l’olio essenziale solo alle dosi raccomandate: a dosi elevate può provocare effetti tossici quali tremori, convulsioni e confusione mentale.

    L’uso dei frutti di anice non deve superare le 2 settimane di terapia, l’uso non è raccomandato in gravidanza e durante l’allattamento ed in soggetti al di sotto dei 12 anni.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti tutti i rimedi naturali a base di anice stellato.

  • Argilla ventilata

    Argilla ventilata: Che cosa è?

    L’argilla è un minerale complesso ricco in calcio, silice, magnesio, sodio, zolfo, fosforo, potassio, argento, ferro, alluminio. Ha un alto potere assorbente e viene utilizzata sia a fini terapeutici (argilla verde) sia a fini cosmetici (argilla bianca).

    È un rimedio naturale utilizzato sia dall’ antichità sia in Egitto che in India. 

    In commercio puoi trovarla in diverse forme: ventilata, macinata e grossa. 

    Perché si usa l'Argilla ventilata? 

    L’argilla ventilata è una argilla trattata per separare i granuli dalla polvere, per fornire un elevato potere assorbente. Viene utilizzata per cicatrizzare le ferite, per purificare l’organismo. I suoi usi cosmetici includono il trattamento della cellulite, della pelle grassa a tendenza acneica del viso, impacchi per i capelli e massaggi tonificanti per il corpo. 

    L’argilla macinata grossa invece viene utilizzata grazie ai suoi grossi granuli per il bagno, per i cataplasmi e per gli impacchi. 

    Come si usa l'Argilla ventilata? 

    L’argilla ventilata per uso interno si usa come preparazione da bere: 1 parte di argilla e 4 parti di acqua, mescolare con un cucchiaio di legno, lasciare sedimentare per 5-7 ore, bere la soluzione. 

    È possibile utilizzare l’argilla ventilata anche per gargarismi in caso di mal di gola. In questo caso occorre sciogliere 1 cucchiaino (di legno) in un bicchiere con acqua. Attendere 2 ore prima di effettuare gli sciacqui. 

    Segnaliamo anche un uso vaginale, come lavanda. 

    Per uso esterno, nelle infiammazioni, gonfiori, edemi, per la cicatrizzazione delle ferite, occorre mischiare l’argilla ventilata in un contenitore di ceramica con dell’acqua (4 parti di argilla e 1-2 di acqua). Applicare, lasciare in situ per 45 minuti, togliere l’argilla con acqua tiepida. Ripetere fino a 2 volte al giorno. 

    Può essere utilizzata anche per il massaggio. Gli è riconosciuta la capacità d distendere i muscoli allentando la tensione muscolare, purificare la pelle attraverso una azione esfoliante. Utilizzata nel massaggio anche in caso di pelle grassa, cellulite e psoriasi. 

    In caso di massaggi tonici e decontratturanti per i muscoli, aggiungere 5-10 cucchiai di argilla ventilata ad acqua ed olii essenziali in 30 gocce (arnica montana, rosmarino o limone). Per la cellulite seguire la stessa procedura sostituendo gli oli essenziali descritto con quelli di arancio, pompelmo o cipresso. È possibile aggiungere anche gli estratti alcolici di fucus o edera, utili per sciogliere i grassi e migliorare la circolazione vasale. 

    L’argilla può essere associata anche alle acque termali per ottenere i fanghi al fine di trattare sia patologie dermatologiche sia reumatiche. 

    Tra i prodotti in commercio segnaliamo: Argilla verde fine Dr Giorgini, Argfango argilla verde super ventilata, Argilla verde superventilata Erbex, Argiletz argilla bianca ventilata. 

    Il team di farmacisti di Bosciaclub e’ disponibile ad indicarti il prodotto a base di Argilla ventilata più adatto a te!

     

  • Arnica Montana

    Arnica Montana

    Che cosa è l'Arnica Montana?

    L’arnica è una pianta di cui si utilizzano i fiori per le proprietà mediche.

    Contiene lattoni sesquiterpenici, carotenoidi, olio essenziale, triterpeni, fitosteroli, polisaccaridi, acidi fenoli, flavonoidi, cumarine

    Le attività riconosciute sono: Antiinfiammatoria, analgesica, anti ecchimotica, antimicrobica.

    Perché si usa l'Arnica Montana?

    Si usa in caso di ematomi, distorsioni, dolori muscolari ed articolari, reumatismi, mal di gola, foruncoli e punture di insetto (per uso topico).

    L’uso maggiore dell’arnica è quello topico contro l’ecchimosi, conseguenti a contusioni, distorsioni.

    La pianta e’ anche utilizzata come alternativa ai farmaci nella terapia delle forme reumatiche. L’iperemia generata, aumenta il senso di calore dopo l’applicazione.

    L’efficacia analgesica è dovuta ai lattoni sesquiterpenici.

    Studi clinici hanno dimostrato efficacia nell’osteoartrosi. L’applicazione per 20 giorni e’ risultata efficace quanto un gel a base di ibuprofene al 5%, nell’alleviare il dolore e migliorare la mobilità articolare.

    Le preparazioni a base di arnica vengono utilizzate con successo nella piorrea, nella faringite cronica, nelle flebiti.

    Come si usa l'Arnica Montana?

    Infuso (per uso esterno): Infondere per 5-10 minuti, 2 grammi di fiori essiccati, in 100 ml di acqua bollente. Far raffreddare, filtrare e applicare più volte al giorno sotto forma di compresse imbevute.

    Tintura madre: 1 cucchiaino in mezzo litro di acqua bollente. Applicare sotto forma di compresse imbevute. In alternativa tintura diluita da 3 a 10 volte; come collutorio per gargarismi diluire 1 a 10 con acqua (non ingerire)

    Unguenti, creme e gel: con tinture ed estratti fluidi al 5%-25%.

    Olio di arnica: estratto di una parte di droga con 5 parti di olio vegetale.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Può dare luogo a rari fenomeni allergici (dermatite da contatto).

    Utilizzare per uso topico solo su pelle integra. Non applicare in prossimità degli occhi.

    Non assumere per via orale in quanto tossica (cefalea, nausea, vomito.)

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Arnica Montana più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Artiglio del diavolo

    Harpagophytym procubens

    Che cosa è l'Artiglio del diavolo?

    L’artiglio del diavolo è una pianta di cui si utilizzano le radici secondarie per le proprietà mediche.

    Contiene: iridoidi, fitosteroli, triterpeni, flavonoidi, esteri eterosidico fenilpropanici, stachiosio, raffinosio, arpagochinone.

    Le attività principali riconosciute sono: antiinfiammatoria, analgesica, spasmolitica.

    Perché si usa l 'Artiglio del diavolo?

    Si usa in caso di reumatismi cronici, dispepsia, spasmi intestinali.

    È una pianta originaria delle Namibia utilizzata dalle popolazioni indigene, per la febbre e nei disturbi digestivi e per favorire le contrazioni nei parti difficili.

    L’artiglio del diavolo si usa tradizionalmente nel trattamento dei dolori articolari. Il suo impiego ha una azione diretta sul dolore e sulla infiammazione.

    La sua azione si estende a tutte le affezioni muscolo-scheletriche, nelle lombosciatalgie, nelle patologie tendinee.

    Studi clinici recenti, hanno dimostrato che il 60% pazienti trattati con l’artiglio del diavolo, ha potuto evitare o diminuire il consumo di farmaci antiinfiammatori.

    La somministrazione orale di questa pianta può essere utile nell’inappetenza e nella dispepsia.

    Come si usa l'Artiglio del diavolo?

    Estratto secco: 600-1200 mg al giorno.

    Tintura madre: 50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    In soggetti sensibili può causare diarrea, cefalea e allergie cutanee.

    Non assumere se affetti da ulcera gastrica e duodenale.

    Da usare con cautela se si ha il reflusso gastro esofageo.

    Non utilizzare in gravidanza. Compatibile con l’allattamento solo con prescrizione medica.

    Può interferire con farmaci anticoagulanti, per la pressione, ipoglicemizzanti, antiaritmici, incluso beta bloccanti e digossina

    Si consiglia vigilanza se già si assumono farmaci analgesici o cortisone.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Artiglio del diavolo più adatto a te e le modalità di assunzione!

  • Assenzio

    Artemisia absinthium

    Che cosa è l 'Assenzio?

    L’ assenzio è una pianta di cui si utilizzano le foglie e le sommità fiorite per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, flavonoidi, lattoni sesquiterpenici,

    Le attività principali riconosciute sono: amaro-tonica, eupeptica, emmenagoga.

    Perché si usa l 'Assenzio?

    Si usa in caso di atonia digestiva, dispepsia, convalescenza, colecistopatia, dismenorrea.

    La sua azione amaro-tonica è dovuta alla presenza di absintina. Essa agisce sulle terminazioni nervose della mucosa orale, stimolando per via riflessa, la secrezione di succo gastrico. L’essenza invece è responsabile dell’azione eupeptica diretta a livello della mucosa gastrica. Per tale motivo, l’assenzio, come tutti gli amari deve essere somministrato circa 30 minuti prima dei pasti, per stimolare l’appetito e facilitare la digestione.

    Trova indicazione nell’atonia digestiva accompagnata da anoressia, in particolare nei pazienti anemici, neurastenici, convalescenti.

    Per queste indicazioni è opportuno ricorrere alla TM somministrando 20-30 gocce, diluite in acqua, almeno mezz’ora prima dei pasti. Si consiglia di non superare il mese di trattamento e di sospenderlo per 1 settimana.

    Combatte efficacemente gli spasmi digestivi e la dismenorrea.

    La pianta ha un effetto tonificante negli stati post influenzali, e post infettivi.

    Da notare che l’assenzio rientra nei componenti dei comuni aperitivi o bitter. L’absintismo è una condizione che indica l’intossicazione di assenzio assunto a scopo voluttuario. La sindrome è origine del delirium tremens epilettiforme che è dovuto alla presenza di tuione (neurotossico) e di alcool.

    Come si usa l'Assenzio?

    Infuso: infondere per 10 minuti 1-1,5 grammi di droga per tazza di acqua calda (150 ml). Bere una tazza 30 minuti prima dei pasti.

    Polvere: 0,5 grammi pro dose, 1-3 volte al giorno prima dei pasti.

    Estratto fluido: 0,5-3 grammi pro die (1 grammo= 55 gocce)

    Tintura madre: 20-30 gocce, 2 volte al giorno, prima dei pasti.

    Uso esterno: 1-2 grammi per 150 ml di acqua, oppure 2-4 ml di tintura per 250-500 ml di acqua, oppure preparazioni da applicare sulla pelle per 2-5 grammi per 100 grammi.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non usare in gravidanza, durante l’allattamento, in età pediatrica.

    L’uso è controindicato in caso di gastrite, ulcera gastrica e duodenale, epatopatie, ostruzione biliare.

    Si sconsiglia l’uso dell’olio essenziale puro (per la presenza di tuione che possiede una azione neurotossica).

    Non va utilizzata in concomitanza con farmaci psicostimolanti.

    Sono state segnalate interazioni nei confronti di terapie ormonali.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile a consigliarti il fitoterapico a base di Assenzio più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Avena Sativa

    Avena Sativa

    Che cosa è l'Avena Sativa?

    L’ avena è una pianta di cui si utilizzano cariossidi e parti aeree per le proprietà mediche. 

    Contiene: saponine, flavonoidi, pectine, acido silicilico, betagluconi, proteine, sali minerali, vitamine del gruppo B, avenantramidi ad azione antiossidante e antiflogistica. 

    Le attività riconosciute sono: stimolante, vulneraria, vitaminizzante, antinfiammatoria. 

    A cosa serve l'Avena Sativa?

    Si utilizza in caso di astenia ed esaurimento fisico, nervosismo, dermatite seborroica (per uso esterno).

    L’uso vitaminizzante della pianta è dovuto alla presenza di vitamine essenziali quali tiamina, acido folico, biotina, acido pantotenico. La pianta è ricca di sali minerali, quali magnesio, potassio, zinco e fosforo e dei seguenti oligoelementi: ferro, manganese, calcio e rame.

    La riconosciuta attività nutriente, in particolare nell’infanzia, nell’allattamento, in geriatria, in convalescenza consente di utilizzarla come ricostituente.

    Viene segnalata anche una attività sul colesterolo, ove tale attività e’ stata riscontrata in studi clinici importanti.

    Viene raccomandata come alimento anche nei soggetti diabetici, per il basso indice glicemico.

    Le attività tonificanti dell’avena sono dovute alla presenza di avenina che ha una azione stimolante nei confronti della tiroide. Per tale motivo viene consigliato nelle astenie fisiche ed intellettuali, in caso di lieve depressione.

    L’avena inoltre ha dimostrato in studi clinici l’azione contro il tabagismo. Nei fumatori, riduce il desiderio di fumare ed il numero di sigarette fumate durante il giorno. Tale azione viene correlata alle azioni sedative.

    Questa azione (dovuta alla gramina), viene anche utilizzata contro il nervosismo, ansia, stati di tensione e l’insonnia.

    Per uso esterno la farina di avena, viene utilizzata in campo dermatologico per trattare le pelli irritate. Gli avenatramidi sono responsabili dell’attività antiinfiammatoria. Questa azione è sfruttata per le dermatosi tra cui la pelle secca, atopica dermatiti seborroiche e prurito.

    L’avena viene anche utilizzata per uso topico per combattere dolori di natura infiammatoria come i reumatismi (bagni terapeutici).

    Come si usa l'Avena Sativa?

    Infuso: (parti aeree prima della fioritura, fresche o essiccate): Un cucchiaio di droga (3 grammi) in 250 cc di acqua bollente. Filtrare dopo aver lasciato raffreddare. Una tazza più volte al giorno.

    Decozione: 20 grammi di farina di avena in 1 litro di acqua (rinfrescante, diuretica, blandamente lassativa).

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Usare con cautela o valutare con il proprio medico curante in caso di celiachia.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Avena Sativa più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Bardana

    Arctium lappa

    Che cosa è la Bardana?

    La bardana è una pianta di cui si utilizzano le foglie e le radici per le proprietà mediche.

    Contiene: inulina, acidi fenoli, olio essenziale, mucillagini, polieni nella radice; actiopicrina e lattoni sesquiterpenici nelle foglie

    Le attività principali riconosciute sono: depurativa, diaforetica, stimolante della funzione biliare ed epatica, ipoglicemizzante ed antisettica.

    Perché si usa la Bardana?

    Si usa in caso di dermatosi come acne, eczema, crosta lattea, esantemi come il morbillo e la rosolia, iperglicemia e diabete di tipo II, forme reumatiche.

    La bardana (radice) ha proprietà depurative atte al drenaggio, che permette l’eliminazione delle tossine dall’organismo attraverso gli organi emuntori: fegato, reni, intestino e pelle.

    Il risultato di un buon drenaggio indica un potenziamento dell’attività epatica, della diuresi, della secrezione biliare, del transito intestinale e delle ghiandole sudoripare, oltre a regolare la secrezione sebacea.

    Per tale motivo è indicata in pazienti con problemi dermatologici anche cronici.

    Le foglie invece, possono essere adoperate per il prurito cutaneo.

    La tintura madre risulta essere particolarmente efficace nella cura dell’acne e dei foruncoli in genere. Alla terapia orale può essere associato un trattamento esterno mediante impacchi, lavaggi, creme e lozioni.

    Come si usa la Bardana?

    Decotto (radice): 5 grammi di radice per tazza, di acqua. 3 tazze al giorno.

    Decotto (uso esterno): 20 grammi di radice per litro: far bollire per 10 minuti.

    Polvere (radice): 1 grammo pro dose (2-4 grammi al giorno) in acqua, 1 capsula 1-3 volte al giorno.

    Estratto secco: 1 capsula 3 volte al giorno.

    Estratto fluido: 20 gocce diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Tintura madre: 50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Consultare il medico in caso di assunzione di prodotti ipoglicemizzanti. Possibile interazione.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile a consigliarti il fitoterapico a base di Bardana più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Basilico

    Ocinum basilicum

    Che cosa è il Basilico?

    Il basilico è una pianta di cui si utilizzano le parti aeree per le proprietà mediche.

    Contiene olio essenziale. In base alle caratteristiche dell’olio essenziale si riconoscono 3 gruppi principali: estragolo, linalolo, linalolo-eugenolo. Contiene inoltre flavonoidi, triterpeni e steroli

    Le attività principali riconosciute sono: aromatizzante, eupeptica, antispasmodica, balsamica, antisettica, cicatrizzante.

    Perché si usa il Basilico?

    Si usa in caso di disturbi gastrointestinali

    L’infuso, dal sapore gradevole, ad azione antispasmodica, assunto come bevanda prima dei pasti, deve essere consumato al massimo per un periodo di una settimana.

    È indicato in soggetti con dispepsia di origine nervosa.

    Le foglie di basilico hanno proprietà antiossidanti e contrastano i danni cellulari dai radicali liberi. Sembra infatti che il basilico svolga un ruolo preventivo contro le malattie cardiovascolari.

    L’olio essenziale ha proprietà antisettiche, fluidificanti ed espettoranti.

    Per uso esterno il decotto può essere usato contro l’alitosi.

    L’olio essenziale è usato nelle frizioni nelle forme reumatiche, nelle punture di insetto (azione analgesica) e nella cefalea di origine nervosa.

    Come si usa il Basilico?

    Infuso: 2-4 grammi per tazza di acqua, 2-3 volte al giorno, per massimo 7 giorni

    Olio essenziale: 1-5 gocce al giorno

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Si sconsiglia l’uso in gravidanza, durante l’allattamento, nei bambini e per periodi prolungati.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di basilico più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Betulla

    Betula Alba

    Che cosa è la Betulla?

    La betulla è una pianta, di cui vengono utilizzate le foglie, la corteccia e le gemme per le proprietà mediche.

    Contiene flavonoidi, acidi fenoli, olio essenziali, triterpeni

    Le attività principali riconosciute sono, diuretica e depurativa.

    Perché si usa la Betulla?

    Si usa nella litiasi renale, renella, nei disturbi reumatici, nel gotta e per curare la cellulite.

    In particolare le foglie possiedono proprietà diuretiche. Utilizzato in caso di infezioni delle vie urinarie, ma se ne sconsiglia l’uso in caso di edemi provocati da insufficienza cardiaca.

    In caso di cellulite promuove l’eliminazione di acido urico e colesterolo e pertanto permette la scomparsa dei noduli fibrosi. Riduce la ritenzione idrica e aumenta la diuresi.

    Viene utilizzata anche per uso esterno, come infusi, per combattere la caduta dei capelli, e contro il sudore dei piedi.

    La betulla, per i costituenti della corteccia, puo’ essere utilizzata per la cura delle affezioni cutanee.

    Come si usa la Betulla?

    Infuso: 2-4g per tazza di acqua bollente. 10 minuti di infusione

    Succo: 15 ml diluito in acqua 3 volte al giorno

    Polvere: 100 mg per capsula da 1 a 3 volte al giorno

    Estratto fluido: 5-10g al giorno (1 gr: 42 gocce)

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno

    Linfa di betulla: 1DH- 50 gocce, in acqua, 2 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in concomitanza con anticoagulanti, diuretici. Non assumere in caso di scompenso cardiaco. 

    Il team di farmacisti onlone di Bosciaclub e’ disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di betulla piu’ adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Biancospino

    Crataegus mongyna

    Che cosa è il Biancospino?

    Il biancospino è una pianta di cui si utilizzano le foglie ed i fiori per le proprietà mediche.

    Contiene: flavonoidi, procianidine, acidi triterpenici, acidi fenolcarbossilici, steroli, olio essenziale

    Le attività principali riconosciute sono: ipotensiva, sedativa, antispasmodica, cardiotonica, regolazione dell’attività cardiaca, vasodilatatrice coronarica.

    Perché si usa il Biancospino?

    Si usa in caso di aritmia cardiaca, coronarite, cardiotonico di mantenimento, ipertensione arteriosa, spasmi dolorosi dell’apparato digerente, insonnia, stati ansiosi.

    Le caratteristiche del biancospino sono maggiormente sedativa e miorilassante.

    Il biancospino sostiene le funzioni cardiovascolari: aumenta il flusso sanguigno al miocardio e alle coronarie. Esso infatti provoca una vasodilatazione della muscolatura dei vasi, in particolare di quelli coronarici, generando pertanto una azione ipotensiva. A questa azione si aggiunge quella isotropa positiva.

    Grazie alla sua azione sedativa e miorilassante, elimina la componente emotiva dagli stati ipertensivi.

    L’azione a livello cardiovascolare è progressiva se l’uso è prolungato nel tempo.

    Studi clinici in soggetto con scompenso cardiaco (da classe 1 a 3) hanno dimostrato che il biancospino migliora diversi sintomi, tra cui l’ipertensione, la dispnea da sforzo e l’affaticabilità. La pianta ha un buon margine di sicurezza e non interferisce con le terapie classiche.

    L’uso classico, anche in associazione con altre piante sedative è nell’indicazione insonnia, in particolare quando è generata da ansia ed emotività.

    Viene anche utilizzata nelle donne in menopausa, per alleviare i sintomi.

    Il gemmoderivato viene raccomandato nelle regolazione dell’attività cardiaca, nelle aritmie, come tachicardia ed extrasistole, come ansiolitico, blando antidepressivo, e nei disturbi del sonno spesso nell’anziano.

    Come si usa il Biancospino?

    Infuso: 1-1,5 grammi di foglie e fiori essiccati (o 0,3-1 grammi di semi) in una tazza di acqua bollente. Infondere per 15 minuti. Assumere 3 volte al giorno

    Polvere (foglie e fiori essiccati): da 2 a 5 grammi (o 0,3-1 grammi di semi)

    Estratto secco: 1 capsula 1-3 volte al giorno. Assumere lontano dai pasti.

    Estratto fluido: 0,6-1,2 grammi pro dose (1 grammo = 48 gocce)

    Macerato glicerico: 30-50 gocce diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Gli effetti collaterali sono rari anche per periodi prolungati e coinvolgono solo soggetti sensibili (lievi rush, mal di testa, agitazione, nausea).

    Si consiglia attenzione se si assumono farmaci beta bloccanti e antipertensivi.

    Compatibile in gravidanza e allattamento per un uso limitato nel tempo.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti gli integratori e i fitoterapici a basei di Biancospino più adatti a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Boldo

    Peumus boldus molina

    Che cosa è il Boldo?

    Il boldo e’ una pianta di cui si utilizzano le foglie per le proprietà mediche. 

    Contiene: olio essenziale flavonoidi, alcaloidi aporfinici. 

    Le attività riconosciute sono: coleretiche e colagoghe.

    A cosa serve il Boldo?

    Si utilizza nelle turbe dispeptiche di origine epato-biliare, stipsi. 

    I preparati a base di boldo vengono utilizzati per facilitare la funzione renale e digestiva. E’ efficace nei problemi dispeptici in genere e negli spasmi gastro intestinali.

    E’ usato spesso in associazione con altre piante sia colagoghe come il carciofo, sia lassative come la senna e la cascara.

    La boldina ha una funzione attiva, sulla secrezione biliare, in particolare facilita la fluidificazione.

    Essa ha anche un effetto blandamente lassativo a antispasmodico a livello gastrico. 

    A dosi più elevate può essere utilizzato per combattere l’insonnia. Ha infatti un effetto sedativo che facilita l’addormentamento. 

    All’olio essenziale invece si riconoscono capacità di stimolazione dell’appetito. Estratti idroalcolici invece vengono utilizzati come diuretici ed antisettici delle vie urinarie nelle cistiti. 

    Come si usa il Boldo?

    Infuso: 1 grammo di foglie essiccate in 150 ml di acqua bollente per 5-10 minuti. Bere 3 tazze al giorno.

    Polvere: 100-200 mg per capsule in associazione.

    Estratto secco: fino a 400 mg 2 volte al giorno

    Estratto fluido: 30 gocce diluite in acqua, 1-3 volte al giorno

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in caso di occlusione delle vie biliari, calcolosi biliari ed epatopatie.

    Per la presenza di ascaridolo, viene sconsigliato l’uso prolungato.

    Evitare l’assunzione in gravidanza, durante l’allattamento ed in pediatria.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di boldo più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Borragine

    Borago officinalis

    Che cosa è la Borragine?

    La borragine è una pianta di cui si utilizzano i fiori, le parti aeree ed i semi, per le proprietà mediche.

    Contiene:

    -Foglie: mucillagine, alcaloidi

    -Fiori: alcaloidi

    -Semi: acidi grassi insaturi, alcaloidi

    Le attività principali riconosciute sono: diaforetiche, diuretiche ed emollienti.

    Perché si usa la Borragine?

    Si usa come depurativo, nelle affezioni bronchiali, nelle dermatiti (semi)

    Grazie alla presenza di mucillagini, con attività emolliente viene utilizzato contro la tosse e come depurativo del sangue.

    Le blande attività diuretiche sono dovute alla presenza di nitrato di potassio.

    L’olio di borragine estratto dai semi, contiene grandi quantità di acido gamma linoleico ed è consigliato in caso di dermatite atopica, eczema, psoriasi, perdita di elasticità cutanea, nella prevenzione delle rughe, nella disidratazione cutanea.

    Nelle dermatiti, riduce l’incidenza di recrudescenze tra cui rossore e prurito.

    L’olio di borragine ha dimostrato una particolare efficacia anche nell’artrite reumatoide. (Assunzione giornaliera di 1,4 grammo o 2,8 di acido gamma linoleico) ; diminuisce il gonfiore e la sensibilità delle articolazioni.

    Come si usa la Borragine?

    Infuso (fiori): 1 cucchiaino per tazza di acqua bollente. L’acqua diventa blu.

    Olio di borragine in perle: 250-500 mg: 1-2 perle 2-3 volte al giorno.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Per il contenuto delle foglie di alcaloidi epatotossici in dosi elevate, se ne sconsiglia l’uso.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Borragine più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Boswellia

    Boswellia serrata

    Che cosa è la Boswellia?

    La boswellia è una pianta di cui viene utilizzata la resina per le proprietà mediche.

    Contiene acidi boswellici ed olio essenziale.

    Le attività principali riconosciute sono quelle antiinfiammatorie.

    Perché si usa la Boswellia?

    Si usa per trattare gli stati infiammatori associati ad asma, le artrosi, le artriti, l’artrite reumatoide, la colite.

    Largamente utilizzata in Asia, è una molecola riconosciuta dalla medicina ayurvedica.

    Gli acidi boswellici agiscono sulla sintesi delle leucotrieni e pertanto hanno una attività antiflogistica, non solo per trattare i dolori artrosici ma anche le patologie autoimmuni, come la malattia di Chron, la colite ulcerosa, l’artrite reumatoide.

    Efficacia comprovata clinicamente per il trattamento dell’artrosi del ginocchio.

    Nei preparati topici la boswellia rientra nelle creme analgesiche contro i dolori articolari.

    Come si usa la Boswellia?

    Gommoresina: 2-3 grammi al giorno

    Estratto secco: titolato al 65%: 1 capsula, 1-3 volte al giorno; titolato al 37,5%, 900-1200 mg al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’uso è controindicato in gravidanza.

    Raramente sono stati segnalati disturbi gastrointestinali e allergie cutanee.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Boswellia più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Caffè verde

    Che cosa è il caffè verde? 

    Il caffè verde si contraddistingue per i sui semi verdi della pianta di caffe, non tostati e pertanto differenti da quelli neri che siamo abituati a riconoscere. I semi di caffè verde sono ricchi di acido clorogenico che viene perso in grande parte dopo la torrefazione. 

    Oggi è un considerato un rimedio fitoterapico efficace per bruciare il grasso e pertanto viene utilizzato largamente negli integratori per dimagrire in caso di obesità e sovrappeso. 

    Chi beve il caffè espresso, assume in media una dose do 0,5-1 grammo di acido clorogenico giornaliero. 

    Il caffè verde funziona davvero? 

    Le evidenze scientifiche hanno dimostrato diverse correlazioni tra assunzione di caffè e perdita di peso. L’acido clorogenico poi ha dimostrato in studi sperimentati di poter modificare sia le secrezioni ormonali sia la tolleranza al glucosio.

    Un recente studio di metanalisi, ossia una raccolta di dati pubblicati da centinaia di studi clinici diversi condotti in pazienti in sovrappeso, ha dimostrato che l’assunzione regolare di un integratore a base di caffè verde porta ad una riduzione del peso corporeo in media di 2Kg in soggetti con un peso iniziale intorno ai 75 Kg e per una durata di trattamento in media di 3 mesi con un dosaggio medio di 200mg. Lo studio ha evidenziato come il caffè verde agisca riducendo la tollerabilità al glucosio e influenzi anche la concentrazione di trigliceridi nel sangue. L’attività sul glucosio infatti ha concentrato l’attenzione dei ricercatori, che indicano che probabilmente l’acido clorogenico influenza l’assorbimento del glucosio nell’intestino. Questa attività spiegherebbe la perdita di peso. 

    Bisogna assumere gli integratori a base di caffè verde? 

    Gli integratori di caffè verdi possono essere assunti come coadiuvanti nelle diete dimagranti.

    Alla base della perdita di peso c’è sempre una dieta povera di grassi e ricca in fibre alimentari che è possibile assumere anche sotto forma di integratori di fibre alimentari.

    L’esercizio fisico in aggiunta, aiuta ad attivare il metabolismo e consente di raggiungere risultati migliori rispetto alla sola dieta e all’uso di integratori. 

    Tra gli integratori a base di caffè verde consigliamo i seguenti prodotti in offerta: Caffè verde la sorgente del benessere, Kilocal caffè verde, Dr Giorgini caffè verde, Biosalus caffè verde mese

     

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  • Calendula

    Calendula officinalis

    Che cosa è la Calendula?

    La calendula è una pianta di cui si utilizzano le foglie e le sommità fiorite per le proprietà mediche.

    Contiene: Flavonoidi, cumarine, polisaccaridi, composti terpenici, vitamina C, gomme, resine, manganese.

    Le attività principali riconosciute sono: antiinfiammatoria, antisettica, cicatrizzante, antispasmodica, emmenagoga, coleretica.

    Perché si usa la Calendula?

    Si usa in caso di irregolarità mestruale, dismenorrea, raffreddore, faringiti, forme virali.

    Per uso esterno: trattamento di pelle secca, sensibile, arrossata, eritema da pannolino, ustioni, acne, contusioni, geloni, foruncoli, calli.

    La pianta ha note caratteristiche emollienti, lenitive, riepitelizzanti, cicatrizzanti ed il suo principale impiego è per trattare pelli secche ed arrossate. La calendula oltre ad avere proprietà antiflogistiche, ha anche una azione antibatterica (contro i gram positivi). Sono segnalate anche attività antivirali nei confronti dell’herpes simplex.

    La calendula è efficace anche nella cura dell’eczema o in tutte quelle dermatosi ove c’è infiammazione come ulcere varicose, bruciature, acne per migliorare la guarigione delle ferite chirurgiche. Si segnala anche l’uso nella prevenzione delle dermatiti da radioterapia.

    La pomata di calendula al 20% è indicata nell’insufficienza venosa sia nelle tromboflebiti sia nelle emorroidi.

    Nelle piaghe da decubito viene utilizzata per l’azione emolliente, cicatrizzante e per la prevenzione di infezioni.

    È utile anche per la prevenzione di disturbi micotici, come talco alla calendula da utilizzare dopo il lavaggio e l’asciugatura dei piedi e delle pieghe della pelle (inguine).

    Per le muccose orali, l’infuso di Calendula o la tintura diluita è efficace per trattare tonsilliti, stomatiti, afte, gengiviti, piorrea, parodontiti.

    Per uso interno la calendula trova impiego nelle malattie da raffreddamento, nelle forme erpetiche e nelle infezioni cutanee. I componenti dell’olio essenziale sono responsabili dell’attività antibatterica, antivirale ed antifungina.

    La calendula ha anche la capacità di ristabilire il flusso mestruale, diminuendo il dolore e regolarizzando il ciclo. Si consiglia a tal proposito la somministrazione una settimana prima del ciclo di 40 gocce di TM, diluita in acqua, per 2-3 volte al giorno

    Come si usa la Calendula?

    Infuso: versare 150 ml di acqua bollente su 1-2 cucchiaini da te (3-5 grammi) di fiori; filtrare dopo 5 minuti di infusione. Assumere 3 volte al giorno.

    Estratto fluido: 0,1-1 grammo pro dose (1 grammo= 43 gocce)

    Macerato glicerico: 50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Uso esterno: 1-2 grammi per 150 ml di acqua, oppure 2-4 ml di tintura per 250-500 ml di acqua, oppure preparazioni da applicare sulla pelle per 2-5 grammi per 100 grammi

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non sono segnalati effetti collaterali o allergici (dovuti all’assenza di lattoni) se non rari casi di sensibilità individuale.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Calendula più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Campana

    Inula helenium

    Che cosa è la Campana?

    Enula campana o inula è una pianta di cui si utilizza la radice ed il rizoma per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, lattoni sesquiterpenici, inulina, mucillagine, pectine, acido ascorbico.

    Le attività principali riconosciute sono: espettorante, antibatterica, spasmolitica, broncospasmo litica, diaforetica, diuretica, stomachica.

    Perché si usa la Campana?

    Enula Campana si usa per trattare i sintomi della tosse e le affezioni dell’apparato respiratorio.

    L'enula Campana ha dimostrato di avere proprietà espettoranti, antisettiche e bronco rilassanti. Queste caratteristiche lo rendono efficace nelle bronchiti croniche, nelle forme asmatiche e nella tosse cronica dei fumatori. Può essere somministrato anche tramite aerosol terapia.

    Studi in vitro hanno dimostrato attività antibatteriche ed antifungine (Olio essenziale).

    L’attività colinergica spiega le proprietà ipotensive e diuretiche che per lungo tempo hanno fatto sì che la pianta venisse usata nel trattamento della gotta e dei reumatismi.

