Alzheimer e antinfiammatori da banco


Un banale farmaco anti-infiammatorio da banco assunto per anni come terapia preventiva contro l'Alzheimer: si tratta di una ‘cura' a base di ibuprofene, i cui presunti benefici contro la demenza senile e simili patologie sono stati indicati da una recente ricerca dell'università della British Columbia, pubblicata sul Journal of Alzheimer's Disease.

Secondo gli studiosi statunitensi, coloro che hanno un'alta concentrazione della proteina beta amiloide peptidica 42 (Abeta42), a partire dai 55 anni dovrebbero “assumere ibuprofene quotidianamente" proprio per contrastare i fenomeni infiammatori della suddetta proteina, responsabile della morte delle cellule nervose associata all'Alzheimer. Non tutto il mondo scientifico però è d'accordo sull'importanza della scoperta, riportata con grande enfasi dai media internazionali. Ad esempio, Raffarele Antonelli Incalzi, professore di medicina interna e geriatria al Compus Biomedico di Roma, smorza l'entusiasmo e all'Ansa dichiara: “I dati sono estremamente preliminari e i ricercatori piuttosto incauti perché assumere ibuprofene per dieci anni tutti i giorni espone a rischio di danno epatico, renale e gastrico altissimo". Quindi, conclude lo studioso italiano, “servono ulteriori studi sull'uomo che verifichino nel tempo gli effetti della profilassi con ibuprufene". 

   

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