    Alla pianta Enula Campana vengono attribuite proprietà digestive e normalizzanti il ciclo mestruale.

    Per uso esterno, il decotto viene impiegato per il prurito nelle dermatosi e nell’herpes labiale.

    Come si usa la Campana?

    Infuso: un cucchiaino di droga in una tazza di acqua bollente, infondere per 10 minuti, filtrare. Assumere 3 tazze al giorno.

    Decotto: (al 10-30%): 3 tazze al giorno prima dei pasti.

    Estratto fluido: 0,5-1 grammo pro dose (1 grammo: 35 gocce).

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Un consumo elevato a dosi superiori di quelle raccomandate possono provocare diarrea, vomito, crampi allo stomaco.

    I lattoni presenti nella pianta possono provocare dermatiti allergiche.

    Non assumere durante la gravidanza e l’allattamento.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti i rimedi a base di Enula Campana adatti alle tue esigenze.

     

  • Carbone vegetale

    Carbo vegetabilis

    Che cosa è il Carbone vegetale?

    Il carbone vegetale è una sostanza naturale utilizzata dalla combustione del legno di pioppo, salice, betulla e pino, ad alte temperature, attraverso un processo specifico chiamato carbonificazione.

    L’ attività principale riconosciuta è: adsorbente.

    Perché si usa il Carbone vegetale?

    Si usa in caso di meteorismo e aerofagia, stipsi, diarrea, bruciore di stomaco, colon irritabile, flatulenza, intossicazione o avvelenamento.

    Il carbone vegetale ha la capacita di assorbire il gonfiore addominale e di ridurre il bruciore dello stomaco in caso di gastrite.

    Il carbone vegetale inoltre ostacola l’assorbimento di sostanze tossiche e favorisce l’eliminazione di metalli pesanti. Ha inoltre la capacità di trattenere molti veleni e pertanto viene anche utilizzato in caso di avvelenamento da funghi.

    Esiste anche un uso per favorire l’assorbimento dei gas intestinali al fine di preparare il paziente ad esami clinici come l’ecografia dell’addome.

    Come si usa il Carbone vegetale?

    Come dose di mantenimento 1 grammo al giorno.

    Oggi in commercio si trovano formulazioni già pronte in comode compresse o capsule. Assumere in terapia fino ad un massimo di 8 compresse al giorno

    Per la gastroenterite: 4-8 capsule al giorno fino alla completa scomparsa dei sintomi. Per i bambini con più di 6 anni: 1 capsula due volte al giorno. Accompagnare sempre l’assunzione del carbone vegetale con un bicchiere grande d’acqua.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non utilizzare in caso di appendicite o ostruzione intestinale.

    Se in trattamento con terapie farmacologiche consultare il medico o il farmacista. Di norma non bisogna assumere carbone vegetale in concomitanza di altri farmaci, per non influenzarne l’assorbimento. Seguire un intervallo di almeno 2 ore.

    Non utilizzare durante la gravidanza o l’allattamento e nei bambini con età inferiore ai 6 anni.

    L’assunzione di carbone vegetale dona alle feci un colore caratteristico nero.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Carbone vegetale più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Carciofo

    Cynara scolymus

    Che cosa è il Carciofo?

    Il carciofo è una pianta di cui si utilizzano le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene flavonoidi, acidi fenoli, lattoni.

    Le attività principali riconosciute sono: epatorenale, ipocolesteromizzante.

    Perché si usa il Carciofo?

    Si usa in caso di dispepsia, colesterolo e trigliceridi alti, turbe epatobiliari come epatiti, colecistiti, colelitiasi, steatosi epatica, ritenzione idrica.

    Il carciofo per la sua azione coleretica (grazie alla cinarina), trova impiego nelle turbe epatobiliari ove ha dimostrato di alleviare la sintomatologia. Agisce sul metabolismo lipidico, diminuendo la produzione di colesterolo e trigliceridi, aumentando l’escrezione e la ridistribuzione nei depositi naturali.

    Grazie all’azione epatoprotettrice, si verifica inoltre una diminuzione dell’azotemia.

    In commercio esistono molte formulazioni a base di carciofo, con attività epatoprotettrice, depurativa, disintossicante e diuretica.

    Come si usa il Carciofo?

    Decotto al 2% (200-300 cc al giorno)

    Infuso: 10-15 grammi per litro. Infondere per 5 minuti. Assumere 3-6 tazze al giorno.

    Polvere: 100-200 mg per capsula.

    Estratto secco: 1 compressa, prima dei pasti principali.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Raramente può comparire flatulenza e sensazione di debolezza e di fame.

    L’uso della pianta è sconsigliato in caso di occlusione delle vie biliari: Precauzione nei soggetti che presentano iperbilirubinemia, e epatopatie.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Carciofo più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Cardo mariano

    Silybum marianum

    Che cosa è il Cardo mariano?

    Il cardo mariano è una pianta di cui si utilizzano le foglie ed i frutti per le proprietà mediche.

    Contiene: flavolignani, proteine, lipidi, flavonoidi, sisterolo

    Le attività principali riconosciute sono: antiepatotossica, epatoprotettrice, antiossidante, spasmolitica.

    Perché si usa il Cardo mariano?

    Si usa per disturbi epatici quali cirrosi epatica, steatosi epatica, epatite acuta e cronica, per l’ipotensione arteriosa, le sindromi emorragiche come le epistassi, le emorroidi.

    I frutti del cardo mariano contengono silimarina che ha una azione epatoprotettrice e rigeneratrice del parenchima epatico anche in caso di intossicazione come ad esempio da alcool.

    Nel caso di epatiti virali il cardio mariano (frutti) è da considerarsi una terapia fitoterapica valida, in quanto favoriscono la rigenerazione della cellula epatica, attraverso una stimolazione della sintesi proteica.

    La pianta ha anche azioni tonico coleretiche, infatti contribuisce a migliorare il processo digestivo. (Foglie)

    Recenti studi hanno dimostrato la capacità di proteggere il tessuto epatico dai danni causati da chemio terapia.

    La silimarina ha dimostrato una azione sulla glicemia, migliorando la resistenza all’insulina.

    La presenza di tiramina invece ne consente l’uso negli ipotesi. Questo attivo ha una azione tonica su vasi sanguigni.

    Le proprietà antiemorragiche dei frutti, ne consento l’uso per le emorroidi sanguinati e per l’epistassi nasale.

    Per uso esterno in dermatologia, può essere usato per favorire i processi riparativi in caso di eritemi, dermatiti atopiche e psoriasi.

    Come si usa il Cardo mariano?

    Infuso (frutti): un cucchiaino di frutti triturati in acqua bollente per 10-15 minuti. Fino a 4 tazze al giorno, 30 minuti prima dei pasti. Da preparare ogni volta

    Infuso (foglie): versare acqua bollente su un mezzo cucchiaino di droga. Filtrare dopo 10 minuti. 3 tazze al giorno.

    Estratto secco: 1 capsula, 2 volte al giorno

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    In alcuni soggetti può dare un blando effetto lassativo

    Da utilizzare con cautela in soggetti ipertesi per la presenza di tiramina.

    Non assumere in donne in terapia con contraccettivi orali (la silimarina aumenta l’eliminazione di estrogeni).

     

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  • Carota

    Daucus sativus

    Che cosa è la Carota?

    La carota è una pianta (ortaggio) di cui si utilizza la radice per le proprietà mediche.

    Contiene beta-carotene, altre vitamine (B, C, PP, D, acido folico ed E), amidi e fibre, minerali ed oligoelementi (ferro, calcio e selenio), olio essenziale, flavonoidi.

    Le attività riconosciute sono: Fotoprotettore, vitaminizzante, mineralizzante, depurativo, antiossidante.

    Perché si usa la Carota?

    Si usa in caso di carenza di vitamina A, dermatiti (pelle secca, rughe) disturbi visivi, affezioni orofaringee (tosse, raucedine, gola secca).

    La carota deve la sua attività alla presenza del betacarotene, utile per prevenire l’invecchiamento cutaneo, per la sua funzione antiossidante, per facilitare la secrezione del latte nelle donne, per tonificare il fegato e migliorare il colesterolo.

    Può essere somministrata nei bambini con carenze di vitamina A favorendo la crescita. Negli adulti può essere somministrata per mantenere la pelle e le mucose. in buono stato di salute. Partecipa alla produzione di cheratina e pertanto protegge la pelle dagli effetti negativi dei raggi solari.

    Viene pertanto utilizzata in dermatologia come coadiuvante per trattare dermatosi quali la pelle secca.

    A fini estetici la carota, anche consumata cruda, stimola infatti l'abbronzatura prevenendo la formazione di rughe.

    Rafforza inoltre le difese immunitarie e pertanto può essere consumata per prevenire i malanni di stagione.

    Migliora la visione notturna, rafforza la vista debole, utile in caso di lacrimazione degli occhi. Ritroviamo infatti il betacarotene in molti integratori per la vista.

    Come si usa la Carota?

    Succo (della radice cotta) per le affezioni orofaringee e tutte le irritazioni della gola: diluire il succo con pari quantità di acqua calda / 1 tazza più volte al giorno.

    Polvere 350 mg /4 capsule al giorno

    Estratto secco: 4 capsule al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    In caso di consumo eccessivo si può avere pigmentazione, reversibile ed accumulo di vitamina A.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Carota più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

     

     

  • Carpinus Betulus

    Carpinus Betulus

    Che cosa è il Carpinus Betulus?

    Il carpino e’ una pianta di cui si utilizzano le foglie e le gemme per le proprietà mediche. 

    Contiene: acido gallico (foglie),  biostimoline (gemme). 

    Le attività riconosciute sono: antispasmodiche e antitussigene. 

    A cosa serve il Carpinus Betulus?

    Si utilizza nelle sinusiti, bronchiti (gemme), angina (foglie). 

    Le foglie di carpino erano utilizzate in passato, per la presenza di acido gallico per curare le bronchiti e l’angina.

    Oggi risulta impiegato in gemmoterapia. E’ raccomandato per le affezioni delle vie aeree superiori (sinusite, faringite, tracheite). La sua attività antispasmodica e antitussiva, coinvolge anche i bronchi.

    Segnalata anche lo stimolo della produzione delle piastrine. 

    Come si usa il Carpinus Betulus?

    Decotto: foglie al 5%.

    Estratto: 50 gocce diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non sono segnalati effetti secondari se non dovuti ad ipersensibilità individuale.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Carpinus Betulus più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Cassia Angustifolia

    Cassia Senna

    Che cosa è la Cassia Angustifolia?

    La senna è una pianta di cui si utilizzano le foglie ed i frutti per le proprietà mediche.

    Contiene: sennosidi A e B (eterosidi idrossiantracenici), flavonoidi, mucillagini, pinnitolo, polisaccaridi acidi, sostanze minerali, derivati natalenici.

    Le attività principali riconosciute sono: lassative.

    Perché si usa la Cassia Angustifolia?

    Si usa in caso di stipsi o stitichezza.

    Gli attivi della senna sono i glucosidi, che sono considerati profarmaci, in quanto devono essere metabolizzati in sennosidi prima di divenire biologicamente attivi.

    Questi ultimi sono scarsamente assorbiti dall’intestino e agiscono stimolando la motilità del colon e inducendo la secrezione attiva di elettroliti e acqua nel lume intestinale. L’aumento del volume del contenuto intestinale determina uno stiramento della parete intestinale, che a sua volta stimola la peristalsi.

    L’effetto che ne deriva è lassativo e purgante. In caso di somministrazione l’efficacia si manifesta dopo 8-12 ore.

    Si raccomanda di non utilizzare la senna nella stipsi cronica, ma solo in quella occasionale, acuta, o per preparare l’intestino a esami radiologici o prima di interventi chirurgici. La posologia corretta è la minima necessaria per far divenire le feci molli.

    Come si usa la Cassia Angustifolia?

    La dose usuale giornaliera per foglie e frutti è di circa 25 mg/die

    Infuso 0,5-2 grammi di foglie per tazza di acqua calda: lasciare in infusione per 10 minuti. Una tazza al mattino ed una tazza alla sera.

    Polvere: 1-2 grammi al momento di coricarsi; 100-200 mg in associazione, 2-4 capsule lontano dai pasti.

    Estratto secco: utilizzare la minima dose efficace (necessaria per produrre feci mobili).

    Estratto fluido: 2-4 grammi pro dose (1 grammo: 31 gocce)

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere per più di 2 settimane consecutive se non sotto controllo medico.

    Se sono presenti spasmi a livello intestinale, sospendere il trattamento o ridurre la dose.

    In caso di abuso oltre all’effetto purgante e agli spasmi, si ha perdita di elettroliti, quali il potassio che possono determinare ipomobilità intestinale ed atonia.

    Non deve essere associata con diuretici tiazidici, , corticosteroidi, liquirizia, farmaci antiaritmici e glicosidi cardiaci, ossia tutti i farmaci che sviluppano una perdita di potassio.

    L’uso è controindicato in caso di occlusione intestinale, stipsi plastica, malattia di Crohn, colite ulcerosa, appendicite, emorroidi, durante il ciclo mestruale, in età pediatrica.

    Si consiglia cautela in gravidanza, meglio se sotto controllo medico In Bosciaclub puoi trovare i prodotti fitoterapici nelle categorie dedicate.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Cassia Angustifolia più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Castanea Sativa

    Castanea sativa

    Che cosa è la Castanea Sativa?

    Il castagno è una pianta di cui si utilizzano le foglie, la corteccia e le gemme per le proprietà mediche.

    Contiene: tannini, flavonoidi, triterpeni, vitamina C, E, fosforo e magnesio.

    Le attività riconosciute sono: bechica ed espettorante.

    Perché si usa la Castanea Sativa?

    Si usa per le affezioni dell’apparato respiratorio, pertosse e forme pertussoidi.

    Le foglie sono sempre state utilizzate, per le proprietà espettoranti nelle affezioni delle vie respiratorie.

    Vengono oggi consigliate nel trattamento della pertosse, nelle forme di tosse convulsa, stizzosa e da irritazione bronchiale.

    Il castagno (foglie) associa, una azione sedativa della tosse ed una azione batteriostatica. In genere è associato con altre piante come il timo, la drosera, l’eucalipto.

    La corteccia, invece viene raccomandata come astringente in caso di diarrea.

    In gemmoterapia, si utilizzano le gemme che manifestano una azione drenante. Tale azione risulta utile nella stasi linfatica, a carico degli arti inferiori. In caso di insufficienza venosa contribuisce ad eliminare l’edema ed il senso di pesantezza. Utile in caso di cellulite.

    Grazie alla ricchezza di amido, il frutto, la castagna è considerato un energetico. L’abbondanza di fibre, consente a determinare un effetto saziante. Minerali e oligoelementi, consentono per garantire il tono fisico. L’elevata concentrazione di potassio e ferro può essere utile negli sportivi. Inoltre è ricca di vitamine del gruppo B e appena colta di Vitamina C (50 mg).

    Come si usa la Castanea Sativa?

    Infuso (foglie): infondere brevemente 2 cucchiaini di foglie in acqua bollente e filtrare. Assumere 2 tazze al giorno.

    Estratto fluido: 1-2 grammi prodose

    Macerato glicerico: 50 gocce, diluite in acqua, 1,2 volte al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non sono segnalati effetti collaterali se non una sensibilità individuale.

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  • Centella Asiatica

    Centella asiatica

    Che cosa è la Centella Asiatica?

    La centella e’ una pianta di cui si utilizza la parte aerea per le proprietà mediche. 

    Contiene: saponine, olio essenziale, flavonoidi, acidi grassi. 

    Le attività riconosciute sono: cicatrizzante, migliora il trofismo vascolare.

     A cosa serve la Centella Asiatica?

    Si usa nell’insufficienza venosa, nelle ulcere, ferite, dermatosi, cellulite.

    La centella asiatica è dotata di proprietà cicatrizzanti, in quanto accelera la cicatrizzazione delle ferite superficiali.

    In aggiunta trova indicazione nelle patologie circolatorie in quanto migliora il trofismo vascolare e connettivale.

    L’azione trofica è dovuta al miglioramento della qualità del collagene sintetizzato.

    Per tale motivazione viene utilizzata per trattare la cellulite e gli inestetismi localizzati.

    Alcuni studi segnalano efficacia anche per trattare le smagliature (strie gravidiche) in gravidanza.

    La pianta regolarizza la crescita dei fibroblasti evitando una produzione eccessiva e pertanto riduce la formazione di cheloidi e cicatrici ipertrofiche.

    Sia per via orale che topica viene somministrata nella sclerodermia, ove ha la capacità di migliorare le lesioni indurative.

    Sempre in abito circolatorio, segnaliamo la sua efficacia nella microangiopatia diabetica, ossia nei disturbi circolatori periferici, comuni, nei pazienti diabetici.

    Studi clinici invece dimostrano una efficacia nel trattamento delle emorroidi, oltre che nell’insufficienza venosa, per le gambe pesanti, negli eritemi, solari e da contatto, in caso di fragilità cutanea.

    La pianta viene anche utilizzata in asia per trattare gli stati di ansia e per favorire le capacità intellettive.

    Sembra infine che le foglie della pianta stimolino il desiderio sessuale e pertanto sono impiegate per la preparazione di afrodisiaci. 

    Come si usa la Centella Asiatica?

    Estratto secco: 1 capsula 2 volte al giorno lontano dai pasti.

    Polvere: 0,5-1,5 grammi al giorno.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Vengono segnalati, seppur poco frequenti, fenomeni allergici da contatto, nausea, dolori addominali dopo somministrazione orale. 

     

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  • Citronella

    Cymbopogon citratus

    Che cosa è la Citronella?

    La citronella è una pianta di cui si utilizzano le foglie (da cui si estrae l’olio essenziale) per le proprietà mediche.

    Contiene: Citrali (dal 65 all'86%), mircene, geraniolo, acido folico, vitamine B1, B5, B6, minerali.

    Le attività principali riconosciute sono: antispasmodiche, toniche, digestive, battericide e calmanti (uso interno); anti repellente, tonico, antidolorifico (uso esterno).

    Perché si usa la Citronella?

    Si usa nei disturbi digestivi e gastrointestinali; in caso di febbre, negli stati influenzali; dolori articolari e muscolari; reumatismi; stati di affaticamento, insonnia, stress, ansia e per la difesa dalle zanzare.

    La citronella deve le sue proprietà curative alla presenza di citrali e mircene. Queste due sostanze sono responsabili delle attività antispasmodiche e antimicrobiche curative sia a livello dell’apparato respiratorio, digestivo e urinario.

    L’azione diuretica della citronella gli consente di essere utilizzata anche nelle diete dimagranti.

    Può alleviare il dolore articolare e muscolare attraverso frizioni e massaggi per uso esterno.

    Sempre per uso esterno sono noti gli effetti repellenti, per il gradevole profumo per l’uomo e letale per insetti e zanzare.

    Come si usa la Citronella?

    Infuso: 15 g di foglie fresche per 1 litro di acqua. È possibile berne tre tazze al giorno in caso di influenza. Dopo i pasti, 1 tazza per stimolare la digestione o combattere l’insonnia

    Decotto: Nell'acqua del bagno o utilizzata in frizioni per combattere influenza o affaticamento.

    Olio essenziale: Puro per le irritazioni cutanee, diluito nel macerato di iperico o nell’olio di arachidi per i dolori articolari, i reumatismi e le contusioni.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non usare in gravidanza, allattamento ed in età pediatrica (inferiore ai 3 anni).

    Filtrare bene. La citronella negli infusi e decotti, possono creare lesioni gastro intestinali dovuti alla presenza di microfilamenti.

    Rispetta le dosi raccomandate. 

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  • Cordyceps Sinensis

    Cordyceps sinensis

    Che cosa è il Cordyceps Sinensis?

    Il Cordyceps e’ un fungo di cui si utilizza l’estratto secco per le proprietà mediche.

    Contiene: amminoacidi, ergosterolo, poliammine, acidi grassi: oleico, linoleico, palmitico, stearico, nucleosidi, saccaridi.

    Le attività riconosciute sono: immunostimolante, energizzante, epatoprotettivo, ipocolesteromizzante, modulatore del ciclo sonno veglia, ipoglicemizzante.

    Perché si usa il Cordyceps Sinensis?

    Si usa per stimolare l’attività fisica, le difese immunitarie, l’attività sessuale nell’uomo e nella donna, ridurre il colesterolo, migliorare la concentrazione, nelle disfunzioni epatiche, per l’insonnia.

    Il cordyceps e’ un fungo hymalaiano che cresce ad elevate altitudini. Per la sua attività tonica, rinvigorente per anni è stato definito il viagra hymalaiano. Oggi viene utilizzato per stimolare l’attività sessuale e la libido sia nell’uomo che nella donna.

    Gli attivi del cordyceps, nucleosidi e polisaccaridi, vengono estratti facilmente con essiccazione del fungo.

    Viene anche utilizzato nel mondo sportivo come tonico ed energizzante per migliorare la performance, l’efficienza fisica e la resistenza allo sforzo.

    Ha attività immunomodulatorie utili sia a potenziare il ruolo protettivo delle cellule immunitarie (viene infatti adoperato per prevenire i malanni di stagione) sia a deprimerlo in corso di patologie reattive autoimmuni come ad esempio l'artrite.

    L’attività epatoprotettrice ha mostrato la capacità di ridurre la gravita delle disfunzioni epatiche come la cirrosi, la fibrosi, la steatosi, le epatiti.

    Favorisce il sonno modulando il ciclo sonno veglia e facilitando l’addormentamento.

    Come si usa il Cordyceps Sinensis?

    Estratto secco: Circa 1 grammo al giorno suddiviso in 3 somministrazioni a stomaco vuoto.

    Per gli sportivi si può arrivare fino a 3 grammi giornalieri

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere se si è diabetici, in quanto il Cordyceps ha dimostrato di alterare le concentrazioni di glucosio nel sangue.

    In soggetti sensibili ed in particolare all’inizio della terapia questo fungo può provocare nausea, diarrea, dolori addominali.

     

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  • Coriandolo

    Coriandrum sativum

    Che cosa è il Coriandolo?

    Il coriandolo è una pianta di vengono utilizzati i frutti e la pianta intera per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, lipidi, l’acido caffeico, triterpeni.

    Le attività principali riconosciute sono stomachiche ed aperitive, aromatizzanti, antispasmodiche, antisettiche.

    Perché si usa il Coriandolo?

    Si usa per trattare le turbe dispeptiche e la disappetenza.

    Il coriandolo trova impiego ne disturbi digestivi, come la pienezza, le flatulenze, gli spasmi intestinali.

    Facilita le funzioni digestive, aumentando la secrezione gastrica e l’attività antifermentativa a livello intestinale

    L’olio essenziale è battericida e fungicida.

    Il coriandolo ha anche dimostrato una azione diretta sul colesterolo HDL, aumentandolo. Diminuisce invece le LDL.

    Recentemente si è scoperta anche una azione sulla stimolazione dell’insulina. Ciò porta ad una diminuzione della glicemia, in soggetti diabetici.

    2-5 gocce su una zolletta di zucchero portano ad una azione euforizzante (non superare le dosi!).

    Per uso esterno l’olio essenziale presenta proprietà antalgiche a livello muscolare ed articolare.

    Come si usa il Coriandolo?

    Tisana: 2 cucchiaini di frutti frantumati in acqua bollente (150ml), lasciare in infusione coperta per 10 minuti. Filtrare e bere una tazza 3 volte al giorno

    Polvere: 1 grammo per presa, fino a 3 grammi al giorno

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’olio essenziale a forte dosaggio, può provocare eccitazione e depressione. Non superare la dose di 10 gocce al giorno.

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  • Damiana

    Turnera diffusa

    Che cosa è la Damiana? 

    La damiana è una pianta di cui si utilizzano le foglie per le proprietà terapeutiche

    Contiene olio essenziale, tannino, resine, glicoside cianogenico, arbutina

    Possiede attività psicostimolanti, blande lassative e diuretiche, espettoranti.

    Perché si usa la Damiana?

    La damiana viene utilizzata in caso di esaurimento psicofisco, stanchezza mentale o in caso di impotenza di origine psichica. È definita una pianta afrodisiaca e rinvigorente.

    Si usa pertanto per trattare depressione e ansia in particolare in concomitanza con una diminuzione dell’attività sessuale.

    Ha una azione specifica e centrale sulla minzione (blando diuretico), sulla erezione e sulla eiaculazione.

    Non va raccomandata in caso di eiaculazione precoce, in quanto a livello centrale oltre che sull’erezione agisce anche a livello dell’eiaculazione.

    Studi clinici della damiana associata a ginseng, arginina, gingko, vitamine e minerali hanno dimostrato un aumento significativo dell’attività sessuale e dell’aumento della libido e del desiderio sessuale in uomini e donne. Nelle donne ci sono risultati positivi anche in caso di menopausa.

    La pianta ha proprietà deboli lassative, ma se impiegata a dosaggi elevati ha un effetto purgante.

    Come si usa la Damiana?

    Infuso: 2-4 grammi di droga in 150 ml di acqua bollente per 10 minuti. Bere 3 tazze al giorno.

    Decotto: 4 grammi di droga in 100 ml di acqua. Bollire 1 minuto, tenere in infusione per 10 minuti. Una tazza 3 volte al giorno.

    Estratto fluido: 2-4 grammi (1 grammo=40 gocce), 3 volte al giorno.

    Polvere: 2-4 grammi 3 volte al giorno.

    Tintura madre: 30 gocce diluite in acqua 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Dosi elevati sono lassative e provocano euforia. Possono in aggiunta nell’uomo provocare dolori alla prostata.

    Non utilizzare in gravidanza (attività emmenagoga).

    Non somministrare in concomitanza con farmaci ipoglicemizzanti.

     

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  • Dragoncello

    Artemisia dranunculus

    Che cosa è il Dragoncello?

    Il dragoncello è una pianta di cui si utilizzano le foglie e la pianta intera per le proprietà mediche.

    Contiene: l’estragolo, il capillene, l’ocimene, il nerolo, il tuione, il limonene, cumarine, flavonoidi, steroli, tannini.

    Le attività principali riconosciute sono: stomachiche, digestive, antireumatiche, antisettiche, aromatizzanti, febbrifughe e toniche

    Perché si usa il Dragoncello?

    Si usa principalmente per trattare meteorismo e aerofagia, nell’alitosi e in caso di singhiozzo.

    Il dragoncello è una spezia ricavata dall’artemisia. E’ un antisettico naturale che trova indicazione sia nei disturbi digestivi, sia nel mal di gola e nel mal di denti.

    La pianta e’ considerato un esaltatore di sapidità naturale e viene pertanto raccomandato al posto del sale negli ipertesi. In aggiunta ha caratteristiche depurative, in quanto stimola la diuresi e favorisce l’appetito.

    Segnaliamo che il Dragoncello, riduce la sensibilità delle papille gustative ed è quindi ideale per l’assunzione di medicine amare.

    Infusi e tè a base di dragoncello sono utilizzati per trattare l’insonnia

    Come si usa il Dragoncello?

    Infuso: 2 grammi in 100 ml di acqua. 1 Tazza al bisogno

    Tintura: 20-30 gocce 2 volte al giorno, diluite in acqua, prima dei pasti.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in concomitanza con farmaci coagulanti.

    Non assumere in gravidanza.

    Non assumere in caso di ipersensibilità all’estragolo.

    L’olio essenziale per uso topico può dare luogo a fenomeni irritativi.

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  • Drosera

    Drosera Rotundifolia

    Che cosa è la Drosera?

    La drosera è una pianta, di cui viene utilizzata la pianta intera per le proprietà mediche.

    Contiene flavonoidi, naftochinoni, enzimi proteolitici, olii essenziali

    Le attività principali riconosciute sono, broncospasmolidiche, bechiche, rubefacenti

    Perché si usa la Drosera?

    Si usa nelle tossi convulsive e stizzose, nelle sindromi asmatiche, e nelle affezioni delle vie respiratorie.

    E’ adatta anche a trattare la bronchite asmatica, l’asma allergica, la pertosse. Ha inoltre le proprietà di calmare il vomito per una azione a sistema nervoso centrale.

    La sua attività e’ dovuta alle proprietà antispasmodiche ed antibatteriche dei naftochinoni.

    Per uso esterno, l’uso e’ limitato all’attività rubefacente delle foglie che consente una attività antiforfora e efficace per il piediluvi.

    Come si usa la Drosera?

    Infuso: 1gr in 150 ml di acqua bollente. 15 minuti di infuso per 2-3 tazze al giorno.

    Estratto fluido: 0,3-1 g ( 1g=37 gocce)

    Tintura madre: 10-20 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere se si soffre di ulcera gastrica, ed intestinale. Si consiglia di assumere i prodotti sempre a stomaco pieno. 

    In Bosciaclub puoi trovare i prodotti fitoterapici nelle categorie dedicate.

     

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  • Echinacea Angustifolia

    Echinacea Angustifolia

    Che cosa è l'Echinacea Angustifolia?

    L’echinacea è una pianta di cui si utilizzano le parti aeree fiorite e la radice per le proprietà mediche.

    Contiene: composti polifenolici, derivati dell’acido tartico, composti alifatici insaturi, polisaccaridi, tracce di alcalosidi pirrolozidinici, flavonoidi, acidi grassi a lunga catena, olio essenziale.

    Le attività principali riconosciute sono: immunobiologica, antiinfiammatoria e vulneraria.

    Perché si usa l'Echinacea Angustifolia?

    Si usa per rafforzare le difese immunitarie, nelle ulcere, ferite infette, ustioni, afte e dermatiti.

    L’echinacea ha la proprietà di stimolare il sistema immunitario, mediante l’attivazione della fagocitosi e la liberazione di citochine ed altri fattori. Se ne raccomanda l’uso in caso di infezioni recidivanti delle vie respiratorie, come ad esempio l’influenza.

    Studi clinici, mostrano come l’echinacea riduca, l’intensità dei sintomi e la durata della malattia.

    Da considerare che l’assunzione di echinacea non esclude la contemporanea assunzione di antibiotici, o farmaci chemioterapici, anzi la pianta ha dimostrato di contrastare l’indebolimento del sistema immunitario causato dagli antibiotici.

    Può essere utilizzata anche in caso di infezioni delle vie urinarie croniche, nelle prostatiti, uretriti, micosi vaginali da candida.

    Somministrata intramuscolo ha dimostrato efficacia contro eczemi, psoriasi, pemfigo.

    Per via topica ha una azione cicatrizzante, riepitelizzante, antiinfiammatoria, antisettica e decongestionante. Per tale motivo viene utilizzata nelle ulcere, ferite infette, ustioni, afte e dermatiti.

    L’impiego cosmetico al 5-10% trova uso in caso di pelle secca, screpolata, post acneica, ma anche durante la gravidanza in caso di smagliature come rassodante.

    Come si usa l'Echinacea Angustifolia?

    Infuso: infondere per 10 minuti, 1 grammo di radici o di parti aeree essiccate, in una tazza di acqua bollente. Bere 3 tazze al giorno

    Polvere: 1 capsula (1 grammo di radici) 3 volte al giorno

    Decotto: Far bollire per 5-10 minuti, 1 grammo di radici essiccate in 1-2 tazze di acqua. Assumere non più di 3 tazze al giorno.

    Estratto secco: 1 capsula, al giorno per cicli di 2 mesi su 3, o 15 giorni al mese per 3 mesi.

    Tintura madre: 30-50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno. Trattenere in bocca un minuto prima di deglutire.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Si consiglia di utilizzare l’Echinacea per non più di 8 settimane continuative. Sono stati segnalati casi di leucopenia per casi di uso prolungato.

    Non usare in caso di malattie sistemiche progressive, quali, collagenopatie, leucosi, sclerosi multipla, tubercolosi, HIV e altre malattie autoimmuni.

    Non utilizzare in gravidanza.

     

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  • Eleuterococco

    Eleutherococcus senticosus

    Che cosa è l'Eleuterococco?

    L’eleuterococco è una pianta di cui viene utilizzata la radice per le proprietà mediche.

    Contiene glucosidi vari, polisaccaridi, composti fenolici.

    Le attività principali riconosciute sono adattogeno, antistress, antifatica.

    Perché si usa l'Eleuterococco?

    Si usa per trattare l’astenia funzionale, l’ipotensione, la convalescenza e per l’attività sportiva.

    L’eleuterococco presenta una attività simile al ginseng, anche se i suoi componenti sono diversi.

    È un tonico utile pertanto a contrastare la debolezza e la fatica, per aumentare la capacità al lavoro e la concentrazione, le prestazioni atletiche.

    Per le proprietà antiossidanti ed immunostimolanti e’ indicato anche nella profilassi dell’influenza.

    Viene consigliato anche l’impiego come coadiuvante in caso di radioterapia.

    Come si usa l'Eleuterococco?

    Polvere: 0,5-1 grammo per capsula.

    Estratto fluido: 1-2 ml, diluito in acqua, 1-3 volte al giorno

    Tintura madre: 30-50 gocce, diluite in acqua, al mattino

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Una assunzione prolungata può provocare mal di testa, palpitazioni, ipertensione, insonnia, agitazione.

    Una raccomandazione è di assumere la pianta per 6 settimane con 2 di sospensione.

    L’uso è contro indicato in caso di ipertensione e nei ragazzi con età inferiore ai 12 anni.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Eleuterococco più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Elicriso

    Helichrysum italicum

    Che cosa è l'Elicriso?

    L’elicriso è una pianta di cui viene utilizzata la pianta intera per le proprietà mediche.

    Contiene flavonoidi, oli essenziali, ftalidi, scopoletina, umbelliferone, piranoderivati, elipirone, lattoni sesquiterpenici, acido caffeico.

    Le attività principali riconosciute sono: antiossidante, anti epatotossica, bechica e balsamica, antiinfiammatoria, antiallergica, eudermica.

    Perché si usa l'Elicriso?

    Si usa per: le dermopatie tra cui psoriasi, eczema, epatopatie, sindromi allergiche, bronchiti, con o senza sindrome asmatica ed enfisemica.

    Per uso esterno: psoriasi, eczema, scottature solari, ustioni, geloni, rinopatia (aerosol), congiuntivite allergica.

    Per la psoriasi, per il controllo delle fasi acute, viene utilizzato oggi l’estratto fluido (3-4 cucchiaini al giorno) per un periodo di 60-90 giorni. I pazienti mostrano un miglioramento dopo 3 settimane di terapia che si evidenzia nella riduzione degli eritemi, del prurito e delle placche.

    L’elicriso viene utilizzato con successo nelle affezioni a carico dell’apparato respiratorio, tra cui nel bambino, nella tracheo-bronchite virale e la pertosse ove il trattamento porta significativi risultati già dopo 2 giorni di terapia.

    L’estratto acquoso di Elicriso, come collirio viene utilizzato per combattere le congiuntiviti allergiche. Per impacco nelle blefariti.

    L’elicriso in pomata invece è utile per curare i geloni, le ustioni e gli eritemi in genere.

    Come si usa l'Elicriso?

    Infuso: 1 cucchiaino per tazza di acqua bollente. Infondere per 10 minuti. Filtrare e bere 3 tazze al giorno.

    Estratto fluido: 1 cucchiaino diluito in acqua, 3-4 volte al giorno.

    Decotto: una manciata di fiori in un litro di acqua a bollore. Bollire coperto per 5 minuti. Lasciare in infusione finché non raffredda. Filtrare, fare spugnature, non lavare.

    Tintura madre: 50 gocce, diluite in acqua, 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non sono segnalati effetti collaterali salvo una sensibilità individuale.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Elicriso più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Epilobio

    Epilobium angustifolium

    Che cosa è l'Epilobio?

    L’epilobio è chiamata anche garofanino di bosco. Viene utilizzata l’intera pianta per le proprietà fitoterapiche.

    Contiene: Flavonoidi (quercetina), tannini, acido clorogenico, acido caffeico, mucillagini e zuccheri. I principi attivi sono concentrati maggiormente nelle foglie in particolare durante la fioritura.

    Le proprietà principali sono: astringente, espettorante antiinfiammatorio.

    Perché si usa l'Epilobio?

    Si usa principalmente nel trattamento della tosse e nell’adenoma della prostata.

    In merito all’attività sulla prostata, nella tradizione della medicina popolare viene usato per i disturbi della minzione per l’attività antiflogistica. È stata dimostrata una attività di inibizione dell’enzima 5 alfa reduttasi simile alla serenoa repens.

    A queste attività di aggiungono quelle analgesiche e antimicrobiche. È riconosciuta una attività inibitoria nei confronti di Stafilococchi, Pseudomonas, Candida.

    L’attività emolliente ed astringente ne consente l’uso in preparati per la tosse e per la diarrea.

    Per uso esterno sotto forma di collutori viene usato per il benessere della gola e dell’afte.

    Come si usa l'Epilobio?

    Infuso: 1,5-2 grammi di droga triturata in una tazza di acqua bollente. Infondere per 10 minuti. 1-3 tazze al giorno. 

    Polvere: 2-4 capsule al giorno. 

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non sono segnalati effetti collaterali se non fenomeni di sensibilità individuale.

     

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  • Equiseto

    Equisetum arvense

    Che cosa è l'Equiseto?

    L’equiseto è una pianta di cui vengono utilizzati i cauli per le proprietà mediche.

    Contiene flavonoidi, alcaloidi, steroli, sostanze minerali.

    Le attività principali riconosciute sono diuretica, emostatica, remineralizzante, astringente, rassodante, ed elasticizzante per uso esterno.

    Perché si usa l'Equiseto?

    Si usa in caso di osteoporosi, fratture, unghie e capelli deboli, anemie secondarie e disturbi della crescita, aterosclerosi, ritenzione idrica, renella.

    L’attività mineralizzante è dovuta alla presenza di silicio solubile ed insolubile, assorbito dalla pianta dal terreno. In tutte le patologie citate facilità la formazione del callo osseo.

    L’equiseto ha mostrato di avere anche proprietà antiinfiammatorie e pertanto viene utilizzato nella cura dell’artrite reumatoide.

    La diuresi invece generata dall’equiseto è puramente idrica, senza perdita di elettroliti.

    Per uso esterno è indicato per pelli grasse e tendenzialmente seborroiche, piaghe ed emorroidi.

    Infatti l’equiseto agisce a livello delle mucose ove genera un’azione protettiva e favorente la cicatrizzazione. In cosmetica viene utilizzato per la prevenzione delle rughe.

    Come si usa l'Equiseto?

    Infuso: 2-3 grammi di droga per tazza bollente. Lasciare bollire per 5 minuti e filtrare dopo 10 minuti. 3 tazze al giorno

    Polvere: 100-200 mg per capsula, 1-3 al giorno.

    Estratto secco: 250 mg per capsula. 1-3 al giorno.

    Estratto fluido: 2-5 grammi nelle 24 ore (1 gr=57 gocce)

    Tintura madre: 30-50 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non somministrare in associazione ad altri diuretici.

    Si raccomanda l’assunzione alla dose prescritte o raccomandate.

    Contiene piccole dosi di nicotina che può generare problemi di sensibilizzazione in pazienti allergici.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Equiseto più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Erica calluna

    Erica Calluna vulgaris

    Che cosa è l'Erica calluna?

    L’erica calluna è una pianta di cui si utilizzano le sommità fiorite per le proprietà mediche.

    Contiene: tannini, proantocianidoli, olio essenziale

    Le attività principali riconosciute sono: diuretica, astringente, sudorifera.

    Perché si usa l'Erica calluna?

    Si usa in caso di cistite, uretrite, colibacillosi.

    Non è un trattamento di prima scelta nelle infezioni delle vie urinarie ma può essere somministrato in associazione all’uva ursina e al mirtillo rosso. Questo perché la quantità di attivi è molto inferiore alle altre due erbe.

    Le sommità fiorite sono ricche di tannini che ne consentono l’attività antisettica ed astringente.

    Per l’attività diuretica e sudorifera, viene prescritto nelle forme reumatiche, nella gotta, nella nefrolitiasi. Il suo uso permette di eliminare residui nocivi, come l’urea, l’acido urico ed ossalico. Viene pertanto prescritta con successo nei pazienti obesi.

    La pianta possiede anche blande proprietà sedative. Viene prescritta con successo nell’insonnia in soggetti con forme influenzali o nei quadri sopra descritti.

    In gemmoterapia la prescrizione dell’erica è per patologie a carico del fegato, della milza e dei reni.

    È utilizzato come coadiuvante nella pielonefrite cronica e nella poliartrite reumatoide.

    Per uso esterno viene utilizzata nella balneo terapia: Un bagno caldo aumenta il tono muscolare degli sportivi e dei convalescenti resi astenici da lunghi allenamenti.

    Come si usa l'Erica calluna?

    Decotto: 1,5 gr per tazza di acqua. Decozione per 10 minuti. Bere 3-6 tazze al giorno

    Decotto per uso esterno: 500 grammi di pianta in 2-3 litri di acqua. Filtrare ed aggiungere acquacalda per un bagno completo.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Macerato glicerico: 50 gocce diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Evitare l’assunzione contemporanea di vitamina C. Evitare cibi che acidificano le urine (perdita proprietà antibatteriche).

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Erica calluna più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Escolzia

    Eschscholtzia californica chamisson

    Che cosa è l'Escolzia?

    L’escolzia è una pianta di cui si utilizzano le parti aeree e le radici per le proprietà mediche.

    Contiene alcaloidi, fitosteroli, carotenoidi, flavonoidi.

    Le attività principali riconosciute sono: sedativa, ipnoinducente, analgesica.

    Perché si usa l'Escolzia?

    Si usa in caso di insonnia, distonia neurovegetativa, sindromi dolorose quali, emicrania, spasmi colici e biliari.

    Viene comunemente utilizzata per i disturbi minori del sonno sia negli adulti che nei bambini. Le proprietà sedative, sono dovute agli alcaloidi presenti nella pianta in diverse tipologie.

    Clinicamente nei soggetti trattati si evidenzia la diminuzione del tempo di addormentamento e una migliore qualità del sonno.

    Non risulta però efficace nei soggetti che si svegliano durante la notte.

    Anche se assunta con continuità non causa depressione del sistema nervoso centrale né diminuzione delle facoltà mentali.

    Svolge inoltre una attività ansiolitica secondaria.

    In pediatria è impiegata in aggiunta nell’enuresi notturna e come calmante per a pertosse.

    Studi più recenti hanno dimostrato una attività nel calmare la cefalea e gli spasmi colici e biliari.

    I preparati topici sono utilizzati per combattere dolori scheletrici e muscolari, nevriti e sciatalgie.

    Come si usa l'Escolzia?

    Infuso: un cucchiaino per tazza di acqua calda, infondere per 15 minuti. Assumere 1-2 tazze alla sera.

    Estratto secco: 1 grammo al giorno (da 100-200 grammi); 300-400 mg in unica dose da prendere circa 45 minuti prima di coricarsi.

    Tintura madre: 50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno (anche prima di andare a dormire).

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in gravidanza e durante ‘allattamento.

    L’uso prolungato porta a fenomeni di assuefazione.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Escolzia più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Eucalipto

    Eucalyptus globulus

    Che cosa è l'Eucalipto?

    L’eucalipto è una pianta di cui vengono utilizzate le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, acidi fenoli, eterosidi flavonici, tannini

    Le attività principali riconosciute sono antisettico polmonare, espettorante, mucolitico, antiflogistico, antispasmodico.

    Perché si usa l'Eucalipto?

    Si usa nei nelle affezioni bronchiali acute e benigne, raffreddore, laringite e sinusite.

    L’attività principale resta a livello delle alte vie aeree respiratorie. L’olio essenziale stimola l’epitelio bronchiale e agisce come antiinfiammatorio grazie all’azione diretta sulle citochine e sulle prostaglandine. In aggiunta ha anche una attività antibatterica contro i gram positivi e anche antifungina sulla candida.

    L’uso dell’olio essenziale si preferisce per via esterna per trattare attraverso l’inalazione, raffreddore e sinusiti.

    L’olio essenziale può essere utilizzato anche con clistere per trattare infezioni delle vie urinarie e delle forme infettive intestinali.

    Per uso esterno e sotto forma di pomate, può essere utilizzato per trattare i dolori reumatici e per favorire la cicatrizzazione delle lesioni.

    Come si usa l'Eucalipto?

    Infuso: 2-3 grammi in 150 ml di acqua. Lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere 2 tazze al giorno.

    Estratto secco: 100 mg per capsula, 2-3 volte al giorno

    Olio essenziale: per inalazione 12 gocce in 150 ml di acqua bollente; in pomata all’1,3% fino a 3 volte al giorno, in compresse da succhiare: 0,2-15 mg ogni 30-60 minuti; in collutorio 20 m di una soluzione a 0,91mg/m

    Tintura madre: in inalazione 10 ml in un recipiente di acqua bollente. 2 inalazioni al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Le foglie anche se raramente possono provocare nausea, vomito e diarrea.

    Non somministrare in soggetti affetti da malattie epatiche.

    Nei bambini al disotto dei due anni evitare l’applicazione topica.

    Non assumere l’olio essenziale per via interna ed evitare di utilizzarlo durante la gravidanza e l’allattamento.

    Somministrare con cautela e alle dosi prescritte nei pazienti diabetici.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Eucalipto più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Faggio

    Fagus selvatyca

    Che cosa è il Faggio?

    Il faggio è una pianta di cui si utilizzano le foglie, il legno e la corteccia le proprietà mediche.

    Contiene: tannini, mucillagini, sali minerali (potassio, calcio, ferro, fosfati) e sostanze fenoliche (creosoto).

    Le attività principali riconosciute sono: antisettiche, astringenti, febbrifughe, antiacide, assorbenti, aperitive, drenanti.

    Perché si usa il Faggio?

    Si usa principalmente nelle forme di ritenzione idrica e obesità da ritenzione idrica, insufficienza renale iniziale, litiasi renale.

    Il faggio, si usa come drenante renale, in caso di affaticamento, nefrite e calcoli. Il macerato glicerico viene somministrato alla dose di 30-50 gocce al giorno diluito in un bicchiere di acqua, 3 volte al giorno prima dei pasti principali per un mese.

    La pianta risulta essere molto utilizzata in Francia nelle forme di ipogammaglobulinemia.

    Altri impieghi sono relativi alle malattie dell’apparato respiratorio come le allergie o le patologie da raffreddamento, la disintossicazione intestinale, ed il rafforzamento delle difese immunitarie.

    Come si usa il Faggio?

    Infuso: 1 cucchiaio di foglie in una tazza da te con acqua bollente. Far riposare per 15 minuti e filtrare. Assumere 2-3 tazze al giorno, o utilizzare raffreddato per gargarismi per il cavo orale (astringente).

    Decotto: 2 cucchiai di corteccia sminuzzata in 500cc di acqua fredda. Bollire per 10 minuti, filtrare e dolcificare con il miele. Uso destinato alla digestione, nelle tracheiti e nella tosse

    Macerato Glicerico: 30-50 gocce 2-3 volte al giorno. (Per la ritenzione idrica, nelle diete dimagranti ma anche per il colesterolo). Per le allergie portare la dose a 70 gocce al giorno al mattino.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non vengono riportati in letteratura effetti collaterali se non rari fenomeni di sensibilità individuale.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Faggio più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Ficus Carica

    Opuntia ficus indica / carica

    Che cosa è il Ficus Carica?

    Il fico d’india è una pianta di cui si utilizza il frutto, i fiori i cladodi, per le proprietà mediche.

    Contiene: flavonoidi (fiori), glucosio, vitamine B e C, minerali (frutto), mucillagine (cladodi impropriamente chiamate foglie).

    Le attività riconosciute sono: ipoglicemizzante, rinfrescante ed emolliente.

    Perché si usa il Ficus Carica?

    Si usa nel diabete, nei dolori gastro intestinali (fiori), nelle affezioni infiammatorie (cladodi).

    Utilizzato largamente dall’industria alimentare, in fitoterapia grazie all’attività ipoglicemizzante dei cladodi viene utilizzato in caso di obesità, iperlipidemia, iperglicemia.

    Queste attività sono spiegate dal contenuto di fibre e mucillagini che assorbono il glucosio dagli alimenti (con un risparmio di insulina) e assorbimento dei sali biliari (incremento consumo colesterolo ematico).

    L’alta concentrazione di sali minerali spiega l’uso come drenante, diuretico e tonico cardiaco.

    Si segnalano usi per le sue proprietà antiossidanti e per l’ipertrofia prostatica, grazie alla capacità di inibire l’enzima 5 alfa reduttasi.

    Come si usa il Ficus Carica?

    Estratto secco: 200-400 mg per capsula. 1-2 capsule 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in associazione con anticoagulanti.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Ficus Carica più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

  • Fieno greco

    Trigonella foenum-graecum

    Che cosa è il Fieno greco?

    Il fieno greco è una pianta di cui si utilizzano i semi per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, trigonelline, saponine, flavonoidi, mucillagini, proteine, lipidi.

    Le attività principali riconosciute sono: ipoglicemizzante, ipocolesterolemizzante, epatrotopa, tonica, eutrofica, ricostituente, antiinfiammatoria.

    Perché si usa il Fieno greco?

    Si usa in caso di convalescenza, astenia, magrezza, ipercolesterolemia (Per uso interno). In caso di ascessi, foruncoli, flogosi della gola, emorroidi. (Per uso esterno).

    Oggi il fieno greco si utilizza per la sua azione ipoglicemizzante, sul colesterolo e sul fegato.

    In merito all’azione ipoglicemizzante studi clinici hanno dimostrato una azione nei soggetti con diabete di tipo 2. È stato infatti dimostrato che la somministrazione di polvere di semi di fieno greco, si assiste ad un dimezzamento della concentrazione di glucosio nel sangue ed a un miglioramento della risposta al test di tolleranza al glucosio. L’aggiunta della polvere alla dieta, determinerebbe l’incremento dei recettori all’insulina. I semi invece aumenterebbero l’utilizzo del glucosio periferico. La presenza di fibre inoltre diminuirebbero la disponibilità di glucosio.

    In merito all’azione sul colesterolo, questa è dovuta all’attività delle fibre e dei galattomannani che influenzano la quota dei lipidi assorbiti. Una seconda attività sul colesterolo è dovuta all’azione di proteine specifiche.

    Per l’azione pertanto sia sulla glicemia, sia sui lipidi (colesterolo e trigliceridi), oggi la pianta può essere utilizzata neo pazienti con sindrome metabolica e rischio cardiovascolare.

    In relazione all’attività epatoprotettrice l’azione è dovuta alla colina che previene l’accumulo dei grassi nel fegato e aumenta la sintesi epatica. A questa attività epatoprotettiva. contribuiscono sia le vitamine del gruppo B sia le lecitine. Pertanto se ne consiglia l’uso sia nell’insufficienza epatica sia nei processi degenerativi.

    I semi di fieno greco, presentano anche proprietà anaboliche, stimolanti neuromuscolari e antianemiche. Ciò è dovuto all’azione delle proteine, dei fosfolipidi, delle vitamine e dei minerali presenti nella pianta.

    Il Fieno greco pertanto trova applicazione nei pazienti convalescenti, astenici e sotto peso.

    Per la presenza di vitamina D, calcio, e vitamina P se ne consiglia l’uso in caso di osteoporosi, disturbi della crescita, per aiutare il consolidamento di fratture. Può essere validamente associato all’equiseto.

    Segnaliamo che la droga è anti ulcerogena. (trattamento dell’ulcera gastrica).

    La tradizione inoltre riconosce l’attività galattogena, ossia aumenterebbe di circa il 10% la produzione di latte durante la fase di allattamento.

    Per uso topico i semi di fieno greco, vengono impiegati sotto forma di cataplasmi o compresse per fare maturare accessi e foruncoli, per ridurre l’infiammazione nell’eczema ed il dolore in caso di reumatismi.

    In aggiunta segnaliamo l’attività cicatrizzante per emorroidi, vaginiti, piaghe e ferite, e l’azione antinfiammatoria se usato per gargarismi orali.

    Come si usa il Fieno greco?

    Infuso a freddo: far macerare per 3 ore 500 mg di droga polverizzata in 150 ml di acqua fredda, filtrare e aggiungere un po’ di miele. Una tazza più volte al giorno.

    Infuso: un cucchiaino in 300 ml di acqua bollente. Filtrare ed assumere durante il giorno. Per uso esterno si fanno bollire 50 grammi di semi in polvere per 5 minuti in 250 ml di acqua, fino ad ottenere una pappa che si stende su un pezzo di tela, e si applica sulla parte interessata. (Impacco caldo umido)

    Polvere: 0,5-1 grammo in cachet, fino a 6 grammi al giorno.

    Estratto fluido: 0,2-1 grammo più volte al giorno (1 grammo = 46 gocce).

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Sono possibili casi di sensibilizzazione cutanea per uso prolungato di applicazione topica.

    Occorre cautela in pazienti diabetici e nei pazienti ipotiroidei soprattutto in caso di dosi elevate (> 20 grammi al giorno).

    Si sconsiglia l’uso in pazienti con celiachia ed in caso di reflusso gastrico.

    Non assumere se in trattamento con farmaci antidiabetici.

    Da evitare in gravidanza. La pianta tradizionalmente viene utilizzata per provocare le contrazioni e favorire il parto.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Fieno greco più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Finocchio

    Foeniculum vulgare

    Che cosa è il Finocchio?

    Il finocchio è una pianta di cui vengono utilizzati i frutti maturi e le radici per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, flavonoidi, acido idrossicinnamico.

    Le attività principali riconosciute sono stimolante-aromatica, digestiva, carminativa, spasmolitica, antisettica, galattagoga, diuretica.

    Perché si usa il Finocchio?

    Si usa nei disturbi dispeptici, meteorismo, spasmi del tratto gastrointestinale, flogosi dell’apparato respiratorio.

    L’uso intestinale è dovuto alle proprietà stimolanti aromatiche che manifestano un effetto positivo a livello gastrico, aumentando motilità e secrezioni salivare e gastrica.

    A livello respiratorio favoriscono la detersione delle mucose respiratorie, in quanto attivano il movimento ciliare della mucosa bronchiale.

    L’olio essenziale presenta azione secretolitica e antibatterica.

    Il finocchio è tradizionalmente usato per combattere la dismenorrea a favorire la lattazione. Questa attività possono essere spiegate con la sua azione estrogenica.

    La radice del finocchio invece ha una azione diuretica.

    Come si usa il Finocchio?

    Infuso: 2-5 grammi in 150 ml di acqua. Lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere 2-3 tazze al giorno anche prima di coricarsi.

    Polvere: 0,3 grammi per capsula dopo i pasti

    Estratto secco: 1 capsula dopo i pasti

    Estratto fluido: 0,2-0,3 grammi pro dose (1 grammo=50 gocce)

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’olio essenziale può dare luogo a fenomeni allergici.

    Evitare l’uso dell’olio essenziale in gravidanza.

    Posologie eccessive e prese senza controllo medico possono alterare l’azione dei contraccettivi.

    Evitare l’uso contemporaneo con Ciprofloxacina (modifica la farmacodinamica)

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Finocchio più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Fucus Vesciculosus

    Fucus vesiculosus

    Che cosa è il Fucus Vesciculosus?

    Il fucus è una alga di cui si utilizza il tallo per le proprietà mediche.

    Contiene: iodio inorganico, polisaccaridi, carotenoidi, bromofenoli, acido ascorbico, Sali minerali.

    Le attività riconosciute sono: depurativa, tonificante e metabolica.

    Perché si usa il Fucus Vesciculosus?

    Si usa come coadiuvante nelle diete dimagranti e nella ipofunzionalità tiroidea.

    Il fucus è una alga ricca in vitamine, minerali, oligoelementi, fattori che esercitano una attività depurativa, tonificante.

    E’ utile nelle diete dimagranti in particolare nella fase iniziale, in quanto la presenza di iodio favorendo la funzionalità tiroidea, stimola il ricambio generale e costituisce pertanto lo starter del processo di dimagrimento. Pertanto la stimolazione endocrina regolarizza il metabolismo dei grassi.

    L’attività del fucus è graduale e inizia a manifestarsi dopo almeno 3 settimane di terapia e si localizza principalmente nelle sedi maggiormente ricche di tessuto adiposo come cosce, fianchi. Associato in genere ad altre piante come la betulla e la pilosella.

    E’ importante ribadire che in base al dosaggio e allo stato fisico, la pianta può risultare dannosa per la salute. Pertanto occorre consultare prima dell’assunzione il medico o il farmacista.

    Particolarmente indicato è l’impiego in caso di ipofunzionalità tiroidea, e di ritenzione idrosalina.

    Anche in questo caso è sempre importante valutare lo stato di funzionalità tiroidea per non incorrere in una tireotossicosi.

    Come si usa il Fucus Vesciculosus?

    La dose raccomandata dall’OMS e’ di 100-140 microgrammi al giorno ed il limite massimo tollerabile è di 1 milligrammo. (17 microgrammi per kg). 

    Polvere: 150-300 mg per capsula. 1 capsula 1-3 volte al giorno.

    Estratto secco: 1-3 capsule al giorno.

    Tintura madre: 50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non usare in caso di ipertiroidismo.

    Non usare in caso di gravidanza ed allattamento.

    Non usare in pediatria.

    Controindicato in caso di ipertiroidismo e problemi cardiaci.

    Dosaggi non adeguati ai bisogni tiroidei possono determinare ipertiroidismo e tireotossicosi (palpitazione, insonnia, agitazione). Dosaggi superiori a 150 microgrammi di iodio, possono indurre o aggravare l’ipertiroidismo.

    Sono possibili interazioni con farmaci tiroidei, quali torixina, carbimazolo), carbonato di litio e farmaci contenenti iodio (amiodarone, benziodarone).

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Fucus Vesciculosus più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Garcinia

    Garcinia Cambogia

    Che cosa è la Garcinia?

    La garcinia è una pianta di cui si utilizza la scorza del frutto per le proprietà mediche.

    Contiene: vitamine, carotenoidi, flavonoidi, polisaccaridi, pectine e l’acido idrossicitrico (HCA)

    Le attività principali riconosciute sono: brucia grassi, ipocolesteromizzante e di regolazione della glicemia.

    Perché si usa la Garcinia?

    Si usa nelle diete dimagranti e per ridurre i valori di colesterolo e trigliceridi.

    L’ HCA, contenuto nella garcinia è il responsabile dell’attività sui lipidi. Molto raro in natura, ha la capacità di bloccare l’enzima acetilcoenzima A, substrato energetico utilizzato dal nostro organismo per la sintesi di colesterolo e trigliceridi.

    Studi clinici hanno dimostrato riduzioni significative in pazienti affetti da ipocolesterolemia fino al 30% per valori elevati.

    A questa azione si aggiunge la diminuzione del senso di fame che ne favorisce l’uso in caso di sovrappeso.

    E’ considerato anche un blando lassativo.

    Come si usa la Garcinia?

    Estratto secco: 500-1000 mg al giorno in compresse o capsule in due somministrazioni giornaliere (metà mattina e metà pomeriggio).

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere durante la gravidanza e l’allattamento

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Garcinia più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Gelsomino

    Jasminum L.

    Che cosa è il Gelsomino?

    Il gelsomino è una pianta di cui si utilizza il fiore per le proprietà mediche.

    Contiene: flavonoidi, acetato di linalile e benzoile, linalolo, acido fenilacetico, farnesolo,  jasmone.

    Le attività principali riconosciute sono: antiossidante, sedativa e lenitiva

    Perché si usa il Gelsomino?

    Si usa per calmare la tensione nervosa, favorire il sonno, alleviare tosse e mal di testa, agevolare la circolazione sanguigna.

    Le attività terapeutiche del gelsomino possono essere sfruttate per via interna con infuso a piccole dosi di principi attivi per trattare la tosse, calmare lo stress, alleviare gli spasmi della sindrome mestruale o difendere il nostro organismo dai radicali liberi effetto (antiossidante).

    In alternativa l’olio essenziale di gelsomino, viene utilizzato in aromaterapia per uso esterno anche in associazione con altri olii o con creme per il massaggio.

    Puo’ essere adoperato anche come profumo per ambienti (diffusore ambientale) con effetto rilassante

    Per l’effetto calmante è possibile preparare un bagno aromatico, mescolando 8 gocce con l’acqua della vasca da bagno. In alternativa e’ possibile applicarlo sui polsi e sul decolletè.

    Per i dolori mestruali viene adoperato per massaggi sulla zona lombare o addominale.

    Disinfetta in aggiunta le ferite, avendo tra le proprietà anche quelle antibatteriche.

    Inalato, ha un effetto antispasmodico riducendo tosse ed ansia, massaggiato invece mantiene lo stesso effetto per dolori muscolo scheletrici e crampi.

    Segnaliamo anche un utilizzo cosmetico con effetto antirughe. Consigliamo di aggiungere 3 gocce di olio essenziale di gelsomino a delle creme base di bellezza.

    Come si usa il Gelsomino?

    Infuso: 20 g de fiori di gelsomino per ogni litro d’acqua. Assumerne due tazze durante il giorno e una la sera prima di dormire. (Effetto calmante, analgesico e lievemente sedativo)

    Olio essenziale (Uso esterno): da 3-8 gocce in base all’uso.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L'olio essenziale di gelsomino può essere irritante per le mucose, pertanto ne è sconsigliato l'uso esterno.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Gelsomino più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

  • Germe di grano

    Triticum aestivum

    Che cosa sono le Germe di grano?

    Il germe di grano (olio) è estratto dai semi del Triticum, una pianta con infiorescenza a spiga di cui si utilizza il seme per le proprietà mediche.

    Contiene: Octacosanolo, vitamina E, acido linoleico, vitamine del gruppo B.

    Le attività principali riconosciute sono: antiossidante, integrazione di vitamina E, ipocolesterolizzante.

    Perché si usano le Germe di grano?

    Si usa come anti-invecchiamento, nelle dislipidemie, nelle malattie degenerative (esempio cataratta), nelle dislipidemie, nell’infertilità, come sostegno all’attività sportiva.

    Il germe di grano è ricco di vitamina E ed ha forti proprietà antiossidanti, ossia di protezione dai radicali liberi. Come alimento si può assumere senza super

    L’olio di germe di grano è ottenuto dalla spremitura a freddo della cariosside del grano. L’olio viene assunto sotto forma di perle, opercoli o come condimento crudo, apportando vitamine (E, B) e minerali.

    La presenza di acido linoleico (omega 3) gli dona una attività ipocolesteromizzante. È pertanto efficace nel controllo del colesterolo e dei trigliceridi.

    L’olio di germe di grano oggi è utilizzato anche in oculistica nella prevenzione della cataratta.

    Viene utilizzato per le sue proprietà per ritardare l’invecchiamento cellulare, per migliorare la resistenza alla fatica, particolarmente negli sportivi.

    Nei soggetti con dermatosi, come l’acne, l’assunzione di vitamina E, apporta notevoli benefici per la pelle, riducendo la comparsa di brufoli ed inestetismi cutanei.

    Viene anche utilizzare per combattere le rughe, con applicazione topiche sul viso alla sera.

    Sempre per uso topico, viene utilizzato sia per migliorare il benessere dei capelli, in caso di fragilità o capelli rovinati da trattamenti. Migliora anche i problemi di forfora nei soggetti con il cuoio capelluto desquamante.

    Come si usano le Germe di grano?

    Come alimento: un cucchiaio al giorno per un massimo di 3 giorni. (Massimo 50 grammi al giorno).

    Come integratore: attenersi alle dosi raccomandate dal produttore in relazione alle quantità e al numero di capsule o opercoli.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere se ipertesi.

    Non somministrare in pazienti con febbre reumatiche, con complicazioni cardiache.

    Assumere solo alle dosi consigliate: un eccesso può portare a disturbi gastro intestinali e ad ipertensione (emoaglutinina).

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Germe di grano più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Ginepro

    Juniperus communis

    Che cosa è il Ginepro?

    Il ginepro è una pianta di cui si utilizzano le bacche e i giovani getti, per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, flavonoidi, proantocianidine, diterpeni e glucosidi

    Le attività principali riconosciute sono: stomachica, diuretica, antisettica e balsamica.

    Perché si usa il Ginepro?

    Si usa in caso di disturbi dispeptici, ritenzione idrica.

    Le bacche di ginepro hanno attività diuretiche e antisettiche. L’aumento della diuresi è accompagnata dalla perdita di sali minerali.

    Le bacche vengono utilizzate come regolatrici dell’appetito e per regolare la digestione. Stimolano la peristalsi intestinale e possono essere di aiuto in caso di atonia digestiva.

    Le azioni balsamiche ed espettoranti ne consentono l’uso nella tosse e nelle malattie da raffreddamento.

    Il gemmoderivato possiede una azione a livello epatico sia rigenerante che epatoprotettore.

    In reumatologia viene consigliato per l’attività diuretica e l’eliminazione delle scorie.

    L’olio essenziale di ginepro per uso topico viene utilizzato per i reumatismi, per le punture di insetto, per le ferite. Nei bagni viene utilizzato per produrre iperemia.

    Come si usa il Ginepro?

    Infuso: 2-3 grammi di droga triturata in una tazza di acqua bollente, infondere per 10 minuti. Assumere 3 tazze al giorno.

    Polvere: 2-8 grammi al giorno

    Olio essenziale: 2-5 gocce al giorno.

    Macerato glicerico: 50 gocce diluite in acqua, 1-2 volte al giorno

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’uso è sconsigliato in gravidanza e in caso di affezioni renali e di natura infiammatoria.

    Non assumere se in trattamento con diuretici

    L’olio essenziale può provocare ematuria. Si consiglia pertanto l’uso per non più di 6 settimane continuative.

    L’olio essenziale se applicato sulla pelle può provocare eritema

    L’uso della pianta conferisce alle urine un caratteristico odore di violetta.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Ginepro più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Ginkgo

    Ginkgo biloba

    Che cosa è il Ginkgo?

    Il Ginkgo biloba è una pianta, di cui vengono utilizzate le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene glicosidi flavodici, terpeni, acidi ginkgolici, antocianosidi.

    Le attività principali riconosciute sono di un aumento della vascolarizzazione tissutale, una azione antiradicalica.

    Perché si usa il Ginkgo?

    Si usa in caso di insufficienza circolatoria cerebrale, involuzione senile precoce, arteriopatie agli arti inferiori, in caso di asma bronchiale.

    Le foglie pertanto sono considerato un rimedio efficace sia in età senile sia negli adolescenti. Questo al fine di migliorare la circolazione cerebrale e migliorare la memoria.

    Preparazioni a base di Ginkgo sono utilizzati anche in caso di demenza senile, ictus, acufeni, vertigini, nella cefalea e nelle arteriopatie

    Come si usa il Ginkgo?

    Estratto secco: Iniziare il trattamento con 40/60 mg al giorno per poi arrivare a 120-240 mg al giorno per un minimo di tre mesi, fino a sei mesi. Il dosaggio graduale consente di evitare i casi di cefalea dovuti alla vasodilatazione cerebrale.

    Estratto fluido: 0,5 ml 3 volte al giorno

    Tintura madre: 30 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno lontano dai pasti.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in concomitanza con anticoagulanti, benzodiazepine, paracetamolo, caffeina ed ergotamina. Meno del 2% dei pazienti trattati riporta cefalea dopo l’assunzione.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Ginkgo più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Ginseng

    Panax Ginseng

    Che cosa è il Ginseng?

    Il ginseng è una pianta di cui si utilizzano le radici per le proprietà mediche.

    Contiene olio essenziale, saponine triterpeniche, polisaccaridi, vitamine del gruppo B e vitamina C, acido folico, steroli, acidi grassi, minerali ed oligoelementi, enzimi e fosfatidi.

    Le attività principali riconosciute sono: adattogeno, tonico generale, immunostimolante.

    Perché si usa il Ginseng?

    Si usa in caso affaticamento, astenia, adinamia, depressione convalescenza.

    La radice di ginseng è un tonico naturale sia fisico che psichico. È utilizzato in soggetti, affaticati, astenici, per aumentare la concentrazione e per recuperare le forze. È pertanto un ottimo rimedio antistress.

    È utile anche per aumentare le difese immunitarie al fine di prevenire le malattie di stagione.

    La sua azione adattogena è dovuta alla struttura ormone simile dei ginsenosidi, i quali entrano nella sintesi degli ormoni, quando l’organismo è debilitato. È stato dimostrato che il ginseng stimola la corteccia surrenale (aumento dei corticoidi nelle urine).

    L’aumento delle funzioni neuro psichiche è invece dovuto alla capacità di aumentare la sintesi di alcuni modulatori neurologici, come la serotonina e la dopamina.

    Pertanto ne risultano migliorate le capacità cognitive, la memoria ed anche l’umore.

    Il prodotto non ha influenza sul peso corporeo e sull’appetito. Viceversa si nota nei soggetti trattati, maggiore vitalità ed attività.

    È importante adattare la posologia all’individuo, in merito alla sensibilità degli effetti collaterali e alla predisposizione.

    Negli atleti la somministrazione del prodotto alle dosi raccomandate porta ad un miglioramento significativo della performance anaerobica. Migliora inoltre la capacità di coordinazione neuro motoria.

    Studi recenti mostrano anche una attività a livello della glicemia, migliorando l’indice di sensibilità all’insulina.

    Sempre ai ginsenosidi, sono da attribuire le capacità afrodisiache, per combattere l’impotenza ed aumentare il vigore sessuale. La somministrazione di ginseng ha infatti dimostrato di aumentare a vasodilatazione dei corpi cavernosi, in pazienti con disfunzione erettile.

    Sono state inoltre segnalati da studi recenti, attività sul colesterolo, antiaggreganti, epatoprotettrici, antivirali ed antibatteriche.

    Come si usa il Ginseng?

    Infuso: 2 grammi per tazza di acqua bollente, infondere coperta, filtrare dopo 10 minuti. Assumere una volta al giorno per 1 mese.

    Polvere: 1 grammo al giorno

    Estratto secco: 1,5% 1 capsula al giorno.

    Tintura madre: 30-50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Assumere al mattino.

    Non assumere per periodi superiori ai 3 mesi.

    L’assunzione può provocare insonnia, nervosismo, tachicardia, diarrea, eruzioni cutanee, euforia seguita da depressione, ipertensione arteriosa. I fenomeni sono comuni per un uso prolungato.

    Non assumere in caso di asma, febbre, se ipertesi, durante le mestruazioni.

    Evitare la concomitanza assunzione di caffeina, anfetamine, farmaci stimolanti ed anticoagulanti.

    Nei pazienti diabetici, somministrare solo sotto stretto controllo medico.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Ginseng più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Glucomannano

    Amorphophallus konjak

    Che cosa è il glucomannano?

    Il glucomannano è una pianta di cui si utilizza il rizoma (radice) per le proprietà mediche.

    Contiene: fibre (polisaccaride ad alto peso molecolare costituito da zuccheri quali il glucosio ed il mannosio).

    Le attività principali riconosciute sono: saziante, limita l’assorbimento dei grassi.

    Perché si usa il glucomannano?

    Si usa come coadiuvante nelle diete dimagranti.

    Il glucomannano e’ una polvere estratta dalla radice di Konjac. Tra le diverse fibre in commercio, la fibra è altamente viscosa e ha le capacità di assorbire molta acqua. Pertanto la fibra, quando viene assunta assume la forma di un gel che espande il suo peso di circa 80-100 volte.

    Da questo ne consegue l’attività saziante e conseguentemente dimagrante. Infatti, riduce il senso di fame (attraverso la sensazione di pienezza) e riduce la fame nervosa (controllando gli sbalzi glicemici), sgonfia e appiattisce l’addome attraverso la sua attività lassativa.

    Il glucomannano comincia ad agire già dopo 15 minuti, ma il massimo della sua attività si raggiunge dopo 1 ora dall’assunzione.

    Una seconda proprietà è quella di limitare l’assorbimento sia dei grassi che degli zuccheri. Studi clinici recenti hanno dimostrato una azione positiva e principalmente preventiva nei confronti di malattie cardiovascolari e diabete.

    L’assunzione regolare di glucomannano riporta una attività nei confronti del colesterolo e dei trigliceridi.

    Infine è da considerare anche un lassativo, in quanto esercita attraverso un’azione meccanica anche la eliminazione delle feci.

    Come si usa il glucomannano?

    Estratto secco di glucomannano: 2 compresse 1 ora prima dei pasti (dose da 1-4 grammi al giorno). Assumere con molta acqua.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere glucomannano se in trattamento con farmaci (la fibra limita l’assorbimento).

    Riduce l’assorbimento di vitamine liposolubili

    Può causare stitichezza, diarrea, pesantezza di stomaco, meteorismo

    Non assumere in gravidanza, in presenza di colon irritabile e gastrite.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Glucomannano più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Goji

    Lycium barbarum

    Che cosa è il Goji?

    Il Goji è una pianta di cui si utilizzano le bacche (frutti) per le proprietà mediche.

    Contiene: flavonoidi, vitamine, minerali, carotenoidi, polisaccaridi, aminoacidi (arginina e gluatammina)

    Le attività principali riconosciute sono: antiossidante, adattogena, immunostimolante.

    Perché si usa il Goji?

    Si usa nelle malattie stagionali da raffreddamento, nelle allergie, nella prevenzione dell’invecchiamento, in caso di astenia.

    I flavonoidi contenuti nelle bacche di goji sono responsabili dell’azione antiossidante contro i radicali liberi nel nostro organismo. Hanno la capacitò di proteggere la pelle dagli effetti dannosi dei raggi solari responsabili dell’invecchiamento cutaneo.

    Il flavonoidi, conferiscono alla pianta anche attività sul colesterolo e sulla regolazione della glicemia.

    L’azione adattogena, stimolante, e’ data dalla presenza di due amminoacidi: Arginina e glutammina. Questi hanno dimostrato di avere una attività sulla resistenza allo sforza, sul tono dell’umore, sulla memora, la capacità di concentrazione e sulla qualità del sonno.  Pertanto possono essere raccomandati nelle convalescenze o in caso di debolezza fisica e mentale.

    L’azione immunostimolante invece è conferita dalla presenza di polisaccaridi, vitamina c e zinco che hanno la capacità di proteggere in nostro organismo da virus e batteri, rafforzando pertanto le difese immunitarie. Vengono pertanto raccomandati per la prevenzione dei malanni stagionali da raffreddamento o in caso di allergie, stimolando l’organismo nei confronti degli allergeni.

    L’azione immunostimolante viene consolidata anche a livello intestinale, in quanto polisaccaridi e fibre migliorano e favoriscono l’equilibrio della flora intestinale.

    Come si usa il Goji?

    Le formulazioni disponibili in commercio sono integratori, succo, o bacche essiccate.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Sono rari i fenomeni allergici, dovuti ad una sensibilità individuale.

    Non assumere se in trattamento con farmaci anti ipertensivi, antidiabetici, anticoagulanti.

    Evitare l’assunzione in gravidanza ed allattamento

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Goji più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Graviola

    Annona Muricata

    Che cosa è la Graviola?

    La graviola è una pianta di cui si utilizzano frutto, pianta e foglie per le proprietà mediche.

    Contiene: zuccheri, vitamina C, vitamine del gruppo B, fosforo, magnesio, rame e calcio, alcaloidi e acetogenine: stigmasterolo, sitosterolo, reticolina, cumarina, stepharina, annonacinaLe

    Le attività principali riconosciute sono: remineralizzante, antiossidante.

    Perché si usa la Graviola?

    Si usa per rafforzare le difese immunitarie, per promuovere il rinnovamento cellulare.

    La ricchezza di vitamina C ne dona le proprietà di vitaminico, di rafforzamento delle difese immunitarie. Pertanto viene utilizzato per prevenire i malanni stagionali.

    L’azione antiossidante, viene utilizzata per contrastare i radicali liberi sia nell’invecchiamento ma anche nella prevenzione di determinate patologie croniche.

    Usi diversi si concentrato sul controllo della pressione arteriosa, in soggetti ipertesi (se ne sconsiglia l’uso in caso di ipotensione), nelle infezioni e nelle micosi per le proprietà antibatteriche. (questa attività rafforza l’efficacia in caso di influenza e sintomi influenzali).

    Come si usa la Graviola?

    Attraverso i preparati oggi in commercio consigliamo le seguenti dosi:

    Capsule: 2 g 3 volte al giorno

    Infuso: 1 tazza 3 volte al giorno

    Tintura: 2-4 ml 3 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Assumere solo alle dosi raccomandate (effetto ipotensivo, vasodilatatorio).

    Evitare l’assunzione se ipotesi.

    Non assumere con farmaci per l’ipertensione e farmaci antidepressivi.

    Non utilizzare in gravidanza.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Graviola più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Guaranà

    Paullinia cupana

    Che cosa è il Guaranà?

    Il guaranà è una pianta di cui si utilizzano i semi per le proprietà mediche.

    Contiene: derivati xantinici (caffeina), polifenoli (catechine), olio essenziale, resine, saponine

    Le attività principali riconosciute sono: adattogena, stimolo sulle funzioni cognitive, cardiotonica, defaticante muscolare.

    Perché si usa il Guaranà?

    Si usa in caso di affaticamento psicofisico, intensa attività sportiva, astenia, richiesta di aumento della concentrazione.

    La guaranina, principio attivo simile alla caffeina è responsabile dell’attività stimolante. Per tale motivo il guaranà si utilizza con successo in caso di astenia, stanchezza fisica e depressione.

    La pianta e’ indicata per chi fa sport, al fine di aumentare la resistenza allo sforzo fisico e agli studenti per aumentare la capacità di concertazione.

    Oggi il guaranà viene utilizzato anche come coadiuvante nelle diete dimagranti. Ha infatti la capacità di produrre enzimi capaci di dissolvere i grassi, in particolare dei depositi sottocutanei. Ha pertanto una attività brucia grassi.

    Altre utilizzazioni sono: alleviare i dolori muscolari, i reumatismi,  combattere l'emicrania; rafforzare le difese immunitarie.

    Come si usa il Guaranà?

    Povere di semi: 2 compresse di al mattino dopo la colazione

    Estratto secco (capsule): il dose diversa in base alla preparazione commerciale scelta. Può essere compreso tra i 75 e i 250 mg per dose.

    Negli sportivi: 2 ore prima dell’allenamento (2-5 grammi) - Massimo 2-3 volte a settimana per evitare assuefazione.

    Nei soggetti astenici: 1-2 grammi di polvere al giorno prima dei pasti (per 1,5 mesi).

    Nei cambi di stagione, negli studenti, nell’emicrania: 500 mg di polvere diluite in acqua.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere per più di 3 mesi continuativi

    Un consumo eccessivo di guaranà può provocare ipertensione, tachicardia palpitazioni, insonnia, ansia tremori, nausea, vomito, mal di testa e convulsioni.

    Non usare in gravidanza ed in allattamento

    Non usare se in terapia con farmaci psichiatrici

    Non assumere se diabetici, ipotiroidei, con patologie cardiovascolari e renali.

    In Bosciaclub puoi trovare i prodotti fitoterapici nelle categorie dedicate.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Guaranà più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Iperico

    Hypericum perforatum

    Che cosa è l'Iperico?

    L’iperico è una pianta di cui vengono utilizzate le sommità fiorite per le proprietà mediche.

    Contiene flavonoidi, olii essenziali, tannini, naftodiantroni, acilfluoroglicinolo, composti fenolici.

    Le attività principali riconosciute sono sedative, antidepressive, antimicrobiche.

    Perché si usa l'Iperico?

    Si usa negli stati depressivi non endogeni, nella distonia neurovegetativa, nella gastrite e nella ulcera gastrica

    L’uso di elezione resta nelle forme di depressione lieve e moderata, grazie all’azione dell’ipericina e dell’iperforina, per un’azione diretta sull’attività di serotonina, dopamina e noradrenalina.

    E’ utile anche per contrastare le sindromi ansioso-depressive in menopausa, durante la sindrome premestruale e nei disturbi ossessivo-compulsivi.

    In pediatria contrasta l’enuresi, contrastando le paure infantili in virtù della sua azione ansiolitica.

    In relazione alla sua attività antivirale, l’iperico può risultare utile per trattare la stomatite vescicolare, l’influenza e l’herpes virus.

    Per la sua azione coleretica ed epatoprotettrice viene utilizzata nelle epatopatie.

    L’olio di iperico, invece, trova utilizzo nelle gastriti e nel trattamento dell’ulcera gastrica.

    Per uso esterno nelle piaghe, bruciature, ulcerazioni, pruriti.

    In cosmesi per i prodotti per la protezione solare, per le pelli secche, screpolate, atoniche, per i capelli grassi e devitalizzati.

    Come si usa l'Iperico?

    Infuso: 2 grammi in 150 ml di acqua bollente, lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere 2 tazze al giorno.

    Infuso al 5% per il lavaggio delle ferite

    Polvere: 350 mg per capsula 3 volte al giorno.

    Decotto: 10 % per compresse da imbibire.

    Estratti glicolici ed oleosi (2,5-5%) per uso esterno.

    Estratto secco: 450-1050 mg al giorno di 1-3 assunzioni

    Tintura madre: 50 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    La somministrazione può provocare disturbi lievi e transitori quali gastrici, mal di testa, stanchezza, perdita di appetito, vertigini, prurito e rush cutanei.

    Si consiglia di non superare trattamenti di 15 giorni se non raccomandato dal medico

    Non assumere i trattamenti orali in concomitanza con altri farmaci antidepressivi.

    Non assumere in concomitanza con farmaci per lo scompenso cardiaco e anticoagulanti

    Non assumere in concomitanza con farmaci contraccettivi.

    Non assumere se in trattamento con farmaci per il colesterolo e cortisonici orali

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Iperico più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Issopo

    Hyssopus officinalis

    Che cosa è l'Issopo?

    L’issopo è una pianta di cui si utilizzano le foglie e le sommità fiorite per le proprietà mediche.

    Contiene: acidi fenoli, flavonoidi, diterpeni, triterpeni, olio essenziale.

    Le attività principali riconosciute sono: espettorante, antisettica, stomachica e stimolante.

    Perché si usa l'Issopo?

    Si usa nelle forme catarrali, nella tosse, in caso di dispepsia.

    L’issopo possiede proprietà espettoranti (marrubina), antisettiche e stimolanti (olio essenziale) simili a quelle del rosmarino, del timo e della santoreggia.

    Viene adoperato per le affezioni catarrali del sistema respiratorio. Si raccomanda di non utilizzare la pianta nelle forme acute, ma quando i sintomi sono già attenuati. L’olio essenziale, stimola la fluidificazione e l’espulsione dei muchi.

    La pianta ha anche attività digestive e pertanto viene utilizzata negli amari e nei liquori.

    Per uso topico si utilizza per i bagni tonicizzanti e nella flogosi della mucosa orale, per la sua azione astringente e antiinfiammatoria.

    Come si usa l'Issopo?

    Infuso: 1 cucchiaino di caffe di droga per tazza di acqua bollente. 3 tazze al giorno.

    Tintura madre: 20 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’olio essenziale deve essere assunto solo alle dosi raccomandate, in quanto neurotossico. (vale per via orale e topica).

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Issopo più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Lavanda

    Lavandula angustifolia

    Che cosa è la Lavanda?

    La lavanda è una pianta di cui vengono utilizzati i fiori per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, flavonoidi.

    Le attività principali riconosciute sono aromatizzante, digestiva, carminativa, coleretica, balsamica, antisettica, diuretica, antispasmodica, sedativa.

    Perché si usa la Lavanda?

    Si usa in caso disappetenza, flatulenza, turbe dispeptiche, stati neurotonici degli adulti e dei bambini.

    E’ raccomandato in soggetti a cui manca l’appetito.

    I fiori hanno proprietà leggermente sedativi e sono utile nelle cefalee, nell’emicrania e nei lievi disturbi del sonno negli adulti e nei bambini.

    L’olio essenziale è utilizzato anche per la balneoterapia, per inalazioni e per il massaggio con proprietà antidepressive.

    Può essere associato anche ai trattamenti farmacologici antidepressivi per potenziarne gli effetti.

    Per uso esterno le preparazioni sono utilizzate per detergere le piaghe, oltre che come collutorio per detergere la bocca.

    Puo’ essere utilizzata anche per frizioni contro i dolori ed il prurito

    Come si usa la Lavanda?

    Infuso: 0,8-1,6 gr per tazza di acqua bollente. 5-10 minuti di infusione coperta. Filtrare. Nei bambini dimezzare le dosi.

    Olio essenziale: 1-4 gocce al giorno su una compressa neutra o in un cucchiaino di miele. Per inalazioni una decina di gocce, nel bambino solo 3.

    Olio da massaggio: 2-4 gocce di olio essenziale in un cucchiaio di olio vegetale. (per crampi muscolari)

    Polvere: 250 mg per capsula, 3-6 al giorno.

    Tintura madre: 30 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno .

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Dosi elevate di olio essenziale per uso interno portano nausea.

    Evitare l’uso in gravidanza.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Lavanda più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Lievito di birra

    Saccharomyces Cerevisiae (Fermentazione)

    Che cosa è il lievito di birra?

    Il lievito di birra è un fungo unicellulare, il Saccharomyces Cerevisiae ottenuto per fermentazione.

    In commercio si trova sotto forma di compresse nella tipica forma di cubetto del lievito fresco o essiccato.

    Contiene: proteine ad alto valore biologico, vitamine del gruppo B e minerali quali il magnesio, fosforo, potassio, ferro, calcio e selenio.

    Le attività principali riconosciute sono: mineralizzante, ripristino della flora batterica intestinale, tonico, depurativo, antianemico galattogeno.

    Perché si usa il lievito di birra?

    Si usa principalmente per l’astenia, in caso di disturbi intestinali, in caso di inestetismi cutanei ed acne, per i trofismo dei capelli e delle unghie, nell’osteoporosi, per aumentare la quantità di latte durante l’allattamento.

    l lievito di birra è un noto rimedio noto per il benessere e la bellezza della pelle, soprattutto di quella grassa e mista. Viene infatti utilizzato nella prevenzione e nella cura dell’acne.

    Per la presenza di biotina, sali minerali e vitamine del gruppo B viene utilizzato in caso di caduta dei capelli per rafforzarli.

    Come si usa il lievito di birra?

    Disponibile in tavolette, compresse e capsule, scaglie o flaconcini, il dosaggio consigliato è di circa 400 mg al giorno.

    Si consiglia la somministrazione giornaliere di 3-4 capsule al giorno di formulazioni precostituite per un trattamento fino a 2 mesi.  Si consiglia una somministrazione progressiva e graduale nel dosaggio per evitare iniziali disturbi gastro intestinali.

    In pratica, la dose giornaliera da assumere è di 3 o, al massimo, 4 compresse al giorno per circa uno o due mesi. Nelle fasi iniziali, per ridurre il rischio di problemi digestivi, meglio iniziare con un dosaggio più basso: 10 o, al massimo, 15 mg possono bastare.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’assunzione prolungata di lievito di birra può determinare gonfiore addominale, meteorismo e irritazioni cutanee.

    Non assumere in concomitanza con farmaci antidepressivi e narcotici (produzione di tiramina e probabile incremento della pressione arteriosa).

    Non assumere in caso di intolleranza verso i lieviti.

    L’olio essenziale per uso topico può dare luogo a fenomeni irritativi.

    In Bosciaclub puoi trovare i prodotti fitoterapici nelle categorie dedicate.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è a disposizione per indicarti l'integratore di lievito di birra per capelli e per la pelle più adatto alle tue sigenze. 

  • Lino

    Linum usitatissimum

    Che cosa è il Lino?

    Il lino è una pianta di cui vengono utilizzati i semi per le proprietà mediche.

    Contiene mucillagine, olio grasso non volatile, proteine, glicosidi.

    Le attività principali riconosciute sono quella emolliente, lenitiva, sul colesterolo, estrogenica

    Perché si usa il Lino?

    Si usa per trattare la stipsi, il colesterolo, la menopausa.

    Sin dall’antichità il lino di usa come lassativo. Oggi si è dimostrato efficace nella stipsi cronica, nei soggetti affetti da intestino irritabile, nelle infiammazioni gastriche ed intestinali ed in coloro che hanno disturbi per l’uso eccessivo di lassativi.

    L’azione emolliente ed addolcenti è la responsabile della azione sulle infiammazioni della mucosa. Invece l’azione della mucillagine, per l’aumento della massa fecale è responsabile dell’azione lassativa.

    La presenza di fibre solubili, di acidi grassi omega 3, tra cui l’acido linoleico, la rende attiva nel controllo del colesterolo. (15-50 grammi al giorno, o un cucchiaio di olio di semi di lino)

    I lignani invece sono responsabili della riduzione dei sintomi della menopausa.

    Per uso esterno in cataplasmi (farina di semi), risultano utili, nel trattamento di flogosi cutanee, foruncoli, catarri.

    Come si usa il Lino?

    Posologia: 5 grammi di semi interi al giorno, macinati o triturati, assunti con acqua, 3 volte al giorno. L’effetto inizia il giorno seguente. Per ottenere una preparazione di mucillagine per la gastrite, mettere a bagno 5-10 grammi di semi in 150 ml di acqua e filtrare dopo mezz’ora.

    Semi: 1 cucchiaio di semi interi in circa 150 m di acqua. Far macerare per 1 ora ed assumere lontano dai pasti.

    Cataplasmi: per uso esterno. 30-50 grammi di semi polverizzati o farina, come cataplasma caldo umido o compressa calda umida.

    I semi possono anche essere assunti con i pasti liquidi, come ad esempio un passato di verdure, dopo averli bolliti e fatti riposare.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Bisogna assumere i semi di lino per evitare la flatulenza, con sufficiente acqua, iniziando a dosi inferiori, per poi aumentare nel giro di 3-4 giorni.

    Si consiglia di non assumere alla sera prima di andare a dormire per evitare la fermentazione della mucillagine e pertanto la flautulenza.

    Assumere in tutte le occasioni di uso alle dosi raccomandate per evitare scompensi di elettroliti.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Lino più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

  • Liquirizia

    Glycyrrhiza glabra

    Che cosa è la Liquirizia?

    La liquirizia è una pianta di cui si utilizzano le radici e gli stoloni per le proprietà mediche.

    Contiene: saponine triterpeniche, flavonoidi, arilcumarine, benzofurani, solbenoidi, steroli, fitosteroli, amido, saccarosio, mannite.

    Le attività principali riconosciute sono: secretolitica, espettorante, emolliente, antiflogistica, spasmolitica, antisettica e cicatrizzante.

    Perché si usa la Liquirizia?

    Si usa nelle forme catarrali delle vie aeree superiori, nella gastrite e nell’ulcera duodenale.

    La liquirizia è un valido antitussivo. Questo grazie all’attenuazione del riflesso della tosse, grazie alla stimolazione della secrezione salivare.

    Responsabili di queste attività sono le saponine che insieme ai flavonoidi possiedono anche una azione antimicrobica ed antisettica.

    In caso di gastriti e di ulcera gastroduodenale, la liquirizia facilita il processo di cicatrizzazione. È inoltre utile e utilizzata nella profilassi.

    Sempre a livello gastrico le tisane sono bevande leggermente lassative per la presenza di antrachinone. Viene utilizzato anche nel gonfiore epigastrico, la lentezza digestiva, l’aerofagia, il meteorismo. (macerato glicerico)

    La liquirizia ha anche una attività antiinfiammatoria.

    Si deve tener presente che la liquirizia aumenta l’emivita plasmatica di cortisolo e aldosterone. Questa attività può determinare in caso di abusi gli effetti collaterali citati in seguito nell’articolo.

    Come si usa la Liquirizia?

    Infuso: 1,5 grammi di radice contusa in 150 ml di acqua bollente. Infondere per 15 minuti, filtrare e bere una tazza mezz’ora prima dei pasti.

    Polvere: 0,25 per capsula. 1 capsula mezz’ora prima dei pasti.

    Succo: 1,5-3 grammi (ulcera gastroduodenale); 0,5-1 grammo (catarro delle vie aeree).

    Estratto fluido: 5-15 ml (ulcera gastroduodenale-gastrite); 1,5-5 ml (catarri delle vie aeree)

    Estratto secco: titolato in glicerrizina min 4%.

    Tintura madre: 35 gocce, diluite in acqua, 2-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non utilizzare in caso di ipertensione, epatopatie croniche, cirrosi epatica e insufficienza renale.

    Non assumere in gravidanza.

    Non associare al trattamento con i corticosteroidi, contracettivi orali, diuretici tiazidici.

    In caso di assunzione prolungata e associazione con i farmaci citati si può avere ritenzione di acqua e sodio, ipertensione, edemi.

    Si consiglia di non superare mai la dose di 1 grammo di glicerrizina (10 grammi di radice) giornaliera, non superando le 4-6 settimane di terapia continuativa.

    Durante l’assunzione di una terapia a base di liquirizia, seguite una dieta ricca di potassio consumando ad esempio banane ed albicocche secche, evitando il sale

     

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  • Luppolo

    Humulus lupulus

    Che cosa è il Luppolo?

    Il luppolo è una pianta di cui vengono utilizzate infiorescenze femminili per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, resine, eterosidi o flavonoli, calconi, acidi fenilacrilici e fenilcarbonici, tannini.

    Le attività principali riconosciute sono amaro-tonica, digestiva, sedativa, induttrice del sonno, batteriostatica ed estrogenica.

    Perché si usa il Luppolo?

    Si usa negli stati di ipereccitabilità, insonnia di origine nervosa, stati di tensione, menopausa, dispepsia.

    Le proprietà sedative ne consentono l’uso nei problemi di sonno, ansia, agitazione nervosa e dispepsia nervosa. E’ utile come coadiuvante nell’anoressia.

    I coni di luppolo manifestano anche proprietà estrogeniche e pertanto possono essere utilizzati nelle turbe del climaterio e nell’ipersessualità maschile (anafrodisiaco, nell’eiaculazione precoce e nella polluzione notturna).

    In menopausa ha dimostrato di ridurre i classici sintomi, tra cui le vampate di calore.

    Per uso esterno le pomate al 30% sono utilizzate per le piaghe da decubito

    In pediatria puo’ essere utilizzato per favorire il riposo notturno.

    Come si usa il Luppolo?

    Infuso: 0,5-1 grammo in 150 ml di acqua bollente, lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere 2-3 tazze al giorno anche prima di coricarsi.

    Polvere: 200 mg per capsula 3 volte al giorno.

    Estratto secco: 100-200 mg al giorno di 1-3 assunzioni

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Per la presenza di sostanze estrogeniche l’uso è sconsigliabile per le donne in gravidanza, durante l’allattamento e nell’infanzia.

    Può determinare reazioni allergiche in persone sensibili.

    Non somministrare in concomitanza con farmaci antidepressivi e con il tamoxifene.

     

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  • Integratore maca

    Lepidium peruvianum

    Che cosa è la maca?

    La maca è una pianta di cui si utilizza la radice per le proprietà mediche. 

    Contiene: aminoacidi essenziali, sali minerali, vitamine, carboidrati, acidi grassi e fibre, alcaloidi e steroli. 

    Le attività riconosciute sono: rinvigorente ed energizzante. 

    A cosa serve la maca?

    Si utilizza in caso di astenia, stanchezza fisica ed intellettuale, calo del desiderio sessuale.

    Utilizzata già dalle tribù precolombiane come ricostituente anche sessuale sia negli uomini che negli animali, oggi trova utilizzo per rinvigorire, in caso di stress e stanchezza l’organismo, anche degli sportivi, ove gli amminoacidi aiutano a migliorare la massa muscolare e la resistenza allo sforzo fisico.

    Per la ricchezza di vitamine (A, C e del complesso B) e di minerali (calcio, ferro e zinco) viene consigliata nei soggetti anemici o anche a chi deve compensare il deficit dei nutrienti (diete vegetariane).

    La presenza di alcaloidi e steroli permette di riequilibrare il sistema ormonale e pertanto viene somministrata per favorire la fertilità maschile e femminile. 

    Come si usa la maca?

    La dose giornaliera varia da 5 a 20g di radice essiccata (o farina), al giorno.

    Estratto secco: 800-1000 mg estratto secco in compresse o capsule da assumere ai pasti principali.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    In caso di sovradosaggio e trattamenti prolungati puo’ provocare bruciori di stomaco, mal di testa, insonnia, tachicardia, nausea, crescita di brufoli.

    Controindicata durante la gravidanza e l’allattamento.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di maca più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Maggiorana

    Origanum majorana 

    Che cosa è la Maggiorana?

    La maggiorana e’ una pianta della famiglia delle lamiacee. Si utilizzano le sommità fiorite e le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, flavonoidi, eterosidi fenolici, saponosidi, minerali e vitamine.

    Le attività principali riconosciute sono aromatizzante ed eupeptica, neurotonica ed antispasmodica.

    Perché si usa la Maggiorana?

    Si usa in caso di turbe digestive, affezioni bronchiali, distonia neurovegetativa.

    Il sapore amaro e’ alla base delle proprietà digestive. La sua azione espettorante e’ utile anche in caso di rinofaringiti, riniti, sinusiti, dove viene manifestata anche una attività immunostimolante.

    La pianta trova indicazione di uso anche negli stati ansioso depressivi, nei disturbi del sonno, nell’emicrania o nel mal di testa di origine nervosa.

    Per uso esterno i suffimigi possono essere usati per il raffreddore e per l’igiene della bocca, come i gargarismi.

    Come si usa la Maggiorana?

    Infuso: 1 o 2 cucchiai in 250 ml di acqua: 1 o 2 tazze a giorno. Da bere caldo senza zuccherare per trattare i disturbi digestivi.

    Olio essenziale: 1 goccia su una compressa neutra 1-3 volte al giorno prima dei pasti

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno lontano dai pasti.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Usare con cautela nei bambini.

    L’olio essenziale deve essere usato alle dosi raccomandate in quanto per dosaggi elevati puo’ provocare ematuria.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Maggiorana più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Estratto di magnolia

    Magnolia officinalis

    Che cosa è la magnolia?

    La magnolia è una pianta di origine asiatica, di cui si utilizzano le pigne e la corteccia per le proprietà fitoterapiche.

    E’ una pianta già conosciuta dalla medicina cinese nella sua lunga tradizione.

    Contiene: composti fenolici tra cui il magnololo e l’onochinolo

    Le sue proprietà sono: antiossidante e antinfiammatoria.

    Perché si usa la magnolia?

    Si usa per trattare principalmente ansia e stress

    Questa attività è dovuta all’onochiolo, che recentemente ha ricevuto approfondimenti dalla comunità scientifica.

    Oggi sembra che il meccanismo di azione sia simile a quello delle benzodiazepine come modulatore del recettore GABA. Tuttavia, rispetto ad i farmaci i costituenti mostrano una attività ansiolitica comparabile ma una inferiore attività calmante.

    Oggi la tradizione cinese che ha utilizzato in passato la magnolia per i disturbi respiratori e per le infezioni urinarie e gastrointestinali, utilizza questa pianta anche per alleviare gli stati di tensione di origine nervosa.

    Alla magnolia vengono accreditate anche proprietà antiossidanti, antimicrobiche. Viene utilizzata in preparati topici ad esempio per l’acne del viso in quanto sembra che debelli l’origine batterica della patologia, responsabile delle papule e delle pustole acneiche.

    Recentemente le proprietà topiche della magnolia sono state utilizzate nei collutori per l’igiene orale.

    I gemmoderivati invece trovano principalmente impiego nelle disbiosi intestinali, principalmente dovuti ad origine nervosa.

    Come si usa la magnolia?

    Estratto secco in polvere ed in compresse: da 250 a 750 titolato al 1-2%. 5-25 mg se titolato al 50%

    Macerato glicerico:50 gocce diluite in acqua, due volte nell'arco della giornata.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non utilizzare in gravidanza ed allattamento.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di magnolia più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

  • Malva

    Malva sylvestris

    Che cosa è la Malva?

    La malva è una pianta di cui vengono utilizzati i fiori e le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene flavonoidi, mucillagini, zuccheri come ingredienti principali.

    Le attività principali riconosciute sono emolliente, antiinfiammatoria, bechica.

    Perché si usa la Malva?

    Si usa come blando lassativo, in caso di bronchite e tosse, nelle dermatiti.

    L’attività emolliente è dovuta essenzialmente alle mucillagini che esercitano una azione lenitiva sulle mucose infiammate. Sin dall’antichità viene riconosciuta la sua azione di regolatore intestinale e detossificante. Pertanto è indicata per combattere la stitichezza negli adulti e negli anziani.

    Ai fiori invece è dovuta l’azione espettorante e calmante della tosse. Lenisce in aggiunta le mucose bronchiali.

    Le sono riconosciute anche attività immunomodulanti.

    Per uso esterno la malva ha una azione lenitiva ed antinfiammatoria, astringente. La rende indicata oltre che per le mucose irritate, anche per le gengive sanguinanti.

    Viene utilizzata in caso di dermatite, contro il prurito, ma anche a livello dell’occhio in decotto in caso di congiuntivite o affaticamento oculare.

    Come si usa la Malva?

    Infuso foglie: 2 cucchiai per tazza di acqua calda. Assumere più volte al giorno

    Infuso fiori: 1 cucchiaio per tazza di acqua calda. Assumere più volte al giorno

    Estratto secco: 100-250 mg per capsula. 1-3 al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    Uso esterno : decotto al 5% come gargarismi o all’1,5% come collutorio.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non somministrare in associazione ad altri farmaci: le mucillagini potrebbero diminuirne l’effetto.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Malva più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Matricaria Chamomilla

    Matricaria camomilla

    Che cosa è la Matricaria Chamomilla?

    La camomilla è una pianta di cui si utilizzano i fiori essiccati per le proprietà mediche.

    Esistono diversi tipi di camomilla: selvatica, anthemis nobilis, romana, anthemis tinctoria. 

    Contiene: flavonoidi (eupatuletina, quercimetrina), cumarine, mucillagine, olio essenziale, acidi organici come l’acido salicilico. 

    Le attività riconosciute sono: sedativa, calmante ipoglicemizzante. 

    A cosa serve la Matricaria Chamomilla?

    Si utilizza per trattare gli spasmi intestinali, la digestione, la flatulenza, per favorire il rilassamento. Per uso esterno per trattare gli stati irritativi della pelle. 

    La camomilla nella percezione comune è ricordata come un sedativo. Questa proprietà è diversa dalle altre erbe in quanto la camomilla, non possiede le medesime proprietà ipnotiche, ma principalmente possiede proprietà antispasmodiche che favoriscono il rilassamento in particolare in caso di tensione nervosa e ansia.

    L’attività miorilassante, ed antiinfiammatoria viene sfruttata per diverse occasioni di uso quali, i dolori mestruali, la sindrome dell’intestino irritabile, i disturbi dell’apparato digerente quali dolori di stomaco, gli spasmi intestinali, le eruttazioni e la flatulenza. 

    Le proprietà antiinfiammatorie presenti grazie all’olio essenziale (azulene e alfa bisabololo), ne consentono per uso esterno, l’efficacia nelle congiuntiviti, riniti, irritazioni del cavo orale, gengiviti, infiammazioni genitali, dermatiti e ferite. 

    Le preparazione in tisane, favoriscono la digestione e riducono la presenza dei gas intestinali.

    Può essere utilizzata anche per le sue proprietà antiflogistiche per il mal di denti, di testa, per la sciatica e la cervicale. Questo grazie alla presenza di acido salicilico. 

    Studi recenti, mostrano anche la capacità di ridurre la glicemia o l’effetto ipoglicemizzante. 

    Come si usa la Matricaria Chamomilla?

    Infuso: 1 cucchiaio di fiori essiccati una tazza di acqua. Versare i fiori in acqua bollente Infondere per 5 minuti, filtrare e bere in caso di tensione nervosa, cattiva digestione e crampi allo stomaco.

    Impacchi con compresse di garza sterile imbevute di infuso, per occhi stanchi, arrossati. Per la pulizia delle ferite. (Per uso esterno).

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in concomitanza con farmaci anticoagulanti.

    La presenza di lattoni sesquiterpenici, può favorire rari fenomeni allergici.

     

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  • Maqui

    Che cosa è il Maqui?

    I macqui è il frutto di una pianta: Aristotelia chilensis orginaria del Sud America.

    Contiene antocianine e flavonoidi, calcio, ferro e potassio, ma soprattutto le vitamine E (antiossidante e utile per la cura dei capelli), l'acido ascorbico e l'acido pantotenico. Le sue proprietà sono principalmente antiossidanti e simili agli altri frutti rossi quali il ribes, l’acai ed il goji. È riconosciuta tra le piante da potere maggiormente antiossidante. 

    Perché si usa il Maqui? 

    Le proprietà antiossidanti si traducono nella difesa cellulare dai radicali liberi e dall’invecchiamento. Viene utilizzato per prevenire la formazione delle rughe e la caduta dei capelli, ma anche per la prevenzione dell’ischemia.

    Le proprietà antiossidanti della pianta sono dovute essenzialmente alla presenza di antocianine.

    Viene utilizzato anche nelle infiammazioni delle mucose orali e delle alte vie respiratorie, soprattutto ne consigliamo l’uso durante l’inverno per prevenire e combattere l’influenza.

    Infine segnaliamo che il Maqui viene oggi raccomandato anche nelle diete dimagranti, in particolare per le capacità di bruciare i grassi. 

    Come si usa il Maqui? 

    L’integrazione può essere assunta attraverso il succo, e gli integratori in capsule, pastiglie, tavolette che contengono l’estratto liofilizzato.

    Consigliamo pertanto di attenersi alle dosi raccomandate dal produttore. 

    A cosa bisogna fare attenzione? 

    Può provocare stipsi.

    Non associare a trattamenti farmacologici per la cura del colesterolo. L’integrazione potrebbe aumentarne gli effetti.

    Non utilizzare in gravidanza, se non dopo il consiglio del medico.

    Tra gli integratori raccomandiamo: Kos Maqui estratto secco.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Maqui più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Melitotus Officinalis

    Melitotus officinalis

    Che cosa è il Melitotus Officinalis?

    Il melitoto e’ una pianta di cui si utilizzano le sommità fiorite e le foglie per le proprietà mediche. 

    Contiene: saposinidi, tannini, acidi fenoli.

     Le attività riconosciute sono: antispasmodica, digestiva, sedativa, astringente, antiedemigena. 

    A cosa serve il Melitotus Officinalis?

    Si usa nell’insufficienza veno-linfatica, nei disturbi digestivi di origini nervosa, nelle turbe minori del sonno. 

    Il melitoto trova largo uso nell’insufficienza veno linfatica. Deve la sua attività per la presenza di melitoside, che contribuisce alla formazione di cumarina. La cumarina è in grado di aumentare l’ossigenazione tissutale, grazie al miglioramento del microcircolo. Questo in pratica si traduce in un aumento della resistenza capillare, una diminuzione della permeabilità vascolare, un miglioramento del ritorno venoso e della circolazione linfatica.

    Le indicazioni terapeutiche pertanto più importanti sono: insufficienza venosa cronica, emorroidi, varici, profilassi della trombosi

    Altre occasioni di uso del melitoto sono nelle cefalee, come digestivo, nell’insonnia di bambini ed anziani.

     A livello topico il melitoto manifesta le proprietà astringenti. Può essere utilizzato per lavaggi di ferite, piaghe ed ulcere. Pomate possono essere utilizzate in caso di reumatismi alle articolazioni. E’ utile anche in caso di contusione ed ematomi. L’acqua distillata di melitoto invece e’ una lozione rinfrescante per pelli secche e stanche. 

    Come si usa il Melitotus Officinalis?

    Infuso: 1-2 cucchiai per tazza di acqua bollente; in fuso per 5 minuti; 3-4 tazze al giorno.

    Polvere: 100-200 g per capsula

    Estratto secco: 1 capsula 2 volte al giorno, assumere lontano dai pasti.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    In caso di abuso si può riscontrare un leggero effetto narcotico (nausea e cefalee). Per la presenza di cumarine si raccomanda di non utilizzare il prodotto in associazione di anticoagulanti e aspirina.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Melitotus Officinalis più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Melissa

    Melissa officinalis

    Che cosa è la Melissa?

    La melissa è una pianta di cui viene utilizzata la foglia per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, flavonoidi, acidi fenolici.

    Le attività principali riconosciute sono sedativa del sistema nervoso, spasmolidica, stomachica, carminativa, coleretica.

    Perché si usa la Melissa?

    Si usa in caso di dolori di origine nervosa: mal di testa, spasmi gastro intestinali, stati di ansia, palpitazioni, insonnia, tensione nervosa premestruale, dispepsia, aerofagia, flatulenza.

    All’olio essenziale di devono le proprietà antispasmodiche e sedative della pianta.

    Il suo uso è particolarmente indicato in caso di nevrosi gastrica, ossia nei disturbi gastrici di origine psicosomatica. Efficace anche in soggetti sovrappeso con tendenza bulimica e in tutte le forme di somatizzazione a livello gastrico.

    Nei bambini viene utilizzato per trattare le coliche infantili e nelle donne il vomito gravidico.

    Per uso esterno la melissa si è dimostrata efficace nel trattare l’herpes labialis, riducendo i sintomi e abbreviando il decorso della malattia.

    Come si usa la Melissa?

    Infuso: 1,5-4 gr di foglie per tazza di acqua calda. 1-3 tazze a giorno. Infusione di 5 minuti.

    Succo fresco: 1 cucchiaio 3 volte al giorno.

    Acqua di melissa: 6 cucchiai al giorno

    Polvere: 100-200 mg per capsule

    Estratto secco: 300-600 mg al giorno

    Estratto fluido: 2-4 ml, 1-3 volte al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno lontano dai pasti.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Se ne sconsiglia l’impiego in soggetti con problemi alla tiroide ed in trattamento con ormoni tiroidei.

    Assumere l’olio essenziale alle dosi raccomandate, per evitare fenomeni di torpore.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Melissa più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Menta

    Mentha piperita

    Che cosa è la Menta?

    La menta è una pianta di cui si utilizzano le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, tannini, flavonoidi, triterpeni.

    Le attività principali riconosciute sono: spasmolitica, analgesica carminativa, coleretica, antisettica e antiinfiammatoria

    Perché si usa la Menta?

    Si usa per disturbi gastro intestinali e delle vie biliari, flogosi delle vie aeree superiori.

    La maggior parte delle azioni della pianta è dovuta alla presenza di mentolo.

    L’assunzione della tisana di menta apporta notevoli benefici terapeutici: allevia gli spasmi intestinali e delle vie biliari, migliora la dispepsia, la sindrome dell’intestino irritabile.

    In associazione, con finocchio, melissa e camomilla gli effetti sull’apparato digestivo risultano potenziati.

    La menta è utilizzata con successo anche per combattere la nausea, sia in gravidanza, sia post chirurgica.

    L’olio essenziale di menta piperita, viene utilizzato per la cefalea, il raffreddore, le eruzioni cutanee, i dolori muscolari, reumatici e nevralgici.

    L’uso di olio essenziale limita gli spasmi durante l’endoscopia

    L’uso dell’olio essenziale è anche utilizzato per le vaporizzazioni, aspirate attraverso il naso cercando di avere il contatto con gli occhi. È utile come antisettico, espettorante, calmante della tosse.

    L’uso topico dell’olio essenziale è valido per il prurito (0,1-1%) e per l’effetto antisettico per il cavo orale.

    Piccole quantità di olio essenziale al 10%, massaggiate a livello delle tempie allevia il mal di testa e la tensione nervosa.

    Può essere utilizzato anche come analgesico, antireumatico per i dolori muscolari (1,25-16%)

    L’olio essenziale (0,1-1%) se applicato sulla pelle, ha un effetto anestetico e determina una sensazione di freddo.

    Come si usa la Menta?

    Infuso: da 1-5 grammi per tazza di acqua bollente, dopo infusione di 15 minuti, filtrare e bere una tazza dopo i pasti principali. È possibile addolcire la bevanda con il miele.

    Polvere: 0,25 grammi per capsula. 1 capsula dopo i pasti.

    Estratto fluido: 1-2 grammi prodose (1 grammo=43 gocce)

    Olio essenziale: 1-3 gocce dopo i pasti principali. (per disturbi digestivi); fino a 0,2, 0,4 ml in caso di colon irritabile.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Nei soggetti con ulcera gastro duodenale, reflusso gastroesofageo, ernia iatale, la menta può portare ad aumento della secrezione gastrica, per cui non è raccomandabile.

    Per la presenza di tannini l’uso continuativo non è raccomandato in soggetti con stipsi, anemia.

    L’uso prolungato di menta può provocare insonnia.

    Non utilizzare durante la gravidanza e l’allattamento ed in bambini con età inferiore ai 4 anni.

    L’olio essenziale è sconsigliato in soggetti con calcoli delle vie biliari, infiammazione della colecisti, malattie epatiche.

    È necessario attenersi SOLO alle dosi raccomandate, senza superarle!

    A dosaggi elevati l’olio essenziale può provocare bruciori di stomaco, bradicardia, tremori muscolari e fenomeni allergici dovuti al mentolo.

    È controindicata la somministrazione di oli essenziali di mentolo in soggetti con favismo, anche per via topica.

    L’olio essenziale di menta altera la biodisponibilità della ciclosporina, agente immunosoppressore somministrato nei trapiantati di organo.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Menta più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Miglio

    Panicum miliaceum

    Che cosa è il Miglio?

    Il miglio è una pianta di cui si utilizza il frutto (cariosside) per le proprietà mediche.

    Contiene: saccaridi, saponine, acidi grassi, steroli, glicosidi, alcaloidi, eicosanoidi, glucosidi, aminoacidi e resine

    Le attività principali riconosciute sono: mineralizzante e trofica dei tessuti

    Perché si usa il Miglio?

    Si usa come integrazione di Sali minerali e vitamine, per la fragilità delle unghie e dei capelli.

    Il miglio e’ utilizzato in fitoterapia per combattere lo stress, l’astenia, l’anemia, la stanchezza sia fisica che intellettuale.

    Oggi viene utilizzato anche sotto forma di integratore di rallentare la caduta dei capelli, promuovendo la formazione di cheratina. Grazie a questa azione dovuta alla presenza di aminoacidi rinforza le unghie fragili, le ossa e smalto dei denti.

    Il miglio ricordiamo che è un alimento che non contiene glutine e pertanto può’ essere assunto da celiaci.

    Come si usa il Miglio?

    Estratto secco: capsule da 500 mg / 2 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in gravidanza.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Miglio più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Mirtillo

    Vaccinum myrtillus

    Che cosa è il Mirtillo?

    Il mirtillo è una pianta di cui vengono utilizzate le foglie ed i frutti per le proprietà mediche.

    Contiene flavonoidi, tannino, manganese, cromo nelle foglie; antociani, flavonoidi, tannino, vitamine nei frutti

    Le attività principali riconosciute sono:

    -Frutti: antiossidante, antiflogistica, astringente

    -Foglie: ipoglicemizzante, antisettica, astringente.

    Perché si usa il Mirtillo?

    Si usa per:

    -Frutto: nelle turbe della circolazione, couperose, turbe della visione; diarrea, dispepsia cronica fermentativa, dispepsia del lattante, infiammazione della cavità orale

    -Foglie: coadiuvante nella terapia del diabete, astringente (uso esterno)

    La spiccata attività protettrice dei vasi è dovuta alla ricchezza di antociani nei frutti. A livello della circolazione infatti, aumentano la resistenza e diminuiscono la permeabilità capillare. Sono in grado di proteggere la parete vasale in caso di alimentazione iperlipidica.

    L’efficacia a livello del microcircolo si esplica nelle flebopatie, nelle emorroidi anche in gravidanza, nella couperose.

    Contribuiscono inoltre a rallentare il declino della funzione cerebrale.

    Importante è l’impiego in oftalmologia per la vista: gli antociani sono in grado di favorire la rigenerazione della rodopsina e migliorare l’adattamento all’oscurità e alla qualità della visione. Viene prescritto in caso di miopia, retinopatia diabetica, glaucoma e cataratta.

    A livello dell’apparato digerente: Ha una attività protettrice e cicatrizzante nei confronti della mucosa gastrica; viene adoperato per trattare la diarrea (frutto essiccato) e le enteriti.

    Le foglie di mirtillo invece possiedono proprietà ipoglicemizzanti, viene utilizzata per il trattamento di forme lievi di diabete nell’anziano.

    Per uso esterno gli antociani hanno proprietà disarrossanti, lenitive, protettive, antiinfiammatorie, per pelli sensibili, con couperose, secche.

    I frutti sono utilizzati in collutori e dentifrici per le infiammazioni del cavo orale.

    Come si usa il Mirtillo?

    Infuso (Foglie): 1 grammo per tazza di acqua bollente (150 ml); 3 tazze al giorno; per uso esterno: non usare per periodi prolungati.

    Infuso (Frutti): 4 cucchiai di minestra di frutti essiccati per litro di acqua. Far bollire per 10 minuti. Filtrare e bere durante la giornata. Per bambini 1-2 tazze al giorno

    Estratto fluido: 1-2 grammi al giorno (1gr=31 gocce)

    Polvere (frutti): 100-200 mg per capsula; 1 capsula 3 volte al giorno

    Estratto secco contenente 50-120 mg al giorno di antocianine equivalenti a 20-50gr di frutti freschi.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in concomitanza con farmaci anti aggreganti (frutti).

    Assumere composizioni a base di foglie per periodi limitati. Da non utilizzare cronicamente. Non assumere nei pazienti diabetici in trattamento con altri farmaci.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Mirtillo più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Mirto

    Myrtus communis

    Che cosa è il Mirto?

    Il mirto è una pianta di cui vengono utilizzate le foglie e le bacche per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali sia nelle bacche che nelle foglie.

    Le attività principali riconosciute sono aromatizzante, astringente, antisettica.

    Perché si usa il Mirto?

    Si usa per trattare le affezioni bronchiali, la dispepsia.

    Per uso topico: gengiviti, emorroidi e leucorrea.

    L’impiego terapeutico del mirto è legato principalmente all’olio essenziale e ai tannini. L’olio essenziale ha proprietà balsamiche ed antisettiche mentre i tannini hanno proprietà antibatteriche, antimicotiche ed antivirali, per una azione astringente e vasocostrittrice.

    Il mirto è molto utilizzato negli sciroppi e tisane balsamiche.

    L’olio essenziale presenta invece caratteristiche antitussive, espettoranti e disinfettanti per le vie urinarie.

    Per uso esterno bacche e foglie sono utilizzate per le proprietà astringenti e vasocostrittrice sia per le emorroidi sia nei collutori per le mucose orali.

    Viene segnalato ‘impiego dell’infuso anche nella psoriasi e come deodorante. 

    Come si usa il Mirto?

    Infuso :15-30 grammi di foglie essiccate in un litro di acqua, infondere per 10 minuti

    Decotto: Far bollire in 1 litro di acqua 20 grammi di foglie per 5 minuti. Filtrare ed addolcire con il miele.

    Polvere: 1-2 grammi al giorno.

    Olio essenziale: 1 goccia su compresse neutra, 2-3 volte al giorno (solo adulti).

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 2-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Dosi elevate di mirto possono provocare nausea, vomito, depressione.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Mirto più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Muira puama

    Ptychopetalum olacoids

    Che cosa è la Muira puama?

    La Muira-puama è una pianta amazzonica di cui si utilizzano la corteccia ed i rami per le proprietà fitoterapiche.

    Contiene: miscela di esteri, olio essenziale, sostanze amare

    Le proprietà principali sono: stimolante e digestiva, neurotonica, antireumatica e antinevralgica, adattogena.

    Perché si usa la Muira puama?

    Si usa principalmente in caso di impotenza e astenia.

    La Muira-puama nel linguaggio indios significa legno potente. Era utilizzata dalle popolazioni indigene per le proprietà digestive, antireumatiche, antinevralgiche, neurotoniche per migliorare le prestazioni fisiche.

    Oggi viene utilizzata nella formulazione orale per trattare l’impotenza e l’astenia sessuale, ma anche come decotto per bagnare i genitali

    Il meccanismo di azione è dovuto all’azione alfa bloccante e vasodilatatrice di un alcaloide.

    È emerso dagli studi scientifici una attività stimolante a livello del sistema nervoso centrale.

    Come si usa la Muira puama?

    Decotto: 1 grammo per 150 ml di acqua. Bollire per 10 minuti, filtrare e bere 1-2 tazze per 24 ore. Per uso esterno 2-5%.

    Polvere: 0,5 grammo

    Estratto fluido: 10-20 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno

    Tintura madre: 15 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non usare in gravidanza.

    Utilizzare per un trattamento da 1 a tre mesi. Dopo tre mesi sospendere il trattamento per un mese.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Muira puama più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Olea Europaea

    Olea europaea

    Che cosa è l'Olea Europaea?

    L’olivo è una pianta di cui si utilizza la foglia ed i giovani getti per le proprietà mediche.

    Contiene: secoiridoidi, triterpeni e acidi fenoli, sostanze amare, tannini e sali minerali.

    Le attività riconosciute sono: ipotensiva, ipoglicemizzante, astringente.

    Perché si usa l'Olea Europaea?

    Si usa nell’ ipertensione e come coadiuvante nel diabete.

    L’azione terapeutica dell’olivo ipotensivante, diuretica, febbrifuga, ipoglicemizzante è dovuta principalmente all’oleuropeoside.

    Da un punto di vista clinico le foglie di olivo possono essere impiegate per trattare l’ipertensione di grado modesto, ove determinano ipotensione attraverso un’azione vasodilatatoria. I preparati a base di olivo sono ben tollerati e non presentano una azione diretta sul cuore. L’azione vasodilatatrice avviene anche a livello coronarico.

    Inoltre la pianta possiede attività antiaritmica, riduce la viscosità ematica e facilita la diuresi.

    L’effetto ipotensivo compare dopo mezz’ora dall’assunzione. La terapia può essere seguita per un uso prolungato. E’ possibile associarlo ad altre erbe ipotensive incluso il biancospino.

    Tali effetti sono stati dimostrati da diversi studi clinici anche in comparazione ad ace inibitori (captopril), ove il gruppo trattato con olivo ha dimostrato una efficacia nel ridurre i valori pressori diastolici e sistolici e anche dei trigliceridi.

    Recentemente nuovi studi hanno dimostrato una azione sul colesterolo. Questo per la presenza nelle foglie di acidi grassi insaturi.

    Sempre le foglie possiedono attività ipoglicemizzante, pertanto possono essere utilizzate come coadiuvante nel diabete insulino dipendente.

    In gemmoterapia i giovani getti, possiedono una contemporanea azione ipotensivante,, ipocolesteromizzante, ipoglicemizzante.

    Pertanto viene considerata un ottimo rimedio per la prevenzione e cura dell’aterosclerosi.

    Anche nell’anziano, grazie all’attività vasodilatatoria è considerato nel deficit cerebrale nei vuoti di memoria e per migliorare le prestazioni intellettuali.

    Come si usa l'Olea Europaea?

    Infuso: 3-10 grammi per litro.

    Tisana: fare una decozione di 5 minuti di 30 grammi per litro di acqua. Assumere 3 tazze al giorno.

    Apozema: far bollire 20 foglie fresche di olivo in 300 grammi di acqua, ridurre a 200 grammi. Filtrare, dolcificare e bere mattina e sera. Per apozema si intende una tisana che a differenza di quelle conosciute contiene una forte dosi di principi attivi. Per tale motivo deve essere assunta solo dopo consiglio medico.

    Decotto: al 6% per uso topico

    Polvere: 200 mg per capsula: 1-2 capsule 3 volte al giorno.

    Estratto fluido: 3-5 grammi prodie.

    Estratto secco: 1-2 capsule al giorno.

    Macerato glicerico: 50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Si consiglia di assumere l’olivo durante o dopo i pasti, al fine di evitare irritazione gastrica nei soggetti predisposti.

    Fare attenzione all’impiego contemporaneo di farmaci antidiabetici e ipotensivanti.

    Evitare l’assunzione in gravidanza e in allattamento.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Olea Europaea più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Olivello spinoso

    Hippophae rhamnoides

    Che cosa è l'Olivello spinoso?

    L’olivello spinoso è una pianta di vengono utilizzati i semi, le foglie ed i frutti per le proprietà mediche.

    I frutti contengono, vitamina C, flavonoidi, triterpeni, acido malico, proantocianidoli, acidi grassi insaturi (semi).

    Le foglie invece contengono triterpeni e tannini.

    Le attività principali riconosciute sono toniche e vitaminizzanti, corroboranti, astringenti, antiinfiammatorie, epitelizzante e cicatrizzante (olio).

    Perché si usa l'Olivello spinoso?

    Si usa per la prevenzione delle malattie infettive, le deficienze immunitarie, la convalescenza, l’astenia, processi flogistici a carico della mucosa orale (uso topico).

    La ricchezza di vitamina C ne caratterizza gli impieghi. I frutti presentano proprietà toniche e vitaminizzanti e pertanto si utilizzano nelle deficienze immunitarie e nelle malattie infettive, nelle convalescenze e nelle anemie.

    Il consumo regolare di succo di olivello favorisce l’aumento del colesterolo buono (HDL), riducendo i fenomeni ossidativi legati al colesterolo LDL.

    Alla pianta è anche associata una attività antiaggregante piastrinica.

    Come si usa l'Olivello spinoso?

    Infuso: 5 grammi per 100 ml di acqua

    Decotto: 4 grammi in 100 ml di acqua, 1-2 tazzine al giorno (per uso esterno)

    Succo: 20 grammi al giorno

    Sciroppo: 40 grammi al giorno

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Per la presenza di vitamina C se ne sconsiglia l’uso nella calcolosi renale.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Olivello spinoso più adatto a te e le sue modalità di assunzione!  

  • Olmo

    Ulmus campestris

    Che cosa è l'olmo?

    L’olmo è una pianta di cui si utilizzano le gemme e le cortecce, per le proprietà mediche.

    Contiene: tannini, mucillagini, resine, principi amari, sali minerali.

    Le attività principali riconosciute sono: depurativa, sudorifera, diuretica, astringente.

    Perché si usa l'olmo?

    Si usa in caso di affezioni cutanee e malattie reumatiche.

    Oggi l’uso fitoterapico è limitato alla gemmoterapia, in quanto gli altri usi sono considerati desueti.

    Si usa come drenante cutaneo, per le sue proprietà depurative. Regolarizzano la secrezione delle ghiandole sebacee e frenano la seborrea. Viene pertanto utilizzato nelle dermatiti, incluso la dermatite seborroica, l’eczema, l’acne, i foruncoli, l’herpes recidivante.

    Come si usa l'olmo?

    Decozione (corteccia): al 5-10%

    Macerato glicerico: 50 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non ci sono aspetti da segnalare se non rari fenomeni di sensibilità individuale.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di olmo più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Origano

    Origanum vulgare

    Che cosa è l'Origano?

    L’origano e’ una pianta della famiglia delle lamiacee. Si utilizzano le parti aeree per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali e flavonoidi.

    Le attività principali riconosciute sono stomachiche e antispasmodiche, bechiche ed espettoranti.

    Perché si usa l'Origano?

    Si usa in caso di disturbi gastro intestinali e in caso di tossi spasmodiche. Ha una azione stimolante la funzionalità digestiva ed e’ indicato in caso di atonia gastrica ed intestinale con gonfiore, lentezza digestiva, meteorismo, eruttazione, flautulenza.

    Grazie alla sua azione espettorante viene anche utilizzato nelle affezioni bronchiali. Questa azione insieme a quella antispasmodica e’ anche utile nella pertosse e nelle tracheiti da fumo di sigaretta.

    E’ anche usata grazie alle sue proprietà antimicrobiche per disinfettare ferite e lesioni cutanee. Sempre per uso topico e’ usato per i gargarismi della gola e per il prurito della pelle.

    Come si usa l'Origano?

    Infuso: 1,5 gr per tazza di acqua calda. 3 tazze al giorno tra i pasti (antispasmodico)

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno lontano dai pasti.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Controindicato durante la gravidanza e l’allattamento. L’olio essenziale non deve essere usato in concentrazioni superiori all’1% in quanto caustico per le mucose e tossico per il fegato.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Origano più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Ortica

    Urtica urens

    Che cosa è l'Ortica?

    L’ortica è una pianta di cui si utilizza la pianta intera, per le proprietà mediche.

    Contiene: composti minerali, quali sali di calcio e potassio, silice; clorofilla, derivati dell’acido caffeico, flavonoidi, vitamine, secretina (parte aerea); polisaccaridi, lecitina steroli e tannini (radice); proteine, mucillagine e olio grasso (frutti).

    Le attività principali riconosciute sono: diuretica, depurativa, antiinfiammatoria, tonico stimolante.

    Perché si usa l'Ortica?

    Si usa in caso di infiammazioni delle vie urinarie, prevenzione e trattamento della litiasi renale, gotta, coadiuvante dei dolori alle articolazioni, ipertrofia prostatica, ricostituente, dermatite seborroica.

    Le attività dell’ortica possono essere riassunte nelle seguenti: antiinfiammatoria, tonica, diuretica.

    È stata una pianta largamente utilizzata nella medicina popolare nei secoli passati.

    Oggi la clinica si è concentrata su alcune azioni tra cui sull’ipertrofia prostatica (radice) dimostrando la riduzione dei volumi della ghiandola, a cui i associa l’effetto antinfiammatorio e antiedemigeno.

    Le foglie e le sommità fiorite, invece sono utilizzate per la ricchezza in minerali (ferro, calcio, silicio), come remineralizzante, ricostituente ed antianemico (per la presenza di clorofilla).

    Ai tannini si attribuisce l’azione astringente a livello intestinale, ed alla secretina, l’azione normalizzante la flora intestinale.

    Le proprietà diuretiche si manifestano già durante il consumo alimentare. Questa azione si sfrutta oggi nelle malattie reumatiche, nella gotta, nell’iperuricemia, nella litiasi renale e nella renella.

    L’azione depurativa invece trova indicazioni delle dermatosi come l’acne e la dermatite seborroica.

    Studi clinici hanno dimostrato una azione antiinfiammatoria sui livelli sierici di proteina C reattiva per controllare glia attacchi di artrite (50 grammi die di foglie cotte + 50 mg di diclofenac hanno una efficacia simile a 200 mg di diclofenac). Permette pertanto una riduzione dell’assunzione di farmaci.

    I semi di ortica invece hanno proprietà diuretiche e emmenagoghe. Sono ricchi di lipidi e di grassi insaturi, fitostimoline e fitormoni. Oggi vengono raccomandati nelle astenie.

    Per uso esterno l’ortica in soluzione alcolica, viene utilizzata nei dolori reumatici, nelle nevralgie, nelle lombosciatalgie, nelle tendiniti. L’applicazione topica provoca iperemia.

    La pianta fresca (succo di tintura madre) trova impiego come tonificante e stimolante del cuoio capelluto, contro la seborrea e la caduta dei capelli. 

    Come si usa l'Ortica?

    Infuso (parti aeree a radici): 3-4 cucchiaini in una tazza di acqua bollente, filtrare dopo 10 minuti. Assumere 3-4 tazze al giorno. Uso esterno: decotto al 5%

    Decotto (frutti): 2-4 grammi di droga frantumata in una tazza di acqua fredda, portare ad ebollizione, lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare

    Succo della pianta fresca: un cucchiaio di minestra 2 volte al giorno per 4-6 settimane.

    Polvere (radice): 1 grammo per capsula, 3-4 capsule al giorno.

    Estratto secco (radice): 1-2 capsule al giorno

    Estratto fluido: al 40% 15 ml al giorno

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Uso esterno: soluzioni al 10% di tintura madre.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Può causare raramente sintomi gastro intestinali minori. Il contatto con la pianta fresca può portare ad irritazioni cutanee e prurito.

    Da non utilizzare in caso di scompenso cardiaco e renale.

    I frutti per l’azione emmenagoga non possono essere usati in gravidanza.

     

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  • Palmetto

    Serenoa Repens

    Che cosa è il Palmetto?

    Il palmetto è una pianta di cui si utilizzano i frutti per le proprietà mediche.

    Contiene: olio grasso contenente fino al 70% di acidi grassi liberi; acido caffeico, cloragenico, antranilico, polisaccaridi, flavonoidi, tannini

    Le attività principali riconosciute sono: antiandrogenica, antiestrogenica.

    Perché si usa il Palmetto?

    Si usa nell’ipertrofia prostatica benigna nelle fasi 1 e 2.

    Il trattamento a base di serenoa repens è oggi riconosciuto efficace per trattare le turbe dell’apparato urinario nell’uomo affetto da ipertrofia prostatica. In particolare la pianta agisce sui sintomi della patologia.

    Il meccanismo di azione coinvolge:

    1. L’inibizione dell’enzima alfa testosterone reduttasi, che blocca la trasformazione di testosterone in diidrostestosterone, Il diidrotestosterone è il responsabile della stimolazione proliferativa della ghiandola prostatica.

    2. L’antagonismo dei recettori alfa adrenergici consente di inibire anche gli estrogeni.

    3. L’inibizione della ciclossigenasi responsabile dell’attività antinfiammatoria.

    Pur non modificando il volume della ghiandola prostatica ed il PSA, il palmetto migliora i sintomi dell’ipertrofia prostatica come la pollachiuria, disuria, nocturia, pesantezza pelvica.

    Tali risultati sono stati validati da molteplici studi clinici condotti su un ampio numero di pazienti. Tali studi hanno mostrato non solo dati significativi sui sintomi, ma in particolare di valore pressoché simile alla finasteride nell’efficacia e migliore in merito alla tollerabilità.

    Segnaliamo in ultimo l’suo della pianta nell’alopecia androgenetica (caduta dei capelli) per l’azione inibente ‘enzima 5 alfa reduttasi.

    Come si usa il Palmetto?

    Tintura madre: 25 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Estratto lipido sterolico: 160 mg per 2 volte al giorno subito dopo i pasti principali per almeno 3 mesi.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Si consiglia di assumere le preparazioni a stomaco pieno.

    Gli effetti collaterali sono rari e riguardano principalmente la sfera gastrica (disturbi, nausea, cefalea).

    Non assumere in concomitanza con farmaci anticoagulanti.

    Sono segnalati rari casi di perdita di libido e di disturbi sessuali (eiaculazione), ma molto meno frequenti dei farmaci per l’ipertrofia prostatica come la finasteride ed il tamsulosin.

    Non usare in gravidanza, allattamento ed in età pediatrica. 

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Palmetto più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Papavero

    Papaver rhoeas

    Che cosa è il Papavero?

    Il papavero è una pianta di vengono utilizzati petali per le proprietà mediche.

    Contiene alcaloidi, glicosidi, mucillagine. Olio grasso (semi)

    Le attività principali riconosciute sono sedative, antispasmodiche, bechiche, emolliente

    Perché si usa il Papavero?

    Si usa per trattare l’insonnia, come calmante e analgesico, disturbi e affezioni a carico delle vie respiratorie.

    La pianta è un blando sedativo ed un antitussivo. Nei petali sono presenti scarse quantità di alcaloidi: alla roeadina sono attribuite le proprietà.

    È consigliato nelle turbe minori del sonno. La sua azione sedativa e’ assente da effetti collaterali.

    Preparati a base di papavero o rosolaccio, sono utilizzati per favorire il sonno negli adulti e nei bambini.

    La sua attività bechica ne consente l’uso non solo per calmare la tosse, la pertosse, ma anche nelle bronchiti catarrali, nelle forme influenzali e febbrili.

    Per uso esterno viene impiegato come lenitivo per pelli arrossate e irritate.

    Come si usa il Papavero?

    Infuso: un pizzico di fiori per tazza di acqua bollente, 3-4 tazze al giorno o una tazza prima di coricarsi.

    Estratto fluido: 1-10 grammi pro die (1gr=37 gocce)

    Tintura madre: 20 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non utilizzare insieme ad altri farmaci sedativi.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Papavero più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Orthosiphon Stamineus

    Orthosiphon stamineus

    Che cosa è l' Orthosiphon Stamineus?

    L’orthosiphon o tè di Giava è una pianta di cui si utilizza lo stelo fogliato per le proprietà mediche.

    Contiene: Sali di potassio, olio essenziale, composti fenolici, cromeni.

    Le attività riconosciute sono: diuretica, colagoga, ipocolesteromizzante, depurativa epato-renale.

    Perché si usa l'Orthosiphon Stamineus?

    Si usa nella cistite, nefrolitiasi, lieve insufficienza epatica, trattamento coadiuvante dell’ipertensione, ipercolesterolemia.

    L’orthosiphon viene usato per aumentare la diuresi nelle malattie batteriche e di natura infiammatoria delle vie urinarie. Oggi è considerato coadiuvante nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie.

    La foglia aumenta l’escrezione urinaria di acido urico, urea e dei cloruri. Viene pertanto utilizzata nella renella, nella fosfaturia e nella nefrolitiasi. Viene utilizzato anche per il trattamento della gotta.

    La tisana assunta giornalmente facilita l’eliminazione delle scorie.

    L’aumentata escrezione di cloruri, urea e cataboliti, va ad influenzare la dissoluzione dei depositi di derivati del colesterolo e pertanto viene utilizzata anche nell’ipercolesterolemia.

    Per l’azione diuretica, viene utilizzato nell’ipertensione e nelle diete dimagranti.

    Le foglie in aggiunta hanno anche attività colagoga e pertanto vengono indicate anche per ottenere un blando incremento della funzionalità epatica.

    Buoni sono i risultati nei pazienti con malattie reumatiche ed artritiche ove l’orthosiphon per somministrazioni prolungate ottengono una azione depurativa, antiinfiammatoria.

    Infine segnaliamo che il tè di Giava è dotato di proprietà ipoglicemizzanti.

    Come si usa l'Orthosiphon Stamineus?

    Polvere: 2,5gr per tazza di acqua calda, infondere per 15-20 minuti, più tazze al giorno.

    Estratto fluido: 0,5-3 grammi al giorno (1 grammo=30 gocce).

    Estratto secco: 1-3 capsule al giorno, lontano dai pasti, assumere con acqua.

    Tintura madre: 50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    È opportuno durante la terapia, bere molto.

    Prestare attenzione alla contemporanea assunzione di diuretici.

     

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  • Partenio

    Tanacetum parthenium

    Che cosa è il Partenio?

    Il partenio o camomilla bastarda è una pianta di cui si utilizzano le parti aeree per le proprietà fitoterapiche.

    Contiene: Lattoni sesquiterpenici, olio essenziale, flavonoidi.

    Le proprietà principali sono: inibitorie verso sostanze endogene vasoattive.

    Perché si usa il Partenio?

    Si usa principalmente in caso di emicrania.

    Il partenio è stato usato dalla medicina popolare per le proprietà febbrifughe ed emmenagoghe.

    Solo nel 1988 grazie ad una pubblicazione sulla autorevole rivista Lancet, si dimostrò l’efficacia del partenio in capsule in soggetti con emicrania. In particolare si dimostrò la capacità di controllare intensità, frequenza, durata.

    Il meccanismo di azione è addebitato alla capacità di inibire la secrezione di serotonina.

    Dagli studi clinici è stata dimostrata una attività ipotensiva e antispasmodica e tranquillante. Assunta la sera favorisce il riposo notturno.

    La pianta trova uso anche nel trattamento dell’artrite reumatoide, in particolare nelle forme dolorose. L’azione è dovuta alle proprietà antinfiammatorie e analgesiche della pianta.

    Utilizzato anche nella dismenorrea come emmenagogo.

    Per uso esterno viene utilizzato come antisettico nel trattamento di ferite, contusioni e come collutorio.

    Come si usa il Partenio?

    Polvere: 85 mg per capsule

    Estratto secco: titolato in partenolide al 0,5%, in base alle indicazioni del produttore.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-2volte al giorno. Trattamento di 3 settimane al mese.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    La somministrazione anche se raramente può causare problemi gastrointestinali quali acidità, nausea, diarrea, flatulenza. Ci sono stati anche fenomeni di alterazione del ciclo mestruale, palpitazioni, eruzioni cutanee e aumento di peso.

    Non assumere in caso di gastrite o ulcera.

    Non assumere in concomitanza di farmaci anticoagulanti come l’aspirina.

    Non assumere prima di un intervento chirurgico: sospendere 2 settimane prima

    Non associare insieme ad altri farmaci antiemicranici.

    Se ne sconsiglia l’uso in gravidanza, durante l’allattamento e in età pediatrica.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Partenio più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Passiflora

    Passiflora incarnata

    Che cosa è la Passiflora?

    La passiflora è una pianta di cui si utilizza la pianta per le proprietà mediche.

    Contiene: alcaloidi indolici, flavonoidi, maltolo, acidi fenoli, cumarine, fitosteroli, olio essenziale.

    Le attività principali riconosciute sono: sedativa e antispasmodica.

    Perché si usa la Passiflora?

    Si usa nelle turbe del sonno e nell’ansia.

    L’impiego della pianta trova uso in caso di agitazione, nervosismo ed irritabilità.

    Può risolvere l’insonnia sia negli adulti che nei bambini. Negli adulti è indicata se l’insonnia è causata da agitazione, stress, ovvero quando l’insonnia è provocata da un eccessivo lavoro intellettuale in soggetti ansiosi e stressati. Efficace anche nelle donne in menopausa.

    La passiflora provoca un sonno fisiologico ed un risveglio rapido, senza provocare depressione o stordimento al risveglio.

    In merito all’ansia, l’assunzione giornaliera è valida anche per controllare i sintomi quali la tachicardia e i disturbi gastrici di origine nervosa.

    La passiflora è efficace anche nei sintomi mentali in pazienti in trattamento di disintossicazione da oppiacei.

    I preparati a base di passiflora sono utili anche nei bambini ipercinetici e anoressici. Contribuisce ad influenzare favorevolmente l’equilibrio psicofisico e l’aumento del peso.

    Gli studi clinici in comparazione alle benzodiazepine hanno dimostrato una efficacia della passiflora nel controllo dell’ansia, un miglior rendimento al lavoro (concentrazione) ed una migliore tollerabilità.

    Come si usa la Passiflora?

    Infuso: 2 grammi di droga in una tazza di acqua calda. Infondere per 10 minuti, bere più tazze al giorno.

    Polvere: 200-500 mg per compressa; da 0,5 a 2 grammi al giorno.

    Estratto secco: 2 capsule 1-3 volte al giorno. Si consiglia di suddividere in 2 o 3 somministrazione di cui l’ultima 30 minuti prima di dormire.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno, oppure 40 gocce alla sera.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Si consiglia di non associare l’assunzione con quella di farmaci sedativi.

    Non assumere insieme ad antidepressivi e anticoagulanti.

     

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  • Peonia

    Paeonia officinalis

    Che cosa è la Peonia?

    La Peonia è una pianta di cui si utilizza la radice ed i fiori, per le proprietà mediche.

    Contiene: paenolo, olio essenziale, amido (radice); antociani, tannini (fiori).

    Le attività principali riconosciute sono: antispasmodica e sedativa

    Perché si usa la Peonia?

    Si usa in caso di tosse spasmodica, fistole, ragadi anali, emorroidi per uso topico.

    In passato è stata utilizzata per l’epilessia per le proprietà sedative e antispasmodiche.

    Oggi la radice si usa per gli stati di agitazione ed ansia, nelle nevralgie e nell’emicrania.

    I fiori vengono utilizzati per l’azione antispasmodica e antitussiva.

    Viene pertanto utilizzata nelle tossi ribelli (5-10 gocce di tintura al giorno) e nella pertosse.

    Con i fiori di peonia si preparano anche formulazioni topiche per le emorroidi, le fistole e le ragadi anali.

    Come si usa la Peonia?

    Infuso (fiori): 1 grammo di droga per tazza di infuso.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Dosaggi elevati possono causare gastroenteriti, vomito, diarrea.

    Si sconsiglia l’uso della radice in gravidanza.

     

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  • Peperoncino

    Capsicum annuum

    Che cosa è il Peperoncino?

    Il peperoncino è una pianta di cui si utilizzano i frutti maturi per le proprietà mediche.

    Contiene: carotenoidi, amidi acidi, saponosidi sterodici, flavonoidi, albumine e vitamine.

    Le attività principali riconosciute sono: iperemizzante, carminativa, eupeptica.

    Perché si usa il Peperoncino?

    Si usa maggiormente per via topica per artralgie e nevralgie.

    L’attività analgesica del peperoncino è dovuta alla capsaicina. Le prime applicazioni della droga sulla pelle causa una sensazione di bruciore, seguita da una desensibilizzazione locale. La sua attività genera vasodilatazione.

    Oggi viene usato per il trattamento dei dolori in caso di artrite reumatoide, artrosi, neuropatia, lombalgie.

    Trova impiego anche nel trattamento dei geloni.

    Per uso interno se il contenuto è modesto, stimola le funzioni digestive.

    Da segnalare che la droga stimola la corteccia surrenale e aumenta in questo modo la produzione di corticosteroidi. Segnalata anche una azione stimolante la funzionalità cardiaca, circolatoria e respiratoria. Contiene molta vitamina C.

    Come si usa il Peperoncino?

    Cerotti: estratti a 10-40, microgrammi di capsaicinoidi per centimetro quadrato.

    Creme ed unguenti, contenenti da 0,02% a 0,05% di capsaicinoidi; forme liquide contenenti lo stesso attivo a 0,005-0,01%.

    Polvere: 2,5 grammi al giorno. 1 capsula prima dei pasti.

    Forme liquide o semisolide: preparazioni contenenti estratti corrispondenti a 0,025%-0,075% di capaicinoidi, 3-4 volte al giorno (adulti e bambini sopra i 12 anni).

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’uso eccessivo di peperoncino, può causare la perdita di appetito e la gastrite. Dosi elevate per via orale, portano ad ipotermia.

    Non deve essere assunto con ace inibitori e teofillina. (aumento assorbimento e biodisponibilità).

    A livello topico, per evitare gli effetti collaterali: Applicare sulla cute i preparati topici per non più di 2 giorni. Ripetere le applicazioni solo dopo 2 settimane. Non applicare su cute lesionata.

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  • Piantaggine

    Plantago lanceolata

    Che cosa è la Piantaggine?

    La piantaggine è una pianta di cui vengono utilizzate le parti aeree per le proprietà mediche.

    Contiene iridoidi e composti fenolici, mucillagine, flavonoidi, tannino, acido silicilico

    Le attività principali riconosciute sono astringenti, antiinfiammatorie, cicatrizzanti, batteriostatiche, diuretiche, espettoranti, antiallergiche.

    Perché si usa la Piantaggine?

    Si usa nei nel catarro delle vie aeree, nella flogosi della mucosa orofaringea, nelle dermatosi e nelle ulcerazioni.

    Viene utilizzata per il trattamento dei sintomi delle patologie di orecchio, naso e gola e per le basse vie respiratorie.

    Le mucillagini inoltre per l’attività emolliente sono utilizzate per combattere la tosse.

    La pianta per le sue proprietà antibatteriche ed antivirali viene utilizzata sia contro l’herpes virus e nelle infezioni respiratorie.

    Per uso esterno le foglie vengono utilizzate come lenitive contro il prurito, nelle affezioni cutanee e contro le irritazioni oculari.

    Efficaci anche contro i sintomi di punture di insetti come api, vespe e zanzare

    Come si usa la Piantaggine?

    Infuso: 1-2 cucchiaini per tazza di acqua bollente. In infusione per 10 minuti.

    Macerazioni: 1,5g di droga in 150 m di acqua fredda. Lasciare macerare per 2 ore, mescolando di frequente. Filtrare ed usare il liquido come collutorio o per gargarismi in caso di infiammazioni della mucosa orale. Applicare come cataplasma in caso di infiammazione della pelle.

    Polvere: 100-300 mg per capsula; 2-4 capsule al giorno.

    Tintura madre: 30 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non i segnalano effetti di tossicità se non legati ad una sensibilità individuale per lo più legata ai pollini e non alla pianta. Le preparazioni con mucillagini è meglio assumerle lontano dai farmaci.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Piantaggine più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Pilosella

    Hieracium Pilosella

    Che cosa è la Pilosella?

    La pilosella è una pianta di cui si utilizza la pianta intera per le proprietà mediche.

    Contiene: flavonoidi, triterpeni, tannini, olio essenziale, inulina, acido caffeico e clorogenico, umbelliferone.

    Le attività principali riconosciute sono: diuretica, antisettica, astringente e colagoga.

    Perché si usa la Pilosella?

    Si usa nella ritenzione idrica, nel trattamento del sovrappeso e nella cellulite.

    La pilosella ha una azione diuretica, tanto che l’assunzione della pianta allo stato fresco raddoppia il volume delle urine.

    L’attività diuretica è associata all’azione antiurica, declorurante ed antisettica. Vengo favoriti i processi riparativi a livello della vescica. È dotata di attività antibatterica in particolare nei confronti della Brucella.

    Pertanto può essere utilizzata nelle cistiti ricorrenti, nella colibacillosi, nella litiasi urinaria, nella cellulite e nel sovrappeso.

    La pilosella agisce anche a livello epatico con una azione depurativa.

    Come si usa la Pilosella?

    Infuso al 10%: 3-4 tazze al giorno.

    Estratto fluido: 2-5 grammi al giorno

    Estratto secco: 1 capsula 1-3 volte al giorno

    Tintura madre: 50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Si consiglia di non associare con altri farmaci diuretici.

    Non utilizzare in gravidanza ed allattamento.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Pilosella più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Pimpinella

    Pimpinella major e saxifraga

    Che cosa è la Pimpinella?

    La pimpinella è una pianta di cui si utilizza la radice per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, cumarine, tannino.

    Le attività principali riconosciute sono: secretolitica.

    Perché si usa la Pimpinella?

    Si usa nelle forme catarrali delle vie aeree superiori.

    La pimpinella ha proprietà fluidificanti, dovute all’olio essenziale e alle saponine. Per tale motivo la si utilizza nei processi flogistici a carico dell’apparato respiratorio, quali, tosse, raucedine, faringite, laringite.

    20-40 gocce di tintura madre su una zolletta di zucchero sono efficaci nella raucedine e nell’angina.

    La pimpinella trova applicazione anche nella gotta e nelle forme reumatiche in quanto è efficace nella diatesi urica.

    Per uso topico le preparazioni in tintura o infuso al 10% sono utilizzati in gargarismi per il mal di gola.

    Come si usa la Pimpinella?

    Infuso: 3-10 grammi di droga in una tazza di acqua calda. Filtrare dopo 15 minuti. Assumere 3-4 tazze al giorno.

    Macerazione; 3-10 grammi di droga in una tazza di acqua fredda. Portare ad ebollizione lentamente; filtrare dopo 10 minuti. Assumere 3-4 tazze al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Uso esterno: decotto al 10% in gargarismi.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Per la presenza di furanocumarine è possibile una azione fotosensibilizzante

     

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  • Primula

    Primula veris

    Che cosa è la Primula?

    La primula è una pianta di cui si utilizzano i fiori, la radice ed il rizoma per le proprietà mediche.

    Contiene: saponine triterpeniche (radice e rizoma), flavonoidi, carotenoidi, olio essenziale, saponine (fiori).

    Le attività principali riconosciute sono: secretolitica, espettorante, antinfiammatoria.

    Perché si usa la Primula?

    Si usa nelle forme catarrali delle vie aeree superiori, nel trattamento della tosse.

    Il rizoma è a parte della pianta che maggiormente viene utilizzato per l’azione espettorante. I fiori invece vengono maggiormente utilizzati oggi per la blanda azione diaforetica, lassativa, diuretica o drenante.

    Le indicazioni maggiori della pianta sono ad ogni modo tosse, pertosse e asma. La primula infatti esercita una azione fluidificante della secrezione bronchiale. Per l’azione diaforetica, può essere utilizzata nella fase iniziali dell’influenza.

    Le proprietà depurative, drenanti e sedative ne consentono l’uso nel trattamento delle forme reumatiche, della gotta e dell’insonnia.

    Per uso esterno, grazie alla ricchezza delle saponine, trova impiego nelle contusioni e distorsioni. Le ecchimosi regrediscono rapidamente (compresse con decotto al 10%). Può essere impiegata come collutorio per uso orale e a livello cutaneo è efficace per le punture di insetti, per la pelle secca e screpolata.

    Come si usa la Primula?

    Infuso: 2-4 grammi di droga in una tazza di acqua bollente. Filtrare dopo 1o minuti. Assumere 3 tazze al giorno.

    Decotto (radice): 0,5 grammi di droga, in 150 ml di acqua fredda; portare ad ebollizione e dopo 5 minuti filtrare. Una tazza 3 volte al giorno. Addolcire con il miele; al 10% per uso topico.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Dosi elevate, prolungate nel tempo possono causare nausea e vomito. Anche se raramente il contatto dei fiori con la pelle può provocare reazioni allergiche.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Primula più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Pungitopo

    Ruscus aculeatus

    Che cosa è il Pungitopo?

    Il pungitopo è una pianta di cui viene utilizzato il rizoma con le radici per le proprietà mediche.

    Contiene saponine, flavonoidi e olii essenziali.

    Le attività principali riconosciute sono vaso protettive, antiinfiammatorie, diuretiche.

    Perché si usa il Pungitopo?

    Si usa nelle affezioni venose, per il senso di pesantezza alle gambe, per i crampi ai polpacci, per le varici e la stasi venosa, le emorroidi, i geloni, la ritenzione idrica, la gotta ed i calcoli renali.

    È oggi ancora considerato un trattamento di eccellenza per la cura delle emorroidi e delle varici, ove controlla efficacemente i sintomi della patologia. Questa attività è dovuta all’azione vaso costrittiva delle saponine.

    Pertanto dopo somministrazione migliorano i sintomi dell’insufficienza venosa: gambe pesanti, crampi, edemi; e delle emorroidi: bruciore, prurito, congestione.

    Può essere associato ad altre piante per aumentarne l’effetto: Meliloto, Ippocastano, Vite rossa.

    Per gli stessi effetti sul microcircolo, trova applicazione in preparati topici per uso esterno principalmente utilizzati per l’insufficienza venosa.

    Come si usa il Pungitopo?

    Polvere: 350 mg per capsula 3 volte al giorno.

    Decotto: 6%, più tazze al giorno

    Estratto secco: 1-3 capsule 3 volte al giorno

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere dosaggi elevati in quanto causano nausea e vomito. Non somministrare in pazienti celiaci. Cautela in gravidanza ed allattamento (solo con prescrizione medica)

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  • Quercia

    Quercus robur

    Che cosa è la Quercia?

    La quercia è una pianta di cui si utilizzano la corteccia, le foglie le gemme, le ghiande gli amenti e le giovani radici, per le proprietà mediche.

    Contiene: tannini, pectine, resine, flavonoidi.

    Le attività principali riconosciute sono: astringente, antisettica, vasocostrittrice, cicatrizzante.

    Perché si usa la Quercia?

    Si usa in caso di diarrea, flogosi delle mucose.

    L’uso della pianta (corteccia) nella terapia medica, si deve alla presenza di tannini che hanno proprietà antisettiche, vasocostrittrici.

    Le preparazioni a base di corteccia trovano uso principalmente per uso esterno per il trattamento delle infiammazioni a carico delle gengive e delle mucose orali. Può essere usata anche per uso esterno per il trattamento delle emorroidi, delle fistole e delle ragadi anali.

    Viene consigliata anche nel trattamento dell’iperidrosi alle mani ed ai piedi, come antiforfora, nei geloni.

    In gemmoterapia, il macerato glicerico, regolarizza la funzione intestinale in caso di stipsi. Viene anche impiegato in caso di stanchezza, di astenia sessuale (per una attività diretta a livello surrenalico)

    Da segnalare che le ghiande e i giovani getti, per la loro attività astringente ed antiinfiammatoria vengono utilizzati nel trattamento della leucorrea.

    Come si usa la Quercia?

    Decotto: 1 grammo di droga polverizzata, in acqua fredda. Far bollire brevemente e filtrare dopo alcuni minuti. Per uso esterno: decotto al 10% un cucchiaino corrisponde a 3 grammi.

    Macerato glicerico: 50 gocce diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    Tintura madre: soluzione acquosa al 10% per uso esterno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    La presenza di tannini può provocare interazione farmacologica, e irritazione gastrica.

    Non utilizzare in caso di danno cutaneo esteso.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Quercia più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Rhodiola Rosea

    Rhodiola Rosea

    Che cosa è la Rhodiola Rosea?

    La rodiola è una pianta di cui si utilizza la radice ed il rizoma per le proprietà mediche.

    Contiene: flavonoidi, fenilpropanoidi, olio essenziale, polifenoli, vitamine e minerali.

    Le attività riconosciute sono: adattogene, neuroprotettive, antifatica, antidepressive, ansiolitiche, nootrope, stimolanti il sistema nervoso centrale, cardioprotettive.

    Perché si usa la Rhodiola Rosea?

    Si usa per migliorare le funzioni cognitive in situazioni di stress, per migliorare la resistenza alla fatica, in caso di astenia.

    La rodiola è chiamata radice d’oro, cresce nelle regioni artiche ed in Siberia. Riesce a combattere lo stress e a rafforzare le difese immunitarie.

    È un antidepressivo con capacità serotoninergiche e dopaminergiche. Agisce pertanto sull’umore e tale attività è stata mostrata in diversi studi clinici condotti anche in associazione anche con antidepressivi triciclici, mostrando un miglioramento dell’efficacia e della tollerabilità.

    Ha capacità anaboliche a livello muscolare ed aumenta la resistenza fisica e migliora le performance. Questo è dovuto ad un miglioramento del trasporto dell’ossigeno ematico. Negli sportivi diminuisce l’ansia da prestazione. Viene consigliata anche nei processi di riabilitazione fisica e per ridurre la stanchezza muscolare.

    La tradizione popolare lo raccomanda non solo per accrescere la forza fisica, ma anche per migliorare le funzioni cognitive ed il vigore sessuale.

    In merito alle funzioni cognitive, la rodiola ha dimostrato, in diversi studi clinici, di migliorare la memoria a breve termine, la capacità di concentrazione e di calcolo mentale, la percezione visiva e auditiva. Funziona anche come psicostimolante.

    Viene consigliata anche per prevenire lo stress fisico e mentali in situazioni di sovraccarico di lavoro.

    Il suo uso è segnalato anche nella prevenzione del mal di montagna.

    La pianta viene raccomandata anche durante le diete dimagranti, in quanto contrasta la fame nervosa, modulando lo stato emotivo. In aggiunta stimola la lipasi e pertanto agisce come bruciagrassi. Per avere questo effetto i consiglia una moderata attività fisica per almeno 45 minuti. A riposo infatti la liberazione di acidi grassi è risultata minore. Viene migliorato pertanto il rapporto tra massa magra e massa grassa.

    La letteratura riporta anche una attività antiossidante che si traduce in attività antitumorale sia in senso antimutagenico che antimetastatico.

    In caso di acufeni, la somministrazione ha dimostrato di migliorare l’udito e di ridurre la sintomatologia. La sua azione è dovuta al miglioramento della conduzione nervosa dello stimolo uditivo.

    Recenti studi ne consigliano l’uso in caso di emicrania ma anche in caso di disfunzione erettile, eiaculazione precoce, amenorrea ed infertilità. 

    Come si usa la Rhodiola Rosea?

    Estratto secco: 100-300 mg, 2 volte al giorno (prima della colazione e del pranzo).

    Estratto fluido: 10-30 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno (prima di colazione e del pranzo).

    Tintura madre: 30-50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno (prima di colazione e del pranzo).

    A cosa bisogna fare attenzione?

    In caso di sovra dosaggi, possono verificarsi agitazione e sovraeccitazione. In questo caso si consiglia di sospendere la terapia.

    Non assumere nelle ore serali. Potrebbe disturbare il sonno o causare sogni vividi.

    Non somministrare in soggetti bipolari, in quanto potrebbe portare stati di eccitamento.

    Non assumere in concomitanza con ace inibitori o con sostanze eccitanti.

    Non assumere in caso di gravidanza ed allattamento.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Rhodiola Rosea più adatto a te e le sue modalità di assunzione 

  • Rabarbaro

    Rheum palmatum

    Che cosa è il Rabarbaro?

    Il rabarbaro è una pianta di cui si utilizzano le radici per le proprietà mediche.

    Contiene: tannini, flavonoidi, derivati idrossiantracenici.

    Le attività principali riconosciute sono di tipo lassativo.

    Perché si usa il Rabarbaro?

    Si usa in caso di stipsi.

    Il rabarbaro a basse dosi è tonico, stomachico, eupeptico, invece a dosi più elevate è lassativo.

    In relazione al contenuto di tannini, l’uso continuativo del lassativo, genera azioni purgante.

    Il contenuto di antrachinoni, agisce a livello dell’intestino crasso ove determina inibizione del riassorbimento di acqua ed elettroliti e aumento della peristalsi intestinale. La sua attività di manifesta dopo 8-12 ore.

    Si usa sotto forma di infuso quando è richiesta una evacuazione delle feci molli.

    Per uso esterno il rabarbaro è impiegato nel trattamento di gengiviti, parodontiti.

    Come si usa il Rabarbaro?

    Infuso: 4 grammi di droga (1 cucchiaino da te), in 150 ml di acqua bollente; filtrare dopo 15 minuti, bere la sera prima di coricarsi

    Estratto fluido: 0,05-0,20 grammi come stomachico; 0,2-0,5 grammi come lassativo; 1-4 grammi come purgativo (1 grammo = 47 gocce)

    Polvere: 1-2 grammi di droga polverizzata come lassativo; 0,1-0,2 grammi di droga polverizzata come stomachico.

    Tintura madre: 30-50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    La pianta è controindicata nella stipsi cronica, nella gravidanza e nell’allattamento, nei bambini, in caso di patologie quali, prostatiti, uretriti e tutti gli stati infiammatori del bacino.

    Da evitare anche in caso di patologi infiammatorie a caso dello stomaco, quali appendicite, colon irritabile, morbo di Crohn, colite).

    L’uso continuativo ha mostrato l’aggravamento di stati di debolezza nei pazienti anziani. (perdita di sali di potassio).

    Con l’assunzione le feci e le urine assumono una colorazione marrone, giallo intenso.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Rabarbaro più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Ribes nero

    Ribes Nigrum

    Che cosa è il Ribes nero?

    Il ribes nero è una pianta di cui si utilizzano le foglie i frutti e le gemme per le proprietà mediche.

    Contiene: Flavonoidi, glucosidi, proantociani, olio essenziale e terpeni (foglie); flavonoidi, antociani, vitamina C, mucillagini e minerali. (frutti); picnogenoli, flavonoidi, vitamina C, aminoacidi (gemme).

    Le attività principali riconosciute sono: depurativa, diuretica, diaforetica, vasculoprotettiva, antiinfiammatoria, tonica e corroborante.

    Perché si usa il Ribes nero?

    Si usa in caso di fragilità capillare, dolori articolari, influenza, malattie virali, astenie funzionali.

    Per uso esterno in caso di gengivite, stomatite (come collutorio).

    Grazie alle sue caratteristiche, il Ribes nero, trova indicazione nelle forme reumatiche croniche, nella gotta, nei depositi urinari, in caso di ipertensione lieve.

    L’azione diuretica sarebbe dovuta all’attività dell’olio essenziale (Foglie).

    La pianta è efficace, nel combattere i dolori alle articolazioni, grazie alla sua attività antiinfiammatoria.   Tale attività è sostenuta dai flavonoidi, i quali determinano anche un miglioramento del microcircolo e della circolazione.

    Le sostanze invece presenti nel frutto sono responsabili dell’attività angioprotettrici, e pertanto possono essere usati, nella prevenzione degli accidenti vascolari, per aumentare l’acuità visiva.

    Preso in associazione con il Ruscus, risulta molto efficace nell’insufficienza venosa, alle gambe e alle emorroidi.

    La presenza di vitamina C ne supporta l’uso nella prevenzione delle malattie di stagione e nelle astenie.

    Il succo di ribes nero, è una bevanda molto gradevole, che deve essere assunta, quando si sentono i primi sintomi antiinfluenzali, o il raffreddore.

    Le gemme di ribes nero, allo stesso modo, possiedono, una attività antiinfiammatoria. Il gemmoderivato, stimola la corteccia surrenale, aumentando la concentrazione di cortisolo ematico. E’ bene evitare per questo motivo la somministrazione nei soggetti ipertesi.

    Questa azione viene utilizzata per le infiammazioni a carico degli arti, dell’apparato respiratorio, digestivo e urinario.

    Come si usa il Ribes nero?

    Infuso: 1,5g di foglie essiccate per tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere più tazze al giorno; 20-50 g/litro di foglie essiccate in infusione per 15 minuti, 250-500 ml/die.

    Polvere: 100-500 ml / die. 1 capsula 3 volte al giorno.

    Estratto secco: 100-300 mg per capsula. 1 capsula 3 volte al giorno.

    Estratto fluido: 5 ml, diluiti in acqua, 2 volte al giorno, prima dei pasti.

    Macerato glicerico: 50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    Tintura madre: 30-40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno .

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Evitare, a scopo precauzionale, la somministrazione del gemmoderivato in soggetti affetti da ipertensione.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Ribes nero più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Ricino

    Ricinum Communis

    Che cosa è il Ricino?

    Il ricino è una pianta di cui si utilizzano i semi per le proprietà mediche.

    Contiene: acido ricinoleico, acido oleico, linoleico, palmitico, stearico, alfa linoleico, arachico.

    Le attività principali riconosciute sono: lassative, rinforzanti nutrienti (per uso esterno: capelli).

    Perché si usa il Ricino?

    Si usa in caso di stitichezza, per la cura dei capelli.

    Dai semi di ricino, si prepara l’olio per spremitura. L’olio di ricino e’ un forte lassativo. Il responsabile di questa azione è l’acido ricinoleico. Deve essere ingerito a stomaco vuoto e puo’ essere mescolato con olii essenziali o succo di arancia per migliorare il sapore.

    Ha una azione che si manifesta dopo 2-6 ore. Viene utilizzato anche per liberare l’intestino prima di interventi chirurgici ed esami radiologici oppure prima del parto.

    L’olio di ricino ha una ottima affinità per la cheratina e pertanto trova uso negli annessi cutanei, ricchi di questa proteina: capelli ed unghie.

    Utilizzato sui capelli ha la capacità di rafforzarli e di nutrirli. Pertanto viene consigliato in caso di capelli fragili, secchi, deboli e sfibrati. Previene inoltre la formazione delle doppie punte attraverso la capacità di equilibrare il grasso in esso contenuto.

    Viene applicato anche per le stesse motivazioni sulle ciglia per rinforzarle e per aumentarne il volume. (Applicazioni serali)

    Essendo molto denso si favorisce mescolarlo con l’olio di mandorle dolci (2 parti mandorle, 1 parte ricino).

    Se applicato sulla pelle ha la caratteristica di idratarla.

    Come si usa il Ricino?

    Olio di ricino (Effetto purgante) da 15 ai 50 ml negli adulti e dai 5 ai 10 nei bambini.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non somministrare in soggetti affetti da enterocoliti od occlusioni intestinali.

    Non assumere in concomitanza con farmaci glicosidi cardioattivi.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Ricino più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

  • Rosa canina

    Rosa canina

    Che cosa è la Rosa canina?

    La rosa canina è una pianta di cui vengono utilizzati i frutti per le proprietà mediche.

    Contiene vitamina C, pectine, carotenoidi, tracce di flavonoidi ed antociani.

    Le attività principali riconosciute sono l’aumento delle difese immunitarie.

    Perché si usa la Rosa canina?

    Si usa nelle carenze di vitamina c come coadiuvante, come blando diuretico e lassativo.

    Per la ricchezza di vitamina C, la rosa canina è apprezzata nella prevenzione e trattamento delle affezioni invernali a carico dell’apparato respiratorio.

    La vitamina C inoltre aumenta le capacità muscolari, cerebrali e cardiache pertanto è usata anche come energizzante. Note inoltre le proprietà antiossidanti.

    In particolare occorre notare che il gemmoderivato, viene utilizzato frequentemente in età pediatrica nelle affezioni respiratorie. È utile soprattutto in fase di prevenzione, cominciando sin dall’autunno con 20 gocce diluite in acqua per rafforzare l’organismo, prepararlo all’inverno e prevenire le ricadute influenzali frequenti nei bambini.

    Segnaliamo anche una blanda attività ipoglicemizzante della tintura madre che pertanto può essere utilizzata nei pazienti diabetici.

    Per uso esterno la rosa canina rientra nelle preparazioni emollienti, nelle creme solari e nei prodotti per pelli sensibili ed irritate.

    Come si usa la Rosa canina?

    Infuso: 1 cucchiaino di droga in 150 ml di acqua bollente. Filtrare dopo 10 minuti.

    Estratto secco: 100-300 mg per capsula, 3 volte al giorno

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno

    Macerato glicerico: 40 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non esistono segnalazioni di effetti collaterali a meno di una sensibilità personale.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Rosa canina più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Rosmarino

    Rosmarinus officinalis

    Che cosa è il Rosmarino?

    Il rosmarino è una pianta di cui vengono utilizzate le foglie, i fiori ed i giovani getti per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, derivati dell’acido cinnammico, fenoli diterpenici, flavonoidi, acidi triterpenici.

    Le attività principali riconosciute sono carminativa, eupeptica, coleretica, epatoprotettrice, antiossidante, antibatterica ed antivirale, balsamica, antispasmodica per le vie biliari e l’intestino.

    Perché si usa il Rosmarino?

    Si usa negli spasmi di origine digestiva, come colagogo e coleretico, disturbi dispeptici, affezioni dell’apparato respiratorio.

    Il trattamento di elezione è per la lentezza gastrica, il meteorismo, la flatulenza, l’eruttazione.

    Viene utilizzato anche per l’azione drenante e depurativa.

    Indubbie sono anche le proprietà antiossidante, in particolare del carnosolo che ha proprietà antitumorali.

    L’olio essenziale trova uso, per le sue proprietà spasmolitiche nelle patologie polmonari, nelle sinusiti e nelle otiti.

    Ancora recentemente sono state trovate azioni di efficacia sulla memoria e sul tono dell’umore.

    Il gemmo derivato ricavato dai giovani getti, manifesta una azione elettiva per la colecisti e le vie biliari. Previene pertanto anche la formazione dei calcoli. Epatoprotettore.

    L’azione dei giovani getti avviene anche sulla circolazione nervosa e periferica., pertanto trova uso nell’aterosclerosi, nelle forme di demenza senile, spesso in associazione con altre erbe officinali.

    Per uso esterno nelle affezioni reumatiche, e per uso cosmetico per pelli impure e per capelli grassi.

    Come si usa il Rosmarino?

    Infuso: 1 cucchiaino di droga in 150 ml di acqua calda: una tazza dopo i pasti.

    Estratto fluido: 10-30 gocce pro dose (1 grammo = 37 gocce)

    Estratto secco: 100-200 mg per capsula, 3 volte al giorno

    Olio essenziale: 1 goccia su compressa neutra 1-3 volte al giorno (non superare le 10 gocce al giorno)

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno

    Macerato glicerico: 50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Solo dosaggi elevati possono portare a disturbi gastro intestinali, e alle vie urinarie.

    L’olio essenziale a dosaggi elevati è tossico in quanto convulsivante.

    L’uso in gravidanza si consiglia solo se raccomandato dal medico.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Rosmarino più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Rubus Idaeus

    Rubus ideaus

    Che cosa è il Rubus Idaeus?

    Il lampone è una pianta di cui si utilizzano le foglie, il frutto, i giovani getti per le proprietà mediche.

    Contiene: tannini dell’acido gallico e ellagico.

    Le attività riconosciute sono: astringente e spasmolitica.

    Perché si usa il Rubus Idaeus?

    Si usa per le infiammazioni del cavo orale, per le gastroenteriti, le infiammazioni intestinali, per la dismenorrea, ulcerazione e dermatosi croniche della pelle (uso esterno).

    Le foglie presentano una azione diaforetica, diuretica e coleretica. La presenza di tannini ne consente l’impiego nelle gastroenteriti e infiammazioni intestinali e per uso topico nelle flogosi orofaringee, nelle eruzioni ed infiammazioni cutanee.

    Le foglie hanno anche attività ipoglicemizzante

    Il gemmoderivato manifesta una significativa azione antispasmodica a livello uterino, per la presenza di sostanze miorilassanti, che ne giustificano l’utilizzo nella dismenorrea.

    Il frutto è ricco di vitamina C, acido ossalico, citrico e malico. Per tale motivo è sconsigliato in casi di gotta.

    Come si usa il Rubus Idaeus?

    Infuso (foglie): 1,5 grammi di acqua bollente, una o più tazze al giorno.

    Decotto (foglie): al 10% (uso topico).

    Macerato glicerico: 50 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non sono segnalati effetti collaterali se non una sensibilità individuale.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Rubus Idaeus più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Salice piangente

    Salice piangente

    Che cosa è il Salice piangente?

    Il salice piangente è una pianta di cui vengono utilizzate le cortecce dei rami di 2-3 anni per le proprietà mediche.

    Contiene glucosidi dell’acido salicilico, fenoli e acidi fenolici, flavonoidi.

    Le attività principali riconosciute sono analgesiche, antispasmodiche, antipiretiche.

    Perché si usa il Salice piangente?

    Si usa nella fibromialgia, artralgia, nelle forme reumatiche croniche, nell’insonnia.

    La corteccia di salice è conosciuta per le proprietà antipiretiche, antireumatiche e antispasmodiche. Questo grazie all’attività dei glucosidi salicilici ad azione antalgica e antiflogistico.

    Conosciamo tutti le proprietà dell’acido salicilico che inibisce la sintesi delle prostaglandine. Oltre alle attività analgesiche, antipiretiche si segnala anche una attività inibente l’aggregazione piastrinica.

    Può essere utilizzata anche nel mal di testa.

    Come si usa il Salice piangente?

    Infuso: 5 grammi in tazza bollente. 1 tazza prima di ogni pasto e prima di coricarsi.

    Decotto (corteccia): 2-3 grammi di droga in acqua fredda, portare ad ebollizione e filtrare dopo 5 minuti. Una tazza 3 volte al giorno.

    Estratto secco: 1 capsula 1-3 volte al giorno

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    A differenza dell’acido acetil salicilico (Aspirina) le proprietà antiaggreganti sono più deboli e pertanto incapaci di interagire con altri farmaci. Ad ogni modo a dosaggi elevati è opportuno fare attenzione ne pazienti che assumono farmaci anticoagulanti.

    Anche se raramente possono insorgere irritazioni alla mucosa gastrica dopo l’assunzione prolungata.

    Non usare durante l’allattamento.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Salice piangente più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Salvia

    Salvia officinalis

    Che cosa è la Salvia?

    La salvia è una pianta di cui si utilizzano le foglie, le sommità fiorite, olio essenziale per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, fenoli diterpenici, derivati dell’acido idrossicinnamico, derivati dell’acido jasmonico, flavonoidi, tannini, mucillagini, resine, acido fosforico.

    Le attività principali riconosciute sono: antispasmodica, eupeptica, antisettica, antisudorale, cicatrizzante.

    Perché si usa la Salvia?

    Si usa in caso di dispepsia, atonia, gastrointestinale, iperidrosi, turbe mestruali, flogosi della mucosa orofaringea.

    La salvia è riconosciuta per alleviare le turbe digestive, la traspirazione eccessiva e le infiammazioni a carico di naso e gola.

    La presenza di flavonoidi nell’olio essenziale e’ determinante per l’azione antispasmodica.

    Tra le proprietà degli estratti di salvia si segnalano quella antiossidante e antibatterica. Infatti la pianta utilizzata per la conservazione dei cibi.

    Le foglie hanno un sapore amaro ed aromatico e per tale motivo sono stimolanti nell’atonia gastrointestinale, in particolare in caso di pesantezza di stomaco, lentezza digestiva, meteorismo e flatulenza.

    Se assunta sotto forma di decotto, è utile nei pazienti diabetici per abbassare la glicemia.

    L’infuso alle dosi raccomandate è consigliato anche a soggetti che vogliono migliorare le prestazioni intellettuali. Studi recenti sono stati condotti anche in pazienti con il morbo di Alzheimer.

    L’attività antisudorale si manifesta nei soggetti con iperidrosi che riportano un beneficio, misurato fino al 50% della perdita di acqua. L’attività della pianta è evidente già dopo alcune ore e può rimanere anche per giorni. L’attività è dovuta all’olio essenziale che blocca le terminazioni nervose delle ghiandole sudoripare.

    Per uso eterno la salvia si usa per l’azione astringente come collutorio, nelle infiammazioni del cavo orale ed in caso di gengive sanguinanti. L’infuso è anche utilizzato per trattare le infiammazioni orali da protesi dentarie.

    La salvia ha dimostrato efficacia anche nei confronti dell’herpes labiale. 

    Come si usa la Salvia?

    Infuso: 1cucchiaino da tè delle foglie triturate per tazza di acqua calda, 2-3 tazze al giorno.

    Polvere: 150-200 mg per capsule, 1 capsula 1-2 volte al giorno

    Estratto secco: 160 mg di estratto secco acquoso corrispondenti a 880 mg di droga 3 volte al giorno.

    Olio essenziale: 1-4 volte al giorno

    Tintura madre: 25 gocce, diluite in acqua, 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’assunzione della Salvia alle dosi raccomandate è ottimamente tollerata, tutta via a dosi elevate può promuovere secchezza delle fauci, sudorazione, tachicardia, vertigini.

    Si consiglia pertanto di assumere a droga alle dosi raccomandate, e di evitare l’uso per tempi lunghi anche sotto forma di tisana.

    La presenza di tuione e canfora (neurotossici) necessitano attenzione nell’assunzione dell’olio essenziale, solo alle dosi raccomandate e non per uso prolungato.

    Non assumere olio essenziale e tintura madre durante la gravidanza e l’allattamento.

    Da evitare in caso di insufficienza renale.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Salvia più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Sambuco

    Sambucus nigra

    Che cosa è il Sambuco?

    Il sambuco è una pianta di cui si utilizzano i fiori, la corteccia, le foglie ed il frutto per le proprietà mediche.

    Contiene: eterosidi del cianidolo, acido clorogenico, acido caffeico, triterpeni, mucillagini e tannini. (fiori); flavonoidi, tannini, glicosidi, olio essenziale, vitamine. (frutti); tannini, glicosidi, Sali di potassio (corteccia interna)

    Le attività principali riconosciute sono: diaforetica (fiori), lassativa (frutti), diuretica (corteccia)

    Perché si usa il Sambuco?

    Si usa in caso di malattie da raffreddamento (fiori), cistite e nevralgie (frutti).

    I fiori di sambuco, come anche le foglie, sono considerati diaforetici, ossia stimolano la sudorazione, sono diuretici ed emollienti.

    L’azione diaforetica dei fiori, in infusi al 5% viene consigliata in caso di febbre e nelle affezioni reumatiche.

    Per l’azione sulla diuresi e sulla digestione (dovuta all’attività emolliente delle mucillagini), vengono utilizzati nelle diete dimagranti.

    I frutti invece sono lassativi ed antinevralgici.

    Il succo dei frutti presentano l’attività antinevralgica che ne consentono l’uso in caso di nevralgia del trigemino. L’assunzione di 20 grammi può migliorare il dolore già dopo alcuni minuti o dopo 3 giorni se il problema è cronico.

    Nei frutti sono presenti le vitamine del gruppo B.

    La corteccia invece ha una prevalente azione diuretica e risulta essere efficace in particolare nelle cistiti. Viene consigliato in questo caso il decotto.

    La corteccia per uso topica viene consigliata nelle emorroidi.

    Come si usa il Sambuco?

    Infuso: 3-4 grammi di fiori in 150 ml di acqua bollente, in infusione per 10 minuti, filtrare e bere più tazze al giorno.

    Decotto (fiori): al 10% per uso esterno.

    Decozione (corteccia): 30 grammi per litro di acqua, decozione a mezzo litro: 1-2 tazze al giorno

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere se in trattamento con diuretici.

    I frutti possono provocare fenomeni di intossicazione se non assunti alle dosi raccomandate. (vomito, diarrea, crampi)

    I fiori se applicati sulla pelle possono provocare allergie.

    L’uso dei fiori non deve essere somministrato per più di una settimana continuativa, evitato in bambini con età inferiore ai 12 anni ed in gravidanza.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Sambuco più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Erba spaccapietra

    Ceterach officinarum

    Che cosa è l'Erba spaccapietra?

    L’erba Spaccapietra è erba medica di cui si utilizza la pianta intera (foglie, gambo, radice) per le sue proprietà fitoterapiche. È in effetti una felce che è anche chiamata erba ruggine o cedracca.

    Deve il nome non tanto all’azione riconosciuta da lungo tempo per sciogliere i calcoli renali, ma dal fatto che cresce su muri e rocce.

    Contiene alcaloidi, acidi carbossilici, saponine, flavonoidi, glicosidi, tannini.

    Le proprietà principali sono: decongestionante, diuretica, antipertensiva, antispasmodiche, antibatterica, ipoglicemica, antivirale.

    Perché si usa l'Erba spaccapietra?

    Si usa principalmente per sciogliere i calcoli (litiasi) sia a livello renale che vescicale. Efficace per i calcoli composti da fosfati, ossalati ed acido urico, utile anche in fase preventiva.

    Efficace anche per la renella, grazie alla azione diuretica.

    La sua azione antiinfiammatoria e diuretica ne consente l’uso nelle cistiti, nelle infezioni delle vie urinarie e nella prostatite.

    Ha una azione ipotensiva, ma anche blanda ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante.

    Protettiva per le malattie epatiche e per le patologie stagionali virali come il raffreddore e l’influenza.

    Come si usa l'Erba spaccapietra?

    Tisana: 40 grammi di droga in 1 litro di acqua. Bollire per 10 minuti, filtrare e bere 1-3 tazze al giorno anche dopo l’espulsione dei calcoli

    Estratto secco: 2-4 compresse in base alle raccomandazioni del produttore

    Tintura madre: ,30 gocce, diluite in acqua 3 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    È una pianta ben tollerata tranne casi di sensibilità individuale.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Erba spaccapietra più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Santoreggia

    Satureja montana

    Che cosa è la Santoreggia?

    La santoreggia è una pianta di vengono utilizzate le sommità fiorite e le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, derivati dell’acido idrossicinnamico

    Le attività principali riconosciute sono antisettiche, aromatizzanti, eupeptiche.

    Perché si usa laSantoreggia?

    Si usa per trattare la dispepsia, la colite, le malattie infettive urinarie e respiratorie.

    Le sue proprietà antisettiche ne fanno un trattamento valido per infezioni da gram + e gram -. L’olio essenziale ha dimostrato anche proprietà antifungine contro la Candida.

    Viene usato largamente per trattare le turbe digestive come nausea, pesantezza di stomaco, flatulenza. diarrea (per l’azione astringente dei tannini).

    È usata anche come bevanda dissetante nei pazienti diabetici.

    Per uso esterno viene utilizzata per disinfettare il cavo orale anche in presenza di carie dentali. Usato anche per disinfettare le piccole ferite.

    Come si usa la Santoreggia?

    Infuso: 1-5 grammi di droga per tazza di acqua bollente (150 ml), 2 tazze al giorno; per uso esterno: 5 grammi per 100 ml

    Polvere: 100-200 mg per capsula

    Olio essenziale: 2 gocce su compressa neutra, 1-2 volte al giorno dopo i pasti.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Evitare il contatto dell’olio essenziale con le mucose.

    Può essere epatotossico a dosaggi elevati.

    Non usare in età pediatrica e durante la gravidanza e l’allattamento.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Santoreggia più adatto a te e le sue modalità di assunzione! 

  • Sequoia gigantea

    Sequoia gigantea

    Che cosa è la Sequoia gigantea?

    La Sequoia è un albero appartenente alla famiglia delle conifere di cui si utilizzano i giovani getti dei rami per le proprietà fitoterapiche.

    Le proprietà principali sono: antinfiammatoria, energetica, stimolante del SNC, drenante, antidepressivo.

    Perché si usa la Sequoia gigantea?

    Si usa principalmente nell’ipertrofia prostatica, in associazione con la Serenoa, in caso di stanchezza e stress, sia nella menopausa sia nell’andropausa, nell’osteoporosi senile.

    Per la ricchezza di attivi la pianta viene utilizzata efficacemente per la cura delle neurastenie nell’anziano. Nell’anziano uomo infatti ha una azione energizzante, e stimolante che ne migliorano la vitalità riducendo la stanchezza, aumentando la fame, migliorando l’umore. Pertanto ha una azione sia a livello fisico che mentale.

    La Sequoia associa anche una attività sulla sfera genitale. Può essere somministrata in caso di impotenza. È considerato un regolatore ormonale. In associazione sia con la Serenoa, sia con il ribes nigrum, viene somministrato in caso di adenoma o ipertrofia prostatica.

    Come si usa la Sequoia gigantea?

    Macerato glicerico: 30-50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non sono segnalate controindicazioni tranne casi di sensibilità individuale.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Sequoia gigantea più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

  • Alga spirulina

    Alga spirulina: Che cosa è?

    La spirulina è un’alga che ha la caratteristica a forma di spirale ed una dimensione che si aggira tra i 0,3 ed i 0,5 mm. Esistono diverse specie, ma la più conosciuta per le sue caratteristiche nutrizionali è la spirulina maxima, dalla quale si producono integratori in polvere ed in compresse.

    Contiene: Proteine, aminoacidi, vitamine (A, D, K e vitamine del gruppo B), sali minerali (ferro, sodio, magnesio, manganese, calcio, iodio e potassio) acidi grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6) e carboidrati.

    Le attività riconosciute sono: vitaminizzante, antianemica, antiossidante.

    Perché si usa l'Alga spirulina?

    Si usa nell’integrazione della dieta dei vegetariani, vitaminizzante, per la riduzione del colesterolo e dei trigliceridi, per rafforzare le difese immunitarie, nelle diete dimagranti.

    La spirulina ha un basso contenuto calorico ma è ricca di vitamine di proteine. Per tale motivo viene impiegata non solo per aspetti nutrizionali come ad esempio nei vegani, ma anche negli sportivi per aumentare il tono e l’energia. Migliora infati le capacità aerobiche ed anaerobiche dell’atleta e facilita il recupero.

    Rappresenta anche un alimento da poter somministrare alla donna in gravidanza ed in allattamento.

    La sua capacità di indurre un senso di sazietà ne consente l’uso anche nelle diete dimagranti in caso di sovrappeso.

    La presenza di omega 3 e omega 6 riduce dei lipidi plasmatici (colesterolo e trigliceridi). Tale attività è comprovata da studi clinici che ne consentono un uso prolungato e pertanto la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

    La spirulina infine ha una attività antiossidante e pertanto previene i danni dell’invecchiamento.

    Come si usa l'Alga spirulina?

    Compresse e polvere: 2 grammi al giorno (fino a 5 grammi in base alle indicazioni del produttore, aumentare la dose in maniera graduale), per gli effetti antiossidanti, antinfiammatori ed energizzanti.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Si sconsiglia l’utilizzo di spirulina per chi ha problemi di tiroide o soffre di malattie autoimmuni.

    Tra i prodotti raccomandiamo Alga Spirulina Erba vita.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il prodotto a base di Alga spirulina più adatto a te e le modalità di assunzione! 

  • Sisymbrium Officinale

    Sisymbrium officinale

    Che cosa è il Sisymbrium Officinale?

    L’erisimo è una pianta di cui si utilizza la pianta intera raccolta a fioritura per le proprietà mediche. 

    Contiene: flavonoidi, mucillagini e composti solforati. 

    Le attività riconosciute sono: antiinfiammatorie, antisettica, fluidificante ed espettorante. 

    A cosa serve il Sisymbrium Officinale?

    Si utilizza per curare al tosse, lenire la secchezza e le infiammazioni della gola, anche nei fumatori.

    La pianta per la sua efficacia è divenuta negli anni un riferimento di oratori, attori di teatro utilizzata per curare al gola ed il tono della voce.

    E’ chiamata infatti erba dei cantanti, e viene pertanto utilizzata nelle infiammazioni della gola, nei casi di afonia e disfonia dovute a laringite, faringite, tracheite.

    Può essere associata nei diversi preparati a echinacea, propoli e malva. 

    Come si usa il Sisymbrium Officinale?

    Infuso: 1 cucchiaio di droga in una tazza di acqua. Bollire l’acqua e aggiungere l’erisimi. Infondere per 10 minuti, filtrare e dolcificare con miele.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere se ipotiroidei.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Sisymbrium Officinale più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Tarassaco

    Taraxacum officinale

    Che cosa è il Tarassaco?

    Il tarassaco è una pianta di cui si utilizza la radice e la pianta intera per le proprietà mediche.

    Contiene: potassio, fruttosio, inulina (radice); lattoni sesquiterpenici, alcool triterpenici, favonoidi, potassio, taraxalisina.

    Le attività principali riconosciute sono: depurativa, coleretica, blandamente lassativa e diuretica.

    Perché si usa il Tarassaco?

    Si usa per le turbe digestive, la litiasi biliare (prevenzione), eczema cronico, reumatismi (depurativo), nelle diete dimagranti.

    Il tarassaco è conosciuto per la capacità di stimolare le funzioni epatiche (aumenta la contrazione della cistifellea e della secrezione biliare).

    Il tarassaco possiede inoltre una potente azione diuretica, questo anche rispetto le altre piante depurative conosciute in fitoterapia. Tale caratteristica ne fa un trattamento di elezione nel drenaggio dell’organismo (eliminazione delle tossine attraverso, fegato, intestino, pelle e reni).

    Il drenaggio corporeo permette all’organismo di avvertire una sensazione di benessere e una diminuzione del senso di fatica.

    In caso di artrosi, è possibile beneficiare delle attività di drenaggio con terapie di 6 settimane sia in primavera che in autunno. Il beneficio sarà concentrato sulle funzioni articolari.

    Nelle diete dimagranti, il tarassaco è utile in caso di sovrappeso, attraverso la sua azione depurativa.

    Il tarassaco trova utilizzo anche in caso di disappetenza e nei disturbi dispeptici, come il senso di gonfiore e la flatulenza.

    È utile anche in soggetti predisposti alla litiasi biliare, nella prevenzione. In tali persone è indispensabile seguire un ciclo lungo (cicli di 2 mesi su 3).

    La pianta ha dimostrato di agire anche sul colesterolo riducendolo.

    Come si usa il Tarassaco?

    Infuso (foglie): 4-10 grammi di foglie essiccate in 150 ml di acqua bollente per 5-10 minuti, 1-3 volte al giorno.

    Decotto (radice): 3-5 grammi per una tazza di acqua bollente per 5-10 minuti; 1-3 volte al giorno.

    Succo (foglie fresche): 5-10 ml da assumere 2 volte al giorno

    Polvere: 1 grammo per capsula, 1 capsula da una a 3 volte al giorno.

    Estratto fluido: 2-6 grammi pro dose (1 grammo = 31 gocce).

    Tintura madre: 30-50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Il trattamento non è indicato in caso di infiammazione o occlusione delle vie biliari.

    In caso di calcoli la sua assunzione deve avvenire solo dietro prescrizione medica.

    Non somministrare in caso di gastrite o ulcera. (possono esserci fenomeni di iperacidità conseguenti al trattamento).

    Non somministrare in concomitanza di terapie con antiinfiammatori orali.

    Non assumere se in trattamento con farmaci diuretici.

    Il contatto frequente con il tarassaco (pelle) può generare allergie cutanee.

     

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  • Tea tree

    Malaleuca alternifolia

    Che cosa è il Tea tree?

    La tea tree è una pianta di cui si utilizzano le foglie per ricavare per idrodistillazione l’essenza, che possiede proprietà terapeutiche.

    L’olio essenziale estratto è ricco di attivi quali pinene, triterpene, limonene cineolo.

    Le attività principali sono: germicida, antimicrobica, antisettica, antimicotica, antiacne.

    Perché si usa il Tea tree?

    La Malaleuca alternifolia è un albero che cresce in Australia ove tutt’oggi esistono piantagioni per la coltivazione.

    L’olio essenziale definito Tea tree Oil è efficace per l’azione battericida. Lo caratterizza un odore gradevole e l’assenza di tossicità ed effetti irritanti sulle mucose.

    Grazie all’indice aromatico elevato è considerato tra le essenze maggiori ad attività infettiva, insieme ad origano di Spagna, santoreggia, cannella di Ceylon, Timo, Garofano.

    Il tea tree oil aggiunge all’effetto antimicrobico anche un moderato effetto antifungino a largo spettro con attività antiprotozoaria (Trichomonas vaginalis). Esso può trattare pertanto le infezioni cutanee da candida albicans, stafilococco, steptococco, proponibacterium acnes ed i gram negativi. Può trattare pertanto onicomicosi, acne, impetigo.

    In uno studio condotto su un centinaio di pazienti ha mostrato una efficacia pari a una preparazione topica a base di clotrimazolo 1% nel trattamento dell'onicomicosi.

    Oggi l’OMS ne riconosce l’efficacia sia nel trattamento dell’onicomiocosi che nel piede di atleta.

    Un altro studio ha dimostrato l’efficacia nel trattare le infezioni vaginali da candida albicans, attraverso ovuli vaginali a base di tea tree oil. Il trattamento durato ciirca 90 giorni.

    Nell’acne uno studio ha confrontato il tea tree oil (soluzione al 5%) al farmaco di riferimento: benzoil perossido. Ne è emersa una efficacia simile, ma una migliore tollerabilità.

    Per uso topico segnaliamo l’applicazione efficace in caso di micosi interdigitali, ferite abrasioni, punture di insetto, afte, stomatiti, herpes simplex.

    Nelle stomatiti e nel mal di gola si possono fare sciacqui con 4-5 gocce di tea tree oil.

    Nella prevenzione della placca dentaria, ha mostrato una efficacia comparabile ad una soluzione di Clorexidina al 2%.

    Come si usa il Tea tree?

    Uso esterno: in preparazioni liquide o semi solide contenenti il 5% o il 10% di tea tree oil. Concentrazioni più elevate (20-25%) possono essere impiegate per l’onicomicosi ed il tinea pedis. Per l’apparato genitale femminile in base alle indicazioni, pessari contenenti 200 mg di tea tree oil o tamponi. (20% di olio)

    Per uso interno: 3-5 gocce, in un cucchiaino di miele ed acqua, 2-3 volte al giorno (solo su prescrizione medica)

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Ottimamente tollerato sulla pelle, consigliamo la diluizione sulle mucose.

    Porre attenzione durante l’applicazione a occhi, naso e bocca.

    Non utilizzare in età pediatrica, durante l’allattamento e la gravidanza.

    Tra i prodotti consigliamo: Tea tree oil remedy Esi, Zuccari olio essenziale naturale, Named tea tree oil.

     

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  • Te verde

    Camellia sinensis

    Che cosa è il Te verde?

    Il tè è una pianta di cui si utilizzano le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene: proteine, amminoacidi, glucidi, vitamina C, vitamine del gruppo B, fluoro, caffeina, eterosidi di alcol terpenici, composti fenolici, flavonoidi.

    Le attività principali riconosciute sono: stimolante del sistema nervoso centrale, diuretica e lipolitica, angioprotettrice (tè verde), antidiarroica.

    Perché si usa il Te verde?

    Si usa come stimolante, come coadiuvante nelle diete dimagranti, nella diarrea.

    Esistono numerose varietà di te per uso fitoterapico:

    Il tè verde è il tè non fermentato. Questo tè contiene un minimo del 2% di caffeina.

    Il tè nero è il tè fermentato. Questo tè contiene un minimo di caffeina del 2,5%.

    La pianta è conosciuta in tutto il globo per le proprietà fitoterapiche, consigliata come stimolante, come coadiuvante nelle diete dimagranti, per favorire l’eliminazione di acqua, ne trattamento delle diarree lievi.

    Il tè verde inoltre è ricco di polifenoli con attività antiossidante, per tale motivo è efficace nel contrastare lo stress ossidativo, nella prevenzione di patologie cronico degenerative o tumorali.

    L’assunzione di soli 300 ml di tè verde determina già nelle ore successive una significativa azione antiossidante.

    La caffeina è invece responsabile dell’azione stimolante a livello del sistema centrale, che si manifesta con un incremento delle facoltà intellettuali, della vigilanza, del tono psichico.

    Un recente studio clinico, dimostra che bere 5 tazze al giorno di tè verde, riduce del 20% l’incidenza dello stress piscologico, contrastando la stanchezza fisica e mentale.

    Il tè verde agisce anche come protezione del decadimento delle funzioni cognitive nel paziente anziano. Questo è stato dimostrato da un altro studio clinico ove il soggetto prendeva al giorno da 2-4 tazze di tè verde.

    Altri studi hanno invece dimostrato che il consumo regolare di tè riduce il rischio di malattie coronariche e cardiovascolari, abbassando anche il colesterolo totale nel sangue.

    Il consumo regolare di tè verde, aumenta i livelli di adrenalina nel sangue attivando la lipolisi. Questa azione ne consente l’uso nelle diete dimagranti.

    Segnaliamo che l’uso di tè riduce l’insorgenza di carie dentarie (limita la crescita di batteri associati con le carie), migliorando inoltre la densità ossea grazie alla presenza di fluoro.

    Per uso topico ha una azione addolcente e antipuriginosa. Recentemente è stato dimostrato che l’uso di una pomata a base di estratto di tè verde, è utile nel trattamento dei condilomi acuminati sia anali che genitali con una azione di efficacia molto alta per questa patologia (50% di scomparsa o regressione). 

    Come si usa il Te verde?

    Infuso di foglie di te verdi: 1 bustina o 5 p 100. Come stimolante infondere brevemente, dato che la caffeina si discioglie velocemente in acqua calda. Per la diarrea infondere per 10 minuti, siccome una infusione prolungata genera il rilascio di tannini.

    Tè verde in polvere: 100-200 mg per capsula.

    Tè verde estratto secco: 1 capsula da 1 a 3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’abuso può provocare il teismo o una intossicazione cronica, con insonnia, perdita dell’appetito e turbe nervose.

    Attenersi ai metodi di preparazione europei. Il tè verde può essere cancerogeno se preparato con il metodo indiano assai diffuso in Kashmir (20 grammi di te bolliti in 250 ml di acqua riportato a 120 ml + 25 grammi di soda e un cucchiaino di sale. Tale preparazione produce nitrosammine cancerogene. Infatti in questa regione del mondo l’incidenza di cancro allo stomaco è molto diffuso.

    Non assumere in caso di supplementazione di ferro. Ne riduce l’assorbimento.

     

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  • Carica Papaya

    Carica Papaya

    Che cosa è la Carica Papaya?

    La papaya è una pianta di cui si utilizza il lattice del pericarpo del frutto immaturo, le foglie caulinari, , ancora verdi (succo di papaya), le foglie caulinari, raccolte prima della maturazione dei frutti, il frutto maturo, per le proprietà mediche.

    Contiene: enzimi (papaina), alcaloidi, carposide.carpaina, vitamine del gruppo B, C, A, E.

    Le attività principali riconosciute sono: digestive, proteolitiche.

    Perché si usa la Carica Papaya?

    Si usa in caso di dispepsia, per contrastare i radicali liberi, nelle diete dimagranti.

    La papaina è un enzima digestivo, in grado di favorire la digestione delle proteine. La papaina si estrae dal lattice essiccato della pianta.

    In ambito medico la papaina si trova in molti digestivi, anche sotto forma di integratori, i quali facilitano la digestione in particolare della carne. Queste proprietà sono comunque presenti nel frutto maturo (come alimento) e nel suo succo.

    Oggi ha molto successo l’impiego terapeutico della carica papaya fermentata, sia come attivatore delle difese immunitarie, sia grazie alle sue proprietà antiossidanti. In particolare queste ultime proprietà sarebbero in grado di contrastare l’invecchiamento cutaneo, le patologie degenerative, il morbo di Alzheimer, etc.

    Il frutto maturo, inteso come alimento è ricco di fibre, e pertanto viene oggi largamente utilizzato nelle diete dimagranti, in quanto favorisce il senso di sazietà.

    Le foglie per la presenza di papaina, ma in minore quantità, e pertanto d utilizzano nelle dispepsie, intese come gonfiore di stomaco, lentezza digestiva, eruttazioni, flatulenza.

    L’utilizzo topico della papaia trova impiego come esfoliante, anche nelle dermatosi come l’eczema e la psoriasi. Ha inoltre proprietà detergenti e cicatrizzanti anche delle mucose orali.

    Come si usa la Carica Papaya?

    Papaina da 0,10 a 0,50 grammi al giorno, sotto forma di sciroppo, bevanda, estratto.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere in insieme al warfarin o ad altri farmaci anticoagulanti.

     

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  • Tiglio

    Tilia cordata

    Che cosa è il Tiglio?

    Il tiglio è una pianta di cui si utilizzano le infiorescenze e la corteccia per le proprietà mediche.

    Contiene: polifenoli, mucillagine, olio essenziale, acidi fenoli, tannini

    Le attività principali riconosciute sono: sedativa, antispasmodica, diaforetica, regolatrice della coleresi (corteccia)

    Perché si usa il Tiglio?

    Si usa in caso di disturbi del sonno, turbe dispeptiche, discinesie delle vie biliari (corteccia).

    Come diaforetico, il tiglio trova applicazione nelle malattie da raffreddamento e reumatiche, quando è necessario un aumento della sudorazione, una azione sedativa della tosse.

    L’azione spasmolitica è efficace in caso di gastralgia, colite e cefalea.

    I fiori sono impiegati per favorire il riposo notturno, in particolare nei bambini. L’azione è tranquillante.

    Viene segnalata una azione vasodilatatrice e ipotensiva, per un’azione diretta di vasodilatazione periferica

    La corteccia presenta invece una azione spasmolitica sulla muscolatura liscia e di regolazione della coleresi. Viene utilizzata nelle affezioni epatobiliari.

    In caso di litiasi renale è efficace il decotto (30 grammi per litro di acqua per 15 minuti)

    È consigliata anche in caso di emicrania digestiva, ossia quando è relativa alla lentezza digestiva e il gonfiore gastrico.

    In gemmoterapia il macerato glicerico, viene utilizzato nelle sindromi ansiose, nell’insonnia, nell’ipertensione arteriosa causata da stress.

    Per uso esterno preparazioni topiche sono utilizzate contro il prurito in diverse dermatosi.

    Come si usa il Tiglio?

    Infuso: 1cucchiaino da caffe (1-2 grammi) per tazza di acqua bollente, infondere per 10 minuti, 3-4 tazze al giorno.

    Decotto (corteccia): al 3-8%

    Estratto secco: 100-300 mg per capsula; 1-2 capsule 3 volte al giorno

    Macerato Glicerico: 20-50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    I fiori di tiglio possono limitare l’assorbimento del ferro. Non somministrare in caso di anemia e trattamento orale di ferro.

    In Bosciaclub puoi trovare i prodotti fitoterapici nelle categorie dedicate.

     

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  • Timo

    Thymus vulgaris

    Che cosa è il Timo?

    Il timo è una pianta di cui vengono utilizzati i fiori e le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali, glicosidi flavonici e flavoni, triterpeni, derivati dell’acetofenone, derivati dell’acido idrossicinnammico.

    Le attività principali riconosciute sono antisettica, espettorante, mucolitica, antitussiva e spasmolitica, digestiva e coleretica.

    Perché si usa il Timo?

    Si usa per trattare le affezioni respiratorie, la tosse, le turbe digestive.

    Grazie al suo sapore aromatico, provoca una stimolazione riflessa delle secrezioni salivari, gastriche e biliari e pertanto viene utilizzare per regolare l’appetito e come stimolante digestivo.

    La pianta da sempre viene utilizzata per le proprietà antisettiche, espettoranti e mucolitiche nelle affezioni respiratorie soprattutto per curare la tosse grassa, le bronchiti acute e croniche, la tosse asmatica e la pertosse.

    Per uso esterno è utile per disinfettare le piccole ferite, per fortificare le gengive, nelle stomatiti, per prevenire la formazione di carie.

    È anche un tonico del cuoio capelluto, arresta o impedisce la caduta dei capelli, li rinforza e attiva la crescita.

    È anche un buon dentifricio. Viene utilizzato anche in balneoterapia per trattare i dolori reumatici.

    In campo cosmetico viene usato per trattare le pelli grasse e per la cura dei piedi.

    Come si usa il Timo?

    Infuso: 1,5-2 grammi, filtrare dopo 10 minuti (1 cucchiaino=1,5 g). 3 tazze al giorno per adulti. Metà dose nei bambini. L’infuso può essere usato come collutorio (3%), per i pediluvi (10gr per litro), bagni tonificanti (500g di pianta in 3-4 litri di acqua bollente)

    Polvere: 100-200 mg per capsula, 1-3 volte al giorno.

    Estratto secco: 100mg per capsula, 1 capsula 1-3 volte al giorno

    Estratto fluido: 5-15 grammi pro die (1g=30 gocce)

    Olio essenziale: 1 goccia su compressa neutra, 1-4 volte al giorno (o in tisana calda)

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Dosi elevate di olio essenziale possono provocare cefalea, nausea e vomito.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Timo più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

  • Topinambur

    Helianthus tuberosus

    Che cosa è il Topinambur?

    Il topinambur è il tubero della pianta Helianthus tuberosus .

    Contiene: inulina, asparagina, betaina, colina, fruttosio, proteina, minerali e vitamina (A e B).

    Le attività principali riconosciute sono: ipocolesteromizzante, remineralizzante, colagogo, digestivo, depurativo, tonico, galattogene.

    Perché si usa il Topinambur?

    Si usa in caso di necessità di equilibrare la flora intestinale, per promuovere la secrezione di latte nelle donne, come digestivo, nelle diete dimagranti, come alimento nei celiaci.

    Il topinambur è un ortaggio ricco di inulina. Per tale motivo viene utilizzato nella dieta alimentare dei diabetici. Ha una azione probiotica e pertanto stimola le difese immunitarie.

    Al topinambur si riconoscono attività di riduzione dei valori del colesterolo e di stabilizzazione della glicemia.

    Se assunto favorisce il senso di sazietà e pertanto trova uso nelle diete dimagranti, in particolare nella fase di attacco ove possono esserci attacchi di fame.

    Non contiene glutine e pertanto viene utilizzata nella dieta dei soggetti con celiachia.

    Come si usa il Topinambur?

    Si usa come alimento e nelle formulazioni fitoterapiche in commercio.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    A causa della presenza di inulina, un consumo elevato può causare meteorismo e flautulenza.

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  • Tribulus Terrestris

    Tribulus Terrestris

    Che cosa è il Tribulus Terrestris?

    Il tribulus terrestris  è una pianta di origine asiatica di cui si utilizzano foglie, semi e frutti per le proprietà mediche.

    Contiene: flavonoidi, alcaloidi saponine.

    Le attività principali riconosciute sono: antiossidante, ipocolesteromizzante, ipoglicemizzante, energizzante.

    Perché si usa il Tribulus Terrestris?

    Si usa per migliorare il tono muscolare e la resistenza allo sforzo, per aumentare il desiderio sessuale, per contrastare i radicali liberi, controllare il colesterolo.

    Il tribulus, oggi viene utilizzato in particolar modo per le sua capacità rinvigorenti, attribuite alle saponine steroidee (protodioscina). Studi sperimentali infatti dimostrato che questa sostanza è in grado di aumentare la produzione di ormone luteinizzante, di DHEA e di testosterone.

    Puo’ essere pertanto somministrato nei pazienti anziani e debilitati. Anche gli sportivi ne fanno uso.

    Il tribulus pertanto sembra migliorare la performance fisica, la resistenza allo sforzo in quanto favorisce, l’aumento dell’ossigenazione muscolare, dell’apporto dei nutrienti muscolari. 

    Gli effetti citati possono essere potenziati associando al tribulus selenio, zinco e vitamina B5. 

    Come si usa il Tribulus Terrestris?

    La letteratura raccomanda dosaggi che vanno dai 450mg al giorno ai 10-20 mg/kg/die, con periodi di assunzione che superano anche le 6 settimane.

    La corretta definizione del dosaggio tuttavia, non potrebbe prescindere dalla caratterizzazione del prodotto e dalla titolazione dei principi attivi in essi presenti, particolarmente della protodioscina.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Il consumo eccessivo, può provocare dolori addominali.

    L’assunzione cronica può provocare disturbi renali e ginecomastia.

     

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  • Uncaria Tomentosa

    Uncaria tomentosa

    Che cosa è l'Uncaria Tomentosa?

    L’uncaria o unghia del gatto è una pianta di cui si utilizza la corteccia del fusto e delle radici di pianta adulta per le proprietà mediche.

    Contiene: alcaloidi ossindilici, glicosidi dell’acido chinovico, triterpeni, acetil derivati del beta sitosterolo.

    Le attività principali riconosciute sono: immunomodulante ed immunostimolante, antivirale, antinfiammatoria, antidolorifica, cicatrizzante

    Perché si usa l'Uncaria Tomentosa?

    Si usa per rafforzare le difese immunitarie, nei dolori di origine antiinfiammatoria, virosi, ulcere.

    Largamente utilizzata in Sud America, ancora dalle culture indagine per il trattamento delle ferite profonde e delle ulcere, nella terapia del dolore.

    Diffusa oggi anche in Europa, per le sue proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, dovute alla presenza di beta sitosterolo.

    Il trattamento di uncaria ha fornito ottimi risultati in studi clinici con pazienti con artrite reumatoide, in particolare in merito al dolore cronico alle articolazioni.

    Oggi ritroviamo l’uncaria in molti preparati utilizzati per rafforzare e difese immunitarie dell’organismo e prevenire i malanni stagionali, durante l’inverno. La pianta in studi in vitro a dimostrato di attivare la di fagocitosi da parte dei macrofagi.

    Come si usa l'Uncaria Tomentosa?

    Polvere: 250 mg per compressa, 1 compresse 3 volte al giorno (cicli di 2 mesi)

    Estratto secco: da 2 a 4 mg per kg di peso corporeo, suddivisi in 2 somministrazioni, lontano dai pasti

    Tintura madre: 15 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    L’assunzione ad alti dosaggi può provocare diarrea.

    Non assumere in caso di malattie autoimmuni e tubercolosi e sclerosi multipla.

    Non assumere in gravidanza. L’uso prolungato può interferire con estradiolo e progesterone.

    Non utilizzare nei bambini con età inferiore ai 3 anni.

     

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  • Uva Ursina

    Uva Ursina gocce e tintura madre

    Che cosa è l'Uva Ursina?

    L’uva ursina è una pianta di cui si utilizzano le foglie per le proprietà mediche.

    Contiene: eterosidi fenolici, tannini gallici, flavonoidi, triterpeni.

    Le attività principali riconosciute sono: antisettico urinario.

    Perché si usa l'Uva Ursina?

    Si usa in caso di cistite acuta, recidivante, uretrite.

    L’uva ursina è oggi largamente impiegata per le infezioni delle vie urinarie. Il principio attivo è l’arbutina, che a livello intestinale libera idrochinone.

    Le proprietà batteriostatiche dell’idrochinone sono state dimostrate in vitro nei confronti dell’escherichia coli, del proteus vulgaris, dello staphylococcus aureus.

    È importante il ph alcalino delle urine (PH=8) per consentire la liberazione di idrochinone nella vescica. Pertanto una associazione con un po’ di bicarbonato può essere determinante per una maggiore efficacia. Da notare che la concentrazione di idrochinone per avere una attività battericida deve essere di 60mg/ml).

    La massima attività della sostanza avviene a 3-4 ore dall’assunzione. L’azione antisettica aiuta a migliorare i sintomi quali il dolore e lo stimolo continuo della minzione.

    Studi clinici, dimostrano che l’assunzione della pianta può essere risolutiva in caso di infezione delle vie urinarie, anche senza assunzione di antibiotico.

    Una indicazione importante oltre a quelle già citate è l’ipertrofia prostatica ove c’è una cistite infiammatoria concomitante, anche generata da catetere.

    Come si usa l'Uva Ursina?

    Macerazione a freddo: 3 grammi di foglie in 150 ml di acqua, fino a 4 volte al giorno.

    Infuso: 3 grammi di foglie in 150 ml di acqua calda, fino a 4 volte al giorno.

    Decotto: un cucchiaino di foglie in polvere in 150 ml di acqua. Lasciare bollire per 15 minuti. Filtrare. Bere 3-4 tazze al giorno. Aggiungere poco bicarbonato di sodio per alcalinizzare le urine.

    Polvere: da 5 a 10 grammi (10 grammi=400-700 di arbutina)

    Estratto secco: 1 capsula 1-3 volte al giorno. Assumere lontano dai pasti.

    Estratto fluido: 30 a 60 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno (1 grammo = 28 gocce)

    Macerato glicerico: 50 gocce diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno, lontano dai pasti.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Si sconsiglia l’uso della pianta in gravidanza e nei bambini con età inferiore ai 12 anni.

    Bisognerebbe evitare il consumo di cibi che acidificano le urine per non ridurre l’effetto antibatterico.

    Le urine durante il trattamento possono diventare di colore bruno verde, per la presenza di idrochinone.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Uva Ursina più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Valeriana

    Valeriana officinalis

    Che cosa è la Valeriana?

    La Valeriana è una pianta di cui si utilizzano le radici ed il rizoma per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, iridoidi, alcaloidi e flavonoidi.

    Le attività principali riconosciute sono: sedativa, spasmolitica, ipnotica.

    Perché si usa la Valeriana?

    Si usa in caso di insonnia, nelle sindromi ansiose, negli stati di nervosismo, nelle palpitazioni, in caso di cefalea, emicrania, spasmi colici e gastrici.

    La Valeriana può essere assunta sia da sola che in associazione con altre piante officinali, per aumentarne l’effetto sedativo. Viene assunta in alternativa alle benzodiazepine per i disturbi di ansia e del sonno.

    Trova ottima applicazione lì dove esiste agitazione nervosa, anche nel dolore cardiaco o negli spasmi gastrici.

    Sul sonno, la pianta riduce i tempi di addormentamento e ne migliora la qualità.

    Recenti studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione di 600 mg di valeriana estratto secco, ha avuto risultati simili alla benzodiazepina oxazepam. (sulla qualità del sonno, sul ricordo dei sogni, sul grado di soddisfazione diurno. Circa gli effetti collaterali, la valeriana è risultata inferiore rispetto alla benzodiazepina.

    Il meccanismo di azione della valeriana è simile alle benzodiazepine. Entrambe coinvolgono il GABA, recettore per le benzodiazepine.

    Come si usa la Valeriana?

    Macerazione a freddo: 2 cucchiaini per tazza di acqua, macerazione per 10 ore, una tazza alla sera come ipnotico leggero.

    Infuso: 2-3 grammi di droga per tazza di acqua calda. Infondere per 10 minuti, prendere fino a 3 volte al giorno.

    Polvere: 500 mg per capsula; 3 volte al giorno, come sedativo diurno in caso di stress e agitazione motoria.

    Estratto secco: 100-200 mg per capsula fino a 500 grammi die. Due somministrazione di cui la seconda 30 minuti prima di dormire.

    Macerato glicerico: 50 gocce diluite in acqua, 2 volte al giorno.

    Tintura madre: 20-50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    Bagno: 100 grammi per una vasca piena di acqua.

    Tintura di valeriana: 1 cucchiaino più volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    A volte possono comparire nausea e vomito a causa del sapore sgradevole delle preparazioni.

    Con l’uso cronico di preparazioni di valeriana possono presentarsi, cefalea, eccitabilità, irritabilità, disturbi intestinali, sonnolenza diurna, difficoltà di risveglio al mattino, insonnia.

    Assunto la sera prima di dormire, in genere non porta complicazioni al mattino, in particolare sulla concentrazione e i tempi di reazione, pur tuttavia, questo può capitare in caso di ipersensibilità.

    È sempre opportuno evitare la guida o l’uso di macchinari pericolosi in caso di assunzione.

    Si sconsiglia l’uso in gravidanza ed in allattamento

    L’uso in pediatria resta confinato fino alle 4-8 settimane e preferibilmente in ragazzi con età superiore ai 12 anni.

    Si sconsiglia l’assunzione contemporanea con alti farmaci sedativi, antistaminici, antidepressivi, antiepilettici e bevanda alcoliche.

    In Bosciaclub puoi trovare i prodotti fitoterapici nelle categorie dedicate.

     

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  • Verbena

    Verbena officinalis

    Che cosa è la Verbena?

    La verbena è una pianta di cui viene utilizzata la pianta intera per le proprietà mediche.

    Contiene iridoidi, mucillagine, olio essenziale, triterpeni, eterosidi fenil propanici

    Le attività principali riconosciute sono analgesica, diuretica, coleretica, drenante.

    Perché si usa la Verbena?

    Si usa nel drenaggio delle vie biliari, litiasi biliare, renella, ritenzione idrica, dermatiti e nevralgie (per uso topico)

    Alla pianta sono riconosciute proprietà depurative e diuretiche per combattere anche renella e piccoli calcoli o piu’ largamente in caso di lieve intossicazione per la depurazione dell’organismo.

    L’attività analgesica per uso topico e’ stata comparata ai farmaci antiinfiammatori con risultati in studi clinici. (utilizzata sotto forma di cataplasmi)

    Questa attività ne consente un uso nelle malattie reumatiche, ma anche in caso di dolori a seguito di traumi e contusioni.

    Come si usa la Verbena?

    Infuso: 1,5 grammi di droga per tazza di acqua bollente. Filtrare dopo 10 minuti, 2-3 tazze al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    Uso esterno: infuso al 5%.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Nulla da segnalare se non una particolare sensibilità individuale. Non usare in gravidanza ed in caso di problemi alla tiroide.

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Verbena più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

     

  • Veronica

    Veronica officinalis

    Che cosa è la Veronica?

    La veronica è una pianta di cui vengono utilizzati i fiori per le proprietà mediche.

    Contiene flavonoidi, tannini, iridoidi, acido clorogenico.

    Le attività principali riconosciute sono espettorante, emolliente, diuretica, depurativa, astringenti.

    Perché si usa la Veronica?

    Si usa nelle affezioni dell’apparato respiratorio e nelle affezioni reumatiche.

    È stata largamente utilizzata in passato nelle forme di raffreddamento, oggi viene definita te svizzero.

    La presenza di aucubina e delle saponine la rendono attiva nelle forme di bronchite cronica e nell’asma bronchiale.

    I tannini invece le danno l’azione astringente per cui viene utilizzata per uso esterno per l’igiene del cavo orale, per il prurito e per le infiammazioni oculari.

    Come si usa la Veronica?

    Infuso: 1,5 grammi di droga per tazza di acqua bollente. Filtrare dopo 10 minuti, 2-3 tazze al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Nulla da segnalare se non una particolare sensibilità individuale

     

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Veronica più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

     

     

  • Viola

    Viola odorata

    Che cosa è la Viola?

    La viola è una pianta di cui vengono utilizzati i fiori, le foglie ed il rizoma per le proprietà mediche.

    Contiene saponine, olio essenziale, glicosidi

    Le attività principali riconosciute sono emolliente, espettorante, diuretica, depurativa, antiinfiammatoria, eudermica.

    Perché si usa la Viola?

    Si usa come calmante della tosse, per la renella, la litiasi renale, le dermatiti (uso topico)

    Lo sciroppo alla viola è stato da sempre utilizzato nel trattamento delle patologie bronchiali e nei raffreddori. Questo per le proprietà emollienti ed espettoranti dei fiori.

    Le mucillagini le forniscono proprietà leggermente lassative. Utili nella stipsi degli anziani e dei bambini. La radice invece a dosaggi elevati ha proprietà purganti.

    Tisane di foglie, radici e fiori sono utili per combattere i calcoli.

    Prodotti topici invece sono formulati per le proprietà eudermiche e calmanti sia sulla pelle che sulle mucose.

    Come si usa la Viola?

    Infuso: 2 cucchiaini per tazza di acqua calda; diverse tazze al giorno.

    Decotto (radice): decozione al 5% (far bollire per 30 minuti)

    Tintura madre: 30 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    Uso esterno: come emetico: 15-20 gr di radice in 300g di acqua. Come espettorante solo 4-5 grammi di radice

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Nulla da segnalare se non una particolare sensibilità individuale. Dosi elevate di radice possono provocare diarrea e vomito.

    In Bosciaclub puoi trovare i prodotti fitoterapici nelle categorie dedicate.

     

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  • Viscum Album

    Viscum Album

    Che cosa è il Viscum Album?

    Il vischio è una pianta di cui si utilizzano i rametti fogliati ed i giovani getti per le proprietà mediche.

    Contiene: glicoproteine, composti polifenolici, amine, triterpeni.

    Le attività principali riconosciute sono: ipotensivante, citostatica ed immunostimolante.

    Perché si usa il Viscum Album?

    Si usa in caso di ipertensione lieve, arteriosclerosi, stimolazione immunitaria.

    L’attività ipotensivante del vischio è sfruttata principalmente nei paesi di lingua tedesca. Tale azione è generata da amine e flavonoidi che stimolano il sistema parasimpatico e diminuiscono la resistenza periferica per vasodilatazione. Il vischio inoltre favorisce la diuresi e l’escrezione di urea.

    Il vischio in aggiunta ha anche una azione sul colesterolo e sulla prevenzione della formazione della placca aterosclerotica. Può essere utilizzato per queste proprietà sia nell’anziano che nella donna in menopausa.

    I preparati a base di vischio sono anche utilizzati nella terapia palliativa dei tumori maligni e nel trattamento delle infiammazioni articolari cartilaginee.

    Numerosi studi clinici hanno dimostrato che la somministrazione sotto cute del vischio riduce le forme tumorali e ne rallenta la progressione. Il trattamento abbinato a chemioterapia, radioterapia e chirurgia ha dimostrato una efficacia superiore rispetto al trattamento singolo.

    L’attività antineoplastica del vischio avviene per una attivazione dei sistemi di sorveglianza immunitaria verso i cloni tumorali nell’organismo ed una azione citotossica sulle cellule tumorali.

    Questa azione è dovuta alla presenza di viscotossine e lectine e deve indurre paziente e medico a valutare il rapporto rischio beneficio.

    In gemmoterapia, i giovani getti sono utilizzati per l’azione ipotensivante e antispasmodica, utile nel trattamento dell’ipertensione arteriosa, vasculopatie cerebrali.

    Come si usa il Viscum Album?

    Macerazione: versare acqua fredda su 2,5 grammi di droga (un cucchiaino), lasciare macerare per 12 ore e filtrare, assumere 1-2 tazze al giorno, foglie essiccate o infuso.

    Estratto fluido: 0,5 ml

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    Macerato glicerico: 30 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Assumere solo con il consiglio del medico.

    L’uso non è indicato in caso di infezioni croniche progressive come la T.B.C.

    L’impiego prolungato deve avvenire sotto stretto controllo medico in quanto le preparazioni favoriscono l’agglutinazione dei globuli rossi.

    Non somministrare con anticoagulanti e farmaci immunosoppressivi.

    La somministrazione sottocutanea per le affezioni articolari e le neoplasie, può generare febbre, cefalea.

     

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  • Vitis Vinifera

    Che cosa è la Vitis Vinifera?

    La vite è una pianta di cui si utilizzano le foglie, i semi, i frutti, la linfa e le gemme per le proprietà mediche.

    Contiene: acidi fenoli, tannini, proantociani, antocianosidi, eterosidi di flavonoli, composti stilbenici (foglie), lipidi, fitosteroli, proantocianidoli.

    Le attività riconosciute sono: vaso protettrice, antiossidante (foglie e semi), antispasmodica, decongestionante pelvica, emolliente, lubrificante (Semi), antiinfiammatoria (gemme).

    Perché si usa la Vitis Vinifera?

    Si usa nelle turbe della circolazione venosa, nei processi infiammatori recidivanti e cronici, nelle neoformazioni benigne (gemme).

    Il succo di uva è dotata di effetto rinfrescante, di stimolo della funzionalità renale ed epatica, in particolare la secrezione biliare, ed infine quella intestinale.

    Nella composizione dell’uva (frutto) gli zuccheri hanno una quota determinante (glucosio e fruttosio). Tra i Sali minerali spicca il potassio responsabile dell’azione diuretica. Contiene anche ferro, rame, manganese indispensabile per la formazione dell’emoglobina del sangue e del fosforo.

    Tra le vitamine troviamo la vitamina B1, B2, PP, A, C.

    In fitoterapia invece bisogna far riferimento alle foglie ed ai semi. Le indicazioni delle foglie sono simili a quelle dei frutti del mirtillo: attività angioprotettrice, ossia diminuzione della permeabilità dei capillari ed aumento della loro resistenza.

    Le foglie in autunno diventano rosse e mantengono una concentrazione di attivo (antocianosidi) più elevata.

    Le indicazioni sono pertanto: insufficienza venosa alle gambe, fragilità capillare, emorroidi, flebite.

    Associata ad altre erbe fitoterapiche è efficace per trattare i disturbi della menopausa.

    I semi oltre a possedere la medesima attività per la presenza di antocianosidi, essendo inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, associano anche l’attività antipertensiva.

    Studi clinici hanno dimostrato l’azione antiossidante nei confronti di patologie degenerative e alle dosi di 200-300 mg per migliorare il visus. Pertanto risultano indicati nella prevenzione della cataratta e delle malattie degenerative oculari.

    Olio dei semi possiede una azione lassativa e ipocolesteromizzante.

    Le radici della vite sono ricche di resveratrolo, costituente fortemente antiossidante. Questo si trova anche in concentrazione elevate nel vino rosso.

    In gemmoterapia la vite trova uso nei processi infiammatori cronici, come il reumatismo articolare, nell’artrite deformante delle piccole articolazioni, nell’artrosi.

    Come si usa la Vitis Vinifera?

    Infuso: 5 grammi di foglie triturate in 100 ml di acqua. Infondere per 10 minuti, filtrare ed assumere 2-3 tazze al giorno; 10 grammi di foglie essiccate in 250 ml di acqua; 3-4 tazze al giorno.

    Decotto (uso esterno): 8-10 grammi di foglie triturate in 100 ml di acqua; fare impacchi sulle zone interessate, oppure 60-80 grammi per litro di acqua (per bagno o pediluvio)

    Polvere: 350 mg per capsula: 1 capsula, 1-3 volte al giorno, prima dei pasti.

    Estratto fluido: 10 ml, diluiti in acqua, 1 volta al giorno.

    Estratto secco (semi) : 75-300 mg per 3-4 settimane; 40-80 mg/die (mantenimento)

    Estratto secco acquoso (foglie): 360-720 mg/die ( in caso di insufficienza venosa)

    Macerato glicerico: 50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al giorno.

    Tintura madre: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non assumere se in trattamento con farmaci anticoagulanti e antiaggreganti.

     

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  • Zafferano

    Crocus sativus

    Che cosa è lo Zafferano?

    Lo zafferano è una pianta di cui si utilizzano gli stimmi dei fiori per le proprietà mediche.

    Contiene: olio essenziale, flavonoidi, fitosteroli, crocina, olio grasso, vitamine del gruppo B.

    Le attività principali riconosciute sono: amaro tonica, antispasmodica e sedativa, aromatizzante.

    Perché si usa lo Zafferano?

    Lo zafferano è una pianta di origine orientale conosciuta per l’azione stimolante e antispasmodica. Utilizzata per le sue proprietà digestive, e blandamente lassativa.

    La pianta ha una azione elettiva per l’apparato genitale femminile per le proprietà emmenagoghe. Stimola infatti blandamente il flusso mestruale.

    La droga ha anche proprietà bechiche.

    Recenti studi hanno dimostrato proprietà antiossidanti, utili per le malattie degenerative della retina.

    Come si usa lo Zafferano?

    Infuso: 2 grammi per litro, infusione per 15 minuti.

    Estratto secco: 15 mg 2 volte al giorno

    Tintura madre: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    A scopo precauzionale è sconsigliato in gravidanza, in quanto per dosaggi elevati risulta tossico.

    Bisogna attenersi alle dosi raccomandate.

    Il team di farmacisti online di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il fitoterapico a base di Zafferano più adatto a te e le sue modalità di assunzione!

  • Zenzero

    Zingiber officinale roscoe

    Che cosa è lo Zenzero?

    Lo zenzero è una pianta di cui viene utilizzato il rizoma per le proprietà mediche.

    Contiene olii essenziali (con 160 componenti), gingerdioli, gingeroli

    Le attività principali riconosciute sono carminativa, aromatica, assorbente, antiemetica, ipocolesterolemizzante.

    Perché si usa lo Zenzero?

    Si usa nei disturbi peptici e nella prevenzione di cinetosi.

    Infatti lo zenzero e’ un medicamento antiemetico, stimolante la secrezione salivare e gastrica, la peristalsi intestinale.

    Uno dei principali usi è come antinausea sia negli adulti che nei bambini. Utile anche nelle donne in gravidanza e per la prevenzione del vomito per chi soffre il mal d’auto o di mare durante i viaggi.

    Le caratteristiche peculiari del zenzero hanno consentito un approfondimento delle proprietà antiemetiche anche in pazienti soggetti a trattamenti farmacologici e chemioterapici con buoni risultati.

    Si è dimostrato anche utile come antiulceroso, come epatoprotettore e per la riduzione del colesterolo

    La medicina ayurvedica lo raccomanda nel trattamento della cefalea.

    Per uso esterno viene utilizzato per le mucose della bocca in collutori.

    Come si usa lo Zenzero?

    Profilassi cinetosi: adulti e bambini sopra i 6 anni: 0,5-2g di droga in polvere in singola assunzione prima del viaggio, se i sintomi compaiono da 0,2-0,4g ogni 2-4 ore

    Nausea e vomito in gravidanza: (solo sotto controllo medico): 75mg-2g al giorno da dividere in dosi per 1-5 giorni.

    Nausea dopo intervento chirurgico: 0,5-1g un’ora prima dell’intervento.

    Infuso: 0,5-1 g di polvere. Filtrare dopo 5 minuti. Come antiemetico la dose diventa di 2gr.

    Decotto: al 3%

    Polvere: 500mg per capsula 3 volte al giorno 30 minuti prima dei pasti, 2 capsule prima dei viaggi.

    Estratto secco: 100-300 mg per capsula.

    Tintura madre: 30 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.

    Uso esterno: come emetico: 15-20 gr di radice in 300g di acqua. Come espettorante solo 4-5 grammi di radice.

    A cosa bisogna fare attenzione?

    Non usare in gravidanza se non alle dosi alimentari raccomandate.

    In Bosciaclub puoi trovare i prodotti fitoterapici nelle categorie dedicate.

     

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  • Gemmoterapia

    Cosa differenzia i gemmoderivati dai preparati fitoterapici? 

    Abbiamo dedicato una categoria per tutti i gemmoderivati non inclusi nella lunga serie di categorie dedicate a ciascuna pianta incluse nel nostro sito. 

    La Gemmoterapia è una branca della fitoterapia, che fa rifermento alle proprietà curative dei gemmoderivati. 

    I gemmoderivati si preparano con i giovani getti di una pianta, ossia i tessuti vegetali in crescita, tra cui le gemme, i frutti, le radici in crescita, i rami giovani, boccioli, amenti. 

    Tutti i gemmoderivati sono alcooliti o estratti idrogliceralcolici (macerato glicerico). 

    La metodica estrattiva delle piante è diversa da quella per ottenere gli estratti in fitoterapia. Si utilizzano solventi dolci e non aggressivi (glicerina vegetale) per rispettare i principi attivi. La metodica punta ad estrarre sia gli attivi sia gli ormoni delle piante. 

    Gli ormoni infatti hanno una elevata volatilità nella fase id estrazione. In natura l’obiettivo di queste sostanze è quello di fornire carburante per la crescita. Essi interagiscono con le cellule a forte attività mitotica ricche di fattori di crescita, enzimi, aminoacidi e altre sostanze nutrienti. 

    I gemmoterapici sono ottimamente tollerati e quasi sempre privi di sostanze tossiche. Pur tuttavia, occorre valutare bene le indicazioni terapeutiche prima dell’uso. 

    La Gemmoterapia, oggi è anche definita Meristemoterapia. Questo nome fa riferimento al tessuto meristematico ossia ricco di giovani cellule in crescita. 

    Oggi i gemmoderivati sono utilizzati sia nella pratica fitoterapica che omeopatica (drenaggio). 

    Il drenaggio fa rifermento alla eliminazione di tossine endogene (attraverso gli organi emuntori) e viene utilizzata come complemento alla terapia omeopatica. 

    I gemmoterapici sono in genere somministrati nell’adulto in dose ponderale (1 goccia per chilo corporeo). La dose però può variare notevolmente in funzione della pianta, dell’età, e del tipo di problema da trattare. 

    Disponibili in macerato glicerico alla diluizione di 1 DH. (50 parti di glicerina, 30 parti di alcool e 20 parti di acqua). 

    I gemmoderivati vanno conservati al riparo dalla luce in recipienti ben chiusi.

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il prodotto più adatto a te e le modalità di assunzione!

     


     
  • Tinture madri ed estratti idroalcolici

    In Bosciaclub, abbiamo suddiviso tutti i prodotti fitoterapici per tipo di pianta. In questa categoria, troverai tutte le tinture o le soluzioni idroalcoliche che non abbiamo raggruppato sotto il nome delle piante più conosciute. 

    Le tinture sono preparazioni fitoterapiche preparate dalla lavorazione di droghe vegetali fresche o secche. Gli attivi sono solubilizzati in alcool etilico a diversa degradazione. Si lasciano macerare per alcuni giorni in alcool durante la preparazione. 

    Le tinture madri invece si preparano esclusivamente dalle piante fresche. Il termine madre indica che la preparazione è considerata di partenza per la preparazione di altri prodotti sia omeopatici che fitoterapici. Le tinture madri hanno un livello di attività superiore rispetto alle altre soluzioni o tinture tradizionali. 

    La categoria include anche le associazioni di più droghe vegetali in preparati precostituiti. 

    Tutte le tinture acquistate in farmacia contengono valori in grado di svolgere una attività farmaceutica con livelli fissati dalla Farmacopea Ufficiale Italiana. 

    Le droghe vegetali hanno funzioni diverse, e pertanto si rimanda a ciascun foglietto illustrativo le indicazioni ed il dosaggio dell’estratto secco o al consiglio del farmacista per individuare il prodotto fitoterapico indicato come rimedio per la salute. 

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il prodotto più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

  • Estratti secchi titolati

    In Bosciaclub, abbiamo suddiviso tutti i prodotti fitoterapici per tipo di pianta. In questa categoria, troverai tutti gli estratti secchi fitoterapici in formulazione di compresse e capsule che non abbiamo raggruppato sotto il nome delle piante più conosciute. 

    Gli estratti secchi fitoterapici si preparano dagli estratti fluidi attraverso un processo di lavorazione che consente di ottenere una formulazione ricca di sostanze attive. 

    Tutti gli estratti secchi acquistati in farmacia contengono valori in grado di svolgere una attività farmaceutica con livelli fissati dalla Farmacopea Ufficiale Italiana. 

    Gli estratti contengono sostanze biodisponibili e pertanto sono facilmente assorbite dal nostro organismo. 

    Le droghe vegetali hanno funzioni diverse, e pertanto si rimanda a ciascun foglietto illustrativo le indicazioni ed il dosaggio dell’estratto secco o al consiglio del farmacista per individuare il prodotto fitoterapico indicato come rimedio per la salute. 

    Il team di farmacisti di Bosciaclub è disponibile ad indicarti il prodotto più adatto a te e le modalità di assunzione!

     

